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30 mar 2020
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Lusso: Bain&Co stima una contrazione tra i 60 e i 70 miliardi nel 2020

Pubblicato il
30 mar 2020

La scure del coronavirus si abbatte sul Lusso. Nel primo trimestre 2020, Bain & Company prevede una contrazione del mercato a livello globale tra il 25% e il 30%. Nei 12 mesi, la perdita stimata oscilla tra i 60 e i 70 miliardi di euro (-22/25%), con un impatto sulla redditività più che proporzionale.

La sfilata Dior autunno/inverno 2020 a Parigi


Il dato su inizio anno riflette la forte frenata della Cina, primo focolaio di Covid-19, che nel 2019 rappresentava il 90% della crescita del mercato globale del lusso. Ma l’evoluzione in pandemia ha aggravato lo scenario globale, con effetti negativi su tutti i principali mercati mondiali, a partire dall’Italia, hub produttivo del settore.
 
“È probabile che gli effetti sull’industria del lusso continueranno a mostrarsi anche nel 2021, con entità e velocità di ripresa differenti nelle varie geografie coinvolte”, spiega Federica Levato, Partner e leader del vertical Moda&Lusso di Bain&Co.

“La Cina”, prosegue, “e in generale il mercato asiatico, potrebbe registrare la ripresa più forte, e già in queste ultime settimane si evidenziano segnali positivi. Il Giappone, l’Europa e il continente americano, potrebbero invece sperimentare un effetto più prolungato prima di stabilizzarsi sui livelli di crescita pre-crisi, in base anche agli sviluppi sull’economia reale”.

Le previsioni rimangono incerte a causa delle continue evoluzioni dell’epidemia, sebbene il recente passato consenta un cauto ottimismo, con il settore che ha già superato crisi importati, come quella del 2008 o quella scatenata dalla Sars. A vedere il lato positivo, l’attuale emergenza sanitaria globale potrebbe anche rappresentare un’opportunità per le aziende di migliorarsi e uscirne più forti di prima.

Per l'analista, “i fondamentali rimangono invariati e solidi e porteranno questo mercato a continuare il suo percorso di crescita nel medio-lungo periodo: una crescente domanda della classe media cinese, una maggiore propensione agli acquisti di beni di lusso da parte delle nuove generazioni, e una continua evoluzione del canale digitale”.
 
In risposta alla crisi, aumenterà il peso della Cina e del digitale. Alcune abitudini di shopping online rimarranno anche oltre il periodo di isolamento. Usciranno rafforzate le preoccupazioni dei consumatori per la sostenibilità ambientale e sociale, mentre l’aspetto morale dei brand rappresenterà un fattore-guida per le scelte d’acquisto. Infine, i marchi dovranno fare i conti con un generalizzato rafforzamento dell'orgoglio locale e all’espansione del bisogno di inclusione da parte dei consumatori.

“L’obiettivo finale deve essere quello di ripensare i fattori chiave di successo del proprio business, emergendo più forti, innovativi e propositivi, attraverso un piano d’azione chiaro e articolato su ogni ambito del modello di business”, conclude Levato. 
 
Nelle conclusioni dello studio, Bain&Co suggerisce alle aziende del settore di snellire il modello decisionale ed operativo, definire una strategia guidata dal consumatore, ripensare la supply chain in ottica di flessibilità e sostenibilità, potenziare l’ecosistema omnincanale e internalizzare le competenze di digital marketing.

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