MFW: sfila l'uomo dell'ufficio stile Gucci, presto il successore di Frida

Una sfilata per fare piazza pulita: la collezione uomo di Gucci, che è andata in scena a Milano, non è quella preparata da Frida Giannini. L'uscita anticipata del direttore creativo (che avrebbe dovuto presentare la sua ultima collezione maschile e quella femminile del 25 febbraio) esigeva un cambio di programma.
MFW: La fine del defilé Gucci, collezione uomo A/I 15- Foto: Ansa

E così, in una sola settimana, lo staff dell'ufficio stile ha disegnato la nuova. Alla fine tutti in passerella, 13 stilisti con Alessandro Michele, già braccio destro di Frida e tra i papabili alla successione, informazione che si dice sarà comunicata nella settimana.

Una sfilata che è come un colpo di spugna. Mai si era vista in una grande maison una tale volontà di segnare la rottura, di fare piazza pulita con chi per tanti anni ha guidato la creatività di un marchio.

E' successo da Gucci e la cosa sorprende perché in genere la moda ha una sua educata ipocrisia e, di solito, accompagna le uscite con molti sorrisi e diplomazia perfino stucchevole. Invece l'addio a Frida Giannini anche pubblicamente non poteva essere più marcato e forte: la stilista - secondo gli accordi di fine rapporto - avrebbe dovuto presentare la sua ultima collezione maschile durante MMU e il 25 febbraio perfino quella femminile, ma poi le cose sono precipitate e l'uscita è stata anticipata.

Fin qui si sapeva quasi tutto, ed era già una bella storia di moda, amore, affari, dato che con Frida se ne andava anche il suo compagno - nonché padre di sua figlia - cioè quel Patrizio di Marco che di Gucci era l'amministratore delegato. Ma non si sapeva e neppure si poteva immaginare che sarebbe stata buttata via anche la collezione preparata da Frida, per rimpiazzarla in tutto e per tutto.

Marco Bizzarri, il cinquantenne nuovo CEO di casa Gucci, pare abbia voluto così e abbia personalmente imposto una accelerazione. Il team stilistico si è messo al lavoro e in effetti questa passerella nulla aveva dello stile tipico di Frida Giannini, ovvero quel suo preciso e sciccoso modo di interpretare icone del passato con una certa leccata accuratezza e lussuosa modernità.

Per dimenticare la stilista romana (in Gucci dal 2002 e dal 2006 a capo di tutta la creatività) il suo ex staff ha scelto un romanticismo urbano dai tratti perfino ambigui, tanto che, visti da lontano, i modelli erano difficilmente distinguibili dalle modelle (ormai vanno di moda le ragazze nelle sfilate maschili), tutti ugualmente sottili e con chiome fluenti, un po' alla Tadzio di 'Morte a Venezia'.

Completi striminziti da artista, blazer piccoli e pantaloni stazzonati, cappa e cappotto militare ma in versione quasi da disertore, con il gusto bohemien di chi vuole segnalare il proprio anticonformismo anche indossando t-shirt di pizzo e vere bluse femminili, perfino senza maniche, con jabot o colletto a ruches, allacciato da nastrino e fiocco che neppure lontanamente può sembrare una moderna cravatta.

Ai piedi sandali o mocassini foderati di pelliccia, anche senza tallone e in versione ciabattina. Applausi allo staff quando è uscito in passerella: una dozzina di persone intorno ad Alessandro Michele, già braccio destro di Frida e ora tra i papabili a succederle, come già detto. Ma di nomi ne circolano molti altri, dal trentenne francese Joseph Altuzarra all'italiano Riccardo Tisci di Givenchy, da Tomas Maier di Bottega Veneta alla parte femminile della coppia stilistica di Valentino, Maria Grazia Chiuri.

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