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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
10 dic 2021
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LVMH sale al 100% nella sua azienda di occhiali Thélios

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
10 dic 2021

LVMH non ha l'abitudine di condividere i suoi asset. A fortiori, se si tratta di imprese di successo. Quasi cinque anni dopo aver creato la joint venture Thélios, dedicata all'eyewear, con il gruppo italiano di occhiali Marcolin, di cui deteneva il 51% delle azioni, il colosso del lusso si è impadronito di tutta l'attività per “integrarla pienamente all'interno di LVMH”.

La sede del produttore di occhiali in Veneto - Thélios


“Marcolin e LVMH hanno stipulato un accordo in vista dell'acquisizione da parte di LVMH del 49% del capitale di Thélios detenuto da Marcolin. Inoltre, Marcolin riacquisterà il 10% del suo capitale acquisito da LVMH durante la creazione di Thélios”, indica in un comunicato il gruppo francese guidato da Bernard Arnault, senza specificare l'entità di questo investimento.
 
Senza dubbio, Thélios è stato ampiamente valorizzato negli ultimi cinque anni. Dalla sua inaugurazione nel 2018 a Longarone, nel distretto dell'occhiale di Belluno, in Veneto, dove ha sede Marcolin, la manifattura ultramoderna ha già incrementato le proprie capacità produttive con la creazione di un secondo sito, mentre la costruzione di un terzo edificio è già in fase di studio. Oggi gestisce lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di undici collezioni di occhiali.

Seguendo le orme di Kering, che nel 2014 aveva creato la propria società dedicata all'eyewear, Kering Eyewear, per internalizzare la propria lucrosa attività nel mondo degli occhiali fino ad allora gestita in licenza, LVMH aveva inizialmente scelto di affidarsi ad uno specialista, scegliendo Marcolin come partner. Cinque anni dopo, forte del suo “apprendistato”, il gruppo ha deciso di ballare da solo. Come ha sottolineato nella sua breve nota, “questa operazione costituisce un'opportunità per LVMH di rafforzare ulteriormente la propria presenza nell'eyewear e di beneficiare del know-how italiano in materia”, mentre Marcolin potrà “perseguire futuri investimenti strategici”.
 
Probabilmente l'operazione era stata programmata da tempo. La scorsa primavera, l'ex vicepresidente esecutivo di Marcolin, che guidava Thélios, ha annunciato la sua partenza “considerando di aver compiuto la sua missione con il successo del lancio di questo nuovo player dell'occhialeria”. Per ora non è stato sostituito. Dopo questa operazione, dovrebbe essere presto nominato il suo successore.
 
Lanciato nel 2017, il produttore di occhiali Thélios si è assicurato lo stesso anno la licenza degli occhiali Celine, detenuta dal 2011 da Safilo. Poi, nel 2019, è caduta nelle sue mani l'importante commessa per le collezioni vista e sole di Dior e Dior Uomo, che per ventitré anni era stata anch’essa gestita in licenza da Safilo, aggiudicandosi recentemente anche la gestione degli occhiali Fendi e Givenchy. Oramai, delle case di moda della galassia di Bernard Arnault resta poco nelle mani dell'azienda padovana di eyewear, a parte la licenza dell’occhialeria di Marc Jacobs, che durerà fino al 2026.
 
Nel frattempo, Thélios ha arricchito il suo portfolio. Alle collezioni eyewear di Celine, Dior, Fendi e Givenchy, si aggiungono quelle di altri brand del gruppo, come Loewe, Stella McCartney, Kenzo, Fred, Berluti e Rimowa, oltre al proprio brand 9.81 di occhiali d’alta gamma e high-tech lanciato all'inizio di quest’anno.

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