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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
11 gen 2023
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4 minuti
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LVMH punta su Pietro Beccari, nuovo asso nella manica di Louis Vuitton

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
11 gen 2023

Alla vigilia della settimana della moda maschile di Parigi, LVMH sta attuando un importante rimpasto, ponendo il suo campione, il boss di Christian Dior, Pietro Beccari, al timone di Louis Vuitton, mentre la figlia maggiore di Bernard Arnault, Delphine, che ricopriva dal 2013 la carica di vicedirettore di Louis Vuitton, gli succederà come presidente e amministratore delegato di Christian Dior. Un cambiamento strategico destinato ad accelerare la crescita del primo marchio di lusso al mondo, consolidando nel contempo la presenza della famiglia Arnault nel management.

Pietro Beccari va a guidare Louis Vuitton - Jean-François Robert


La nomina del dirigente italiano a capo di Louis Vuitton è stata definita dagli analisti “un'ottima notizia”, ​​come ha sottolineato Luca Solca di Bernstein. “Pietro ha portato Dior a un grande successo durante il suo mandato e ora ottiene la posizione più alta nell'azienda e, quindi, la posizione più alta nell'industria del lusso”, afferma in una nota.
 
“Il lavoro svolto da Pietro Beccari per Christian Dior negli ultimi cinque anni è stato eccezionale. La sua leadership ha accelerato la desiderabilità e il successo di questa casa di moda emblematica”, commenta Bernard Arnault. “La reinvenzione della storica maison del numero 30 di avenue Montaigne ne costituisce uno dei migliori esempi. Non c'è dubbio che Pietro porterà Louis Vuitton a una desiderabilità e un successo ancora maggiori”, afferma il capo del gruppo.

Ritorno alle basi

Un ritorno alle origini, in un certo senso, per Pietro Beccari, entrato in LVMH nel 2006 come vicepresidente esecutivo del marketing e della comunicazione… proprio di Louis Vuitton. Arrivato nella maison per affiancare l'allora CEO, Yves Carcelle, ha poi orchestrato il rilancio di Berluti, portando avanti da quel momento una carriera impeccabile all'interno del numero uno mondiale del lusso, che lo ha condotto dalla guida di Fendi nel 2012 a quella di Christian Dior nel 2018, quando divenne anche membro del comitato esecutivo del gruppo. Ora andrà a dirigere Louis Vuitton, dove entrerà in carica dal 1° febbraio, succedendo a Michael Burke, chiamato ad assumere “nuove funzioni direttamente da Bernard Arnault”, il PDG di LVMH.
 
Nato vicino a Parma e appassionato di sport fin da piccolo, Pietro Beccari era destinato alla carriera di calciatore. Non andrà oltre la serie C1, ma manterrà sempre un forte spirito di squadra e l'abitudine a guardare sempre avanti, una partita dopo l'altra. Si distingue anche per il suo approccio cordiale e aperto, caratteristico delle persone originarie dell’Emilia Romagna, sua regione natale, nonché per i rapporti schietti e diretti che instaura con i propri collaboratori.
 
Laureato in Economia Aziendale all'Università di Parma, inizia la propria carriera nel settore dei beni di consumo, occupandosi di marketing all’interno del gruppo inglese Benckiser in Italia. Si è poi trasferito in Parmalat, nella filiale americana di New York, per poi passare a Düsseldorf, in Germania, presso Henkel, occupando la carica di vicepresidente corporate dei prodotti per capelli. Quanto basta per arricchire la sua esperienza internazionale e linguistica, prima di cambiare universo tuffandosi nel mondo del lusso con LVMH.

La boutique Dior al 30 di avenue Montaigne - Photo: Courtesy of Dior


A 55 anni, Pietro Beccari prosegue nella sua ascesa, consolidando la propria reputazione di manager eccezionale, noto per le doti di impegno, audacia, determinazione e soprattutto entusiasmo, come dimostra il suo lavoro da Christian Dior, dove in cinque anni, pandemia compresa, è riuscito a dare grande impulso alla casa di moda francese tramite vari progetti ambiziosi.
 
Uno dei suoi maggiori successi è stato il grande cantiere dello storico indirizzo di avenue Montaigne 30, completamente ristrutturato e che oggi ospita, oltre al flagship store del marchio, un ristorante, un museo (la galleria Dior), un bar-pasticceria, dei giardini e persino una suite d’hotel. Dalla sua riapertura a marzo, lo spazio ha accolto 5.000 visitatori al giorno.
 
Beccari ha inoltre permesso a Maria Grazia Chiuri di esprimere la sua creatività e le sue idee per la donna Dior e ha dato il benvenuto a Kim Jones nel menswear nel 2020: il britannico ha permesso a Dior di affrontare altre idee, in particolare attraverso le collaborazioni con marchi come Stüssy o Nike.

Dopo aver raddoppiato in cinque anni il fatturato di Fendi, passato dai 600 milioni di euro del 2011 agli 1,2 miliardi del 2018, secondo le valutazioni degli analisti citati da Reuters, Beccari è riuscito a ripetersi da Christian Dior, che avrebbe raggiunto i 6,2 miliardi di euro di fatturato annuo nel 2021, secondo gli analisti di RBC Capital Markets.
 
Il cantiere della direzione artistica

Pietro Beccari torna da Louis Vuitton attraverso la porta principale. E la sfida che gli si para davanti è enorme. Sarà atteso al varco nella delicata missione di trovare un successore di Virgil Abloh alla guida delle collezioni maschili del marchio, sviluppate senza un direttore artistico dalla prematura scomparsa dello stilista americano nel novembre 2021. Una prima decisione che sarà seguita con attenzione e che fornirà sicuramente elementi su come intende gestire l’azienda. E la donna Vuitton? Affidata da dieci anni alle mani esperte di Nicolas Ghesquière, potrebbe anche essere che per l'occasione si prendano in considerazione delle alternative alla direzione artistica delle collezioni donna.

Da Louis Vuitton, Pietro Beccari dovrà trovare un nuovo stilista per il menswear - © ImaxTree


Secondo le stime di Bernstein, il fatturato di Louis Vuitton arriverà a più di 22 miliardi di euro nel 2022, mentre il suo risultato di gestione (Ebit) ammonterà a più di 10 miliardi. Negli ultimi anni, al di là di essere un marchio di moda, la maison si è molto diversificata, trasformandosi in “un brand culturale con un pubblico globale”, come ha sottolineato Bernard Arnault durante l'assemblea generale del gruppo.

La scelta di affidare le redini a Pietro Beccari, noto per la sua visione innovativa, sottolinea la volontà di dare nuovo slancio a Louis Vuitton e di aprire un nuovo capitolo per proiettare l’emblematica etichetta nel mercato del lusso del futuro.
 
“Pietro Beccari ha fatto miracoli da Fendi e Dior. Se da Louis Vuitton otterrà solo la metà di quello che ha realizzato negli ultimi dieci anni, il marchio raggiungerà nuove vette storiche”, prevede Luca Solca.

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