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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
22 feb 2021
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London Fashion Week: un tocco francese nella stagione virtuale

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
22 feb 2021

Il problema più grosso dell’essere un designer di moda di questi tempi è che ormai non è più sufficiente creare grandi vestiti. Oggi devi essere uno stilista completo e polivalente a 360 gradi, ben informato su design, merchandising, social media e politica della moda, e, fatto vitale in questa pandemia, talentuoso nel saper presentare delle collezioni in modo virtuale. Gli show visti lo scorso fine settimana alla London Fashion Week in versione digitale hanno sottolineato questo dilemma, perché diversi designer molto talentuosi hanno faticato a realizzare potenti affermazioni di stile nei loro video, mentre altri nomi giovani hanno entusiasmato proponendo eccitanti visioni elettroniche.

Stephen Jones

 


Sei settimane dopo che la Brexit è entrata in vigore, abbiamo riscontrato che le idee più inventive viste a Londra domenica scorsa provenivano dal creatore di cappelli Stephen Jones, il quale ha chiamato la sua collezione “French Kiss” (“Bacio alla francese”). Un’ode a tutto quanto è francese, ispirata alla sua giovinezza, quando il Posh Punk ha incontrato Les Enfants du Paradis. Mitizzando Parigi, i cappelli incorporavano molteplici simboli della Francia: da appassionati delle corse ippiche a Longchamp e aristocratici Bal des Victimes a tostissimi rivoluzionari sanculotti, ad esistenzialisti sessantottini sempre con indosso un berretto. Fino a un notevole lavoro di articoli di modisteria simili a vere e proprie sculture caratterizzati dalle labbra intrecciate di un uomo e dalla lingua di una donna.
 
“Una volta che Parigi ti ha preso, non c'è via di fuga”, ha sorriso Jones, che ha precisato come i cappelli fossero stati progettati per quei momenti successivi a quando le donne si tolgono i vestiti e si accingono a fare l'amore.Ma quanto è francese tutto ciò! 
 
Bianca Saunders

Bianca Saunders - Autunno-Inverno 2021/22 - Londra - Photo: Silvia Draz


Man Ray avrebbe adorato il videoclip di 55 secondi di Bianca Saunders, un’altra designer che ha fatto riferimento alla cultura francese in questa stagione a Londra. La Saunders si è ispirata al film del 1930 di Jean Cocteau Il sangue di un poeta, un classico cult che presentava l’icona della moda Lee Miller nel suo unico ruolo in un film. Molte delle immagini sono prese attraverso buchi della serratura e mostrano un modello maschio dalla bellezza abbacinante che indossa parecchi look: come un maglione Aran stropicciato, smoking con le maniche spiegazzate o giacche Norfolk in splendide stampe fotografiche raggrinzite o sgualcite. Eleganza surrealista per il XXI secolo.
 
Bethany Williams

 


Più un tutorial che una presentazione di moda, ma dopotutto, perché no? Bethany Williams ha scelto di presentare lei stessa le proprie creazioni agender con protagonista il patchwork, che in un primo tempo saranno distribuite in esclusiva da Selfridges. Ispirati a coperte vintage trovate ai quattro angoli del Regno Unito, i cappotti colorati composti da tanti inserti mostrano una buona dose di personalità. La stilista di Liverpool continua a proporre una visione unica della moda. Speriamo che duri per molto tempo.
 
N Palmer

 


Questa serie di immagini della durata di due minuti di Nicholas Palmer ha richiamato una clip a buon mercato fatta per The Old Grey Whistle Test qundo la BBC non aveva soldi. Suonava come i Pink Floyd in versione vintage, ma sembrava fin troppo retrò. Finti motivi cachemire, grafiche perentorie e visioni acide apposte su camicie da party, top incrociati con motivi cachemire da serata in discoteca e canotte patchwork. N Palmer evita il disastro, ma farà bene a sforzarsi un po’ di più di prossima stagione…
 
16Arlington

16Arlington - Autunno-Inverno 2021/22 - Womenswear - Londra - Photo: Gwenaelle C Trannoy


In una scena del film Stardust Memories, di Woody Allen, l’attore protagonista si trova in uno scompartimento di treno pieno di individui stupidi. Desidera disperatamente di attraversare i binari per raggiungere un vagone pieno di bella gente. Il video di 48 secondi di 16Arlington evocava quella sensazione: “Come posso incontrare queste persone e comprare i loro vestiti?”, ci si chiedeva. Abiti da cocktail nobilitati da boa di struzzo, sexy costumi da cortigiane con lunghi colletti e risvolti, cappotti provocatori ispirati a tonache, begli abiti da sera avvolgenti in seta, ricamati con fili di rame: il tutto era ispirato alle opere ipnotiche dell’artista Hubert Duprat, la cui serie Caddis mostra delle larve di tricoptera catturate e protette in bozzoli di foglia d'oro, opali, coralli e diamanti. Sono gli stilisti Marco Capaldo e Kikka Cavenati a guidare 16Arlington, e in meno di un minuto alla Fashion Week di Londra si sono imposti come una nuova forza vitale della scena britannica della moda.
 
Art School

Art School - Autunno-Inverno 2021/22 - Womenswear - Londra - Photo: Art School


Se c'è una casa di moda che sa come montare una sfilata in un video quella è Art School, che ha allestito il suo set più nero della notte in un magazzino londinese. I vestiti concepiti da Eden Loweth erano quasi tutti neri, rosso scuro, ecrù o arancioni paillettati, e comprendevano abiti da cocktail con macchie di seta, cappe da mago oversize, trench tagliati a pezzi, vestiti falsamente ispirati alle tonache dei preti e uniformi da guardiani della notte. Niente da provocare un terremoto, ma la label sa come girare un video.
 
Preen by Thornton Bregazzi

 


Quando è in giornata, Preen è una delle etichette di moda più eccitanti in assoluto, ma se i suoi show sono spesso lavori di performance art d’avanguardia molto attesi, i suoi videoclip tendono a non essere all’altezza. Ed è quanto è successo nuovamente domenica, con un film fintamente indie girato in Super 8 che mostrava delle ragazze in campagna. Ispirata dal film Grey Gardens, questa collezione basata su cascami di tessuto e materiali riciclati ha palesemente risentito del lockdown. Outfit floreali trapuntati, abiti lunghi in stile maestra di scuola e grandi maglioni hanno caratterizzato una performance piuttosto deludente.
 
Jamie Wei Huang
 

 


Questa collezione può essere descritta solo come derivativa, integrando elementi dello sportswear americano e della maglieria di alta gamma. Ma il video di Jamie Wei Huang è notevole. Intitolata “Detour” (“Deviazione”), la clip mostra una serie di bellezze asiatiche dai tratti spigolosi e alcuni uomini seducenti che si muovono attorno a una distesa rocciosa davanti al mare in burrasca. Il tutto con il contributo di un selvaggio gruppo di hard rock chiamato Fei Cheng. I protagonisti sono la ballerina Yu-Hsien Wu e l’attore Guan-Zhi Huang. Niente di nuovo sotto il sole per quanto riguarda i vestiti, ma la clip era indubbiamente molto bella da guardare.

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