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Lusso: Parigi presto a corto di location di prestigio

Pubblicato il
today 3 apr 2013
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L’attività delle insegne di lusso a Parigi sta vivendo un inarrestabile effervescenza, motivata da un boom senza precedenti del settore. Comunque, i poli storici del lusso parigino restano invariati: Vendôme, Montaigne e Saint-Honoré. "Quasi un centinaio di aperture di negozi di marchi di lusso sono stati registrate in Francia dal 2011", rileva lo studio Cushman & Wakefield, che si è occupato di buona parte di queste transazioni. Sempre secondo C&W, questa tendenza non si esaurirà fino al prossimo anno, per mancanza di spazi.

Il nuovo flagship di Chloé in rue Saint-Honoré (Foto: Chloé)


Nel 2013, varie aperture molto strategiche

Parigi sta attendendo le imminenti aperture di numerosi progetti realizzati dai principali attori del settore: LVMH, Kering Group (ex PPR) e Richemont. Testimone dell'incremento della domanda nei Paesi emergenti, l’arrivo del multimarca svizzero Bucherer, il maggiore progetto di alta orologeria al mondo, che punta alla clientela asiatica dei grandi magazzini vicini. L’ambizioso progetto elvetico sarà presto emulato da alcuni suoi compatrioti, Omega (gruppo Swatch) e Cartier (Richemont). In programma nel 2013 anche il doppio arrivo di Berluti (gruppo LVMH) sulla rive droite e sulla rive gauche; e poi quello di Qela, la griffe creata dal Qatar Luxury Group, attesa in avenue Montaigne; poi Saint Laurent, Fendi, Céline, Armani sulla stessa via; Shang Xia in rue de Sèvres, a Saint Germain des Près, anch'essa oggetto di un turnover dinamico, ma rivolto, sembra, a una clientela più parigina. Senza dimenticare i grandi magazzini, ciascuno dei quali ha metodicamente rivisto i propri piani, rinnovando o ampliando i propri spazi in modo radicale e quasi simultaneo: l'Uomo al Bon Marché, la Donna Contemporary ai Printemps Haussmann e le Galeries Lafayette trasformate completamente.

Una destinazione valorizzata dai turisti

Ma oltre alla sua eredità storica nel lusso, Parigi è soprattutto una delle città più visitate al mondo. La provenienza geografica dei visitatori della Ville Lumière è profondamente cambiata in questi ultimi anni, fino a veder raddoppiata la percentuale di turisti provenienti dai Paesi emergenti dal 2007, dice Cushman & Wakefield. Questi turisti sono diventati uno dei nuovi jolly della capitale per i marchi di lusso francesi e stranieri. Secondo Global Blue, un terzo delle spese turistiche realizzate in Francia nel quarto trimestre 2012 proviene da portafogli cinesi. I gruppi di lusso sono stati costretti ad adeguare le condizioni di accoglienza e ricezione di questi nuovi clienti, determinandosi ad ampliare, ristrutturare e moltiplicare i loro punti vendita. Ma questi investimenti sono molto costosi e il boom della domanda ha causato un aumento degli affitti, che talvolta superano perfino la soglia dei 10.000 euro annui per metro quadro.

Verso una saturazione?

La tendenza potrebbe però presto rallentare, a causa del limitato numero disponibile di location di primo piano. "E' altamente probabile che la fase di grande fermento osservata nel corso degli ultimi due o tre anni non proseguirà, almeno a breve termine, con numerose aziende che hanno adottato di recente un ritmo di sviluppo più moderato" prevede Pierre Raynal, direttore della divisione Commercio della società di consulenza.

A Parigi, osserva Cushman & Wakefield, i quartieri più ambiti dai gruppi del lusso sono cambiati molto poco nel corso degli ultimi dieci anni, malgrado la recente evoluzione del settore. Con una place Vendôme nel bel mezzo di lunghi lavori di restauro, le case di orologeria e gioielleria trovano posto dietro a rue de la Paix, in boulevard des Capucines, non lontano da Zara, Gap e Uniqlo. Lo stesso dicasi per avenue Montaigne, dove il primo flagship Alaïa inaugurerà presto in rue Mazagran, ai margini del viale, ma in una posizione visibile da avenue Montaigne. Allora, quali saranno le future location, ora ancora inesplorate, delle grandi aziende del lusso a Parigi? Forse a fianco del futuro flagship Tiffany's sugli Champs-Élysées, di fronte a Vuitton, sulla strada più visitata di Francia. Altri marchi di lusso potrebbero esaminare a loro volta delle opzioni simili.

Florent Gilles (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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