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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
19 mar 2021
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3 minuti
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Lusso: le chiavi per capire i nuovi consumi internazionali

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
19 mar 2021

I cambiamenti delle abitudini dei consumatori sono al centro degli sconvolgimenti che l'industria del lusso deve affrontare a veolcità accelerata dall’emergere della pandemia. Avere una buona comprensione di questi nuovi comportamenti è diventato cruciale per crescere ed esportare. Invitata giovedì scorso da Business France ad una conferenza sull’evoluzione post-2020 dei diversi mercati internazionali, la società di consulenza NellyRodi ha messo in evidenza dieci tendenze, da considerare come altrettante chiavi per riuscire ad avere successo a livello internazionale.

Le dieci chiavi per entrare nel nuovo mondo - NellyRodi


“La profonda comprensione degli usi e delle tendenze locali di consumo è il nuovo prerequisito per i marchi che intendono esportare. Prima di tutto bisogna conoscere molto bene chi siamo e chi sono le nostre comunità dei consumatori”, ha spiegato nel preambolo Nathalie Rozborsky, vicedirettore generale di NellyRodi.
 
“Stiamo assistendo a un capovolgimento totale della catena del valore, rinforzato da una temporalità sempre più breve. Il cliente finale non è più solo un fine, è diventato anche l’innesco del processo. È il consumatore, attraverso i suoi desideri analizzati tramite i dati o i suoi pre-ordini, a costituire il punto di partenza per la progettazione e la produzione”, sottolinea.

Per capire il più possibile lo stato d'animo attuale del cliente del lusso, lo studio proone di decifrare le nuove tendenze dei consumi attraverso dieci parole chiave (che iniziano tutte per ‘s’). NellyRodi presenta questi dieci punti come le regole vincenti che i marchi dovrebbero integrare nella loro attività quotidiana per affrontare i mutamenti in corso.
 
In testa alla lista c’è la "serenità", che deriva da un bisogno di distensione e pacificazione in questo momento di stress e forti incertezze. La "sobrietà" corrisponde invece alla ricerca di soluzioni semplici e, naturalmente, al bisogno di tornare agli elementi essenziali. Ormai vengono acclamati i consumi virtuosi. Anche la "solidarietà" si erge come un principio fondamentale. “Oggi si costruiscono collezioni come manifesti. Il marchio dà il suo punto di vista, è impegnato, diventa un attore del cambiamento”, afferma il vicedirettore generale della società di consulenza.
 
La "sensibilità" s’iscrive in un rapporto divenuto più orizzontale tramite una partnership tra il cliente e il marchio, che oggi gli accorda una vera attenzione, e non più orizzontale nel senso precedente, quando la griffe s’imponeva in maniera autoritaria. La "spiritualità" riflette il nuovo atteggiamento del consumatore, alla ricerca di un senso profondo per le sue azioni e per ciò che lo circonda.
 
La "spontaneità" caratterizza il desiderio di novità, freschezza, fantasia e creatività da parte di un cliente (soprattutto giovane) che vuole essere esaltato dall’offerta dei marchi. La "sostenibilità" è insieme alla "solidarietà" l’altro elemento cruciale. Un terreno sul quale il cliente si aspetta un impegno concreto da parte dei brand. Soprattutto perché compra sempre più locale e si sta orientando maggiormente verso prodotti che durino nel tempo o di seconda mano.

Il sistema sta cambiando il paradigma - NellyRodi


Altro punto essenziale è la "singolarità". Non ci si può più accontantare di copiare o di seguire le tendenze. “I marchi devono distinguersi trovando le loro specificità, scavando nel loro DNA. Solamente così potranno diventare label ben riconoscibili e completamente definite, e far parte di una comunità di brand”, rileva Nathalie Rozborsky.
 
Alla lista non può mancare la nozione di "sicurezza", in termini di prodotti, di servizi e di dati personali, diventata un prerequisito fondamentale in questi tempi pandemici. Infine, l’ultimo aspetto riguarda la "sovversione". “Il mondo non tornerà mai come prima. I marchi vincenti sono quelli che oseranno spostare i limiti e anticipare i cambiamenti”, prosegue.
 
Questi dieci principi accompagneranno un settore della moda e del lusso in completa mutazione, in cui le aziende consolidate sono insidiate dalla moltiplicazione e dall’aggressività di nuovi attori sul mercato, dal grande successo dei social network, ma anche da nuovi modelli di business, alcuni dei quali si affidano esclusivamente alla raccolta dei dati dei clienti.
 
Di fronte a tali cambiamenti, si fanno largo nuovi veicoli di desiderabilità, dei quali le griffe devono tener conto. Al di là dell’esclusività, il consumatore desidera vedere un impegno reale da parte dei marchi, come pure dei nuovi format di vendita in negozio, attribuendo all’esperienzialità un’importanza elevata quanto quella data al prodotto. Con l’adozione di queste pratiche, le aziende del lusso e della moda avranno abbastanza elementi per istituire una nuova rodmap allo scopo di tornare a crescere e affrontare nuovi mercati.

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