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23 giu 2020
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Lusso: dopo il crollo nel 2020 atteso parziale recupero in due anni

Di
Ansa
Pubblicato il
23 giu 2020

Anche i consumatori di lusso più ricchi hanno tagliato i loro piani di acquisto in seguito alla crisi innescata dall’epidemia di coronavirus, contribuendo a una contrazione dell’intero settore attesa quest’anno nell’ordine del 25-45% per i beni di lusso e del 40-60% per il cosiddetto lusso esperienziale. 

Ansa


E’ la stima elaborata da Boston Consulting Group per Altagamma sulla base di un’indagine focalizzata sui 19 milioni di consumatori di lusso di fascia alta che corrispondono al 5% dell’insieme dei consumatori di lusso ma valgono il 30% dell’intero mercato. Secondo lo studio, il 57% di loro non farà più gli investimenti che aveva in programma. 

Parte dei consumi persi nel 2020 sarà recuperata nei prossimi due anni, con una crescita media annua al 2022 del 21,2% e del 32,7% per beni di lusso e per il lusso esperienziale. Si tornerà allora, secondo BCG, alla proporzione degli ultimi anni di oltre il 60% delle spese di lusso dedicate a viaggi, turismo ed esperienze di vario tipo contro il neanche 40% occupato dai prodotti di lusso personali. 

Secondo la ricerca, la fiducia in una ripresa veloce è quindi modesta, tranne che tra i cinesi che quasi all’80% si dicono ottimisti. La maggior parte dei consumatori si aspetta un ritorno ai livelli pre-crisi nel giro di due anni solo per la cosmetica e l’abbigliamento casual, mentre stima che le altre categorie del lusso personale subiranno un impatto più a lungo. 

Sul fronte viaggi, il 54% dei consumatori non si aspetta una ripartenza di quelli di piacere prima di sei mesi, mentre è opinione diffusa che il rallentamento dei viaggi di lavoro resti strutturale. 

Da notare che la nazionalità cinese, che da sola vale il 35% del mercato globale del lusso, prima comprava all’estero circa il 55% della spesa complessiva. Ora molti di quegli acquisti torneranno in patria. 

L’impatto drammatico dell’epidemia sull’Italia ha intanto fortemente influenzato l’immaginario dei cinesi, che nelle ultime rilevazioni non vedono più il nostro Paese come destinazione estera preferita; scendiamo al terzo posto, lasciando alla Francia il podio più alto. 

La crisi del turismo vissuta dall’Italia in questi mesi deve però essere l’occasione per un ripensamento del settore. “Bisogna riposizionare il nostro Paese ed attirare turisti di alto livello”, ha detto il presidente di Altagamma Matteo Lunelli che su questo aspetto punta a una collaborazione con il governo.

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