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Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
24 nov 2019
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LVMH e Tiffany trovano un accordo di principio a 16,3 miliardi di dollari

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
24 nov 2019

Il colosso francese del lusso LVMH, diretto dal miliardario Bernard Arnault, ha trovato un accordo di principio con il gioielliere statunitense Tiffany per comprarlo al prezzo di 16,3 miliardi di dollari, ha indicato domenica all’agenzia AFP una fonte vicina al dossier.

LVMH sta per aprire il lucchetto di Tiffany & Co. - Tiffany & Co


Se includiamo l’assunzione di debiti per 350 milioni di dollari, la transazione dovrebbe superare i 16,65 miliardi di dollari, ha aggiunto la fonte, confermando le informazioni apparse sul Wall Street Journal e sul Financial Times.
 
I due gruppi potrebbero formalizzare questo accordo prima dell'apertura dei mercati finanziari europei di lunedì, ha affermato la medesima fonte, che tuttavia ha avvertito del fatto che le cose potrebbero ancora cambiare.

L'operazione diventerebbe quindi la più grande acquisizione mai realizzata da LVMH, proprietario dei marchi Louis Vuitton e Christian Dior.
 
Nel dettaglio, LVMH ha deciso di aumentare la propria offerta per la seconda volta dopo aver esaminato i libri contabili di Tiffany, che ha fatto da sfondo alla prima scena del film “Colazione da Tiffany” (“Breakfast at Tiffany's”), con Audrey Hepburn, del 1961.
 
Il gruppo francese aveva originariamente offerto il 15 ottobre 120 dollari per azione di Tiffany, marchio famoso per gli anelli di fidanzamento e i gioielli in diamanti, prima di portare questa proposta a circa 130 dollari la scorsa settimana, hanno comunicato all'AFP altre fonti prossime all’operazione.
 
Quest'ultima offerta ha spinto Tiffany a rivelare i suoi conti a LVMH, che alla fine ha deciso di proporre 135 dollari per azione Tiffany, valutando il gruppo americano poco più di 16,3 miliardi di dollari, ha detto domenica la fonte anonima. L’azione di Tiffany ha chiuso su un valore di 125,51 dollari la sessione borsistica di venerdì a Wall Street.
 
Sempre secondo la fonte, domenica sono stati organizzati dei Consigli d’Amministrazione straordinari da entrambe le aziende per ratificare queste nozze. La fonte ha definito più che probabile che possa già arrivare in breve tempo una risposta affermativa al perfezionamento dell’operazione.
 
Contattato da AFP, LVMH non ha voluto commentare, mentre Tiffany non ha risposto nell’immediato alla richiesta.
 
L'acquisizione del gruppo americano amplierebbe la divisione orologi e gioielli di LVMH, che comprende già i marchi Bulgari, Chaumet, Tag Heuer e Hublot, fra gli altri, consentendogli di rivaleggiare più da vicino con il competitor Richemont (Cartier e Van Cleef & Arpels) e di rafforzarsi sul mercato americano, seconda regione a contribuire al suo fatturato. La gioielleria rappresenta un settore con un grande potenziale per i giganti del lusso.
 
Fondato nel 1837 da Charles Lewis Tiffany, il marchio di gioielli, il cui principale flagship confina con la Trump Tower sulla famosa 5th avenue di New York, ha registrato un fatturato di 4,4 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale chiusosi lo scorso 31 luglio, aumentato del 6,5% in un anno. La sua crescita è tuttavia ostacolata dal dollaro forte e da un calo delle spese dei turisti negli Stati Uniti.

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