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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
20 set 2022
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8 minuti
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LFW: Molly Goddard, J.W. Anderson, Simone Rocha, Erdem e Christopher Kane

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
20 set 2022

La London Fashion Week è stata punteggiata da richiami al raccoglimento. Quasi tutti gli spettatori nella prima fila di molte sfilate reclinavano il capo, come doveroso omaggio alla monarca appena scomparsa. Il sabato e la domenica inaugurali hanno comunque avuto giornate intense.
 
Molly Goddard: ornamenti a profusione

Quest’anno a Londra sono poche le sfilate che potranno vantarsi di trasudare tanta energia quanto l’ultima di Molly Goddard, il cui spettacolare défilé si è svolto nell'enorme palestra della Seymour Hall, inondata di luce.

Molly Goddard - Primavera-Estate 2023 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


Ornamenti e fronzoli in tessuto alquanto rock'n'roll, decine di abiti indossati sopra jeans e stivali da cowboy Made in Spain, in una tavolozza di colori audace tipica della stilista. Sirene da saloon del XXI secolo, accompagnate da uomini in giacche piccole e pantaloni ingombranti.


“Adoro fare delle tele, creare le maquette in calicò”, ha spiegato Molly Goddard dopo il suo spettacolo.

Tutti i capi sono realizzati in un cotone meraviglioso che consente alla stilista di arricciare, increspare e attorcigliare il tessuto con evidente piacere, conferendo ai suoi abiti una silhouette immediatamente riconoscibile.

Goddard ha anche rinnovato la stampa “Twinky”, svelata per la prima volta la scorsa stagione, trasformandola in toile de Jouy e stampandola su maglieria e denim, in diverse dimensioni.

La sfilata è stata suddivisa in quattro sezioni o capitoli distinti: la stilista preferisce che i suoi show siano “disordinati e frammentati”. Ogni sezione prevedeva diverse manipolazioni di materiali. Il climax? Una sezione dai colori acidi, in cui Molly Goddard si è felicemente confrontata con pattern e texture.

La colonna sonora ruggente includeva Triplets II di Sticky o You dei Delta 5. Indossare gli splendidi abiti e volumi di Molly Goddard richiede una certa fiducia in sé stesse, ma promette a coloro che si lascino andare di generare un impatto memorabile.

J.W. Anderson: ragazze ribelli da sala giochi

L'ultimo look di Jonathan Anderson era una felpa bianca e nera con su scritto un semplice messaggio: “Sua Maestà la Regina 1926-2022, grazie”.

J.W. Anderson - Primavera-Estate 2023 - Womenswear - Londra - DR


“Quasi tutti in questo Paese pensano che la regina abbia fatto un ottimo lavoro. Ma, a prescindere dalla politica, era anche un'icona incredibile. Non c'è da stupirsi che molti artisti si siano ispirati a questo personaggio”, ha spiegato il designer, la cui passerella si trovava ad anni luce di distanza dall’estetica di Buckingham Palace, anche se geograficamente vicina.

Una sala giochi illuminata al neon chiamata “Las Vegas” nel quartiere di Soho, piena di videogiochi e slot machine, dove Jonathan Anderson trascorreva molte serate da studente nella Londra degli anni '90. E infatti, anche il suo principale negozio londinese vi si trova proprio accanto.

Una collezione visivamente sorprendente, tagliata utilizzando diversi tessuti riciclati, incentrata sull'attuale nozione secondo cui il gesto di scattare foto con un telefono cellulare sia più importante della foto stessa.

“Stiamo tutti cadendo dentro lo schermo o stiamo proprio diventando un telefono?”, si chiedeva il cerebrale designer, tanto che uno dei suoi primi look è stato un abito t-shirt bianco realizzato con seta riciclata e stropicciata, che sembrava sintetica anche se non lo era.

Per la sua prima sfilata a Londra dal 2019, Anderson ha presentato anche maglioni irlandesi con la scollatura sostituita da un gancio di metallo.
 
Decisamente concettuale, la linea comprendeva scatole per hamburger in polistirolo appese ad abiti da cocktail neri e a vestiti in metallo a forma di uovo.
 
“Era molto importante organizzare questo show, tutti devono restare uniti a Londra. Della collezione mi piacciono particolarmente le idee di rivolta, surf e individualità”.

L'irlandese ha anche presentato una serie di favolosi stivaletti, oltre a stampe di palme e spiagge al tramonto, realizzate con foto trovate su banche di immagini e acquistate per un dollaro su siti come Shutterstock.
 
“Mi piace l'idea che siano l'antitesi della spiaggia, o forse che la spiaggia non sarà mai più così”, ci ha detto.
 
Simone Rocha: sontuoso debutto nel menswear

Simone Rocha ha lanciato la sua collezione di abbigliamento maschile domenica pomeriggio all'Old Bailey, e la giuria ha immediatamente emesso il verdetto: è un successo fenomenale.

Simone Rocha - Primavera-Estate 2023 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


In lacrime, la designer è uscita a salutare sotto l'affresco di Mosè che regge le tavole della legge, mentre applausi e grida di incoraggiamento riecheggiavano sotto l'alta cupola di questo palazzo di giustizia.

Rocha ha ottenuto questo omaggio per le sue prime creazioni per uomo - tanto coraggiose quanto personali - proprio perché è riuscita a infondervi ciò che contraddistingue in maniera caratteristica la sua estetica nella moda femminile: romanticismo, fantasia e femminilità, il tutto in uno stile eccentrico-chic.

Pochi stilisti vestono gli uomini con veli di tulle, portachiavi di perle e orecchini floreali. Simone, sì. Il primo outfit maschile è stato un bomber verde kaki abbinato a un paio di pantaloni dotato di sofisticate arricciature e cinturini come rifiniture, il tutto indossato da un modello che sfoggiava calzini neri ricamati con petali. Poi si è passati a una giovane donna, vestita dello stesso tessuto, con un abito rinascimentale dalle maniche a gigot.

Rocha abbina una tuta in nylon nero con cerniere verticali a una tonaca da novizio. E manda in passerella un fantastico cappotto in jacquard color crema, indossato sopra un kilt bianco, dei calzini a fiori e delle scarpe da ginnastica dalla suola ondulata. Tutto è accessoriato in armonia con i completi femminili: dalle borse da uomo decorate con perle ai sandali ricoperti di strass.

La stilista irlandese aveva già creato dei look maschili nella sua capsule collection per H&M qualche anno fa, ma questa è stata la sua prima collezione completa. Un debutto spettacolare, che ha accompagnato una nuova impressionante serie creazioni femminili.

In testa figurano bomber oversize con stampe floreali, abiti neri destrutturati in seta da paracadute per un’eccentrica duchessa o vestiti da ballo fatti a strati colorati con tonalità metalliche liquide.

E tutta la squadra di Simone Rocha ha lavorato benissimo: il cast era chiaramente il migliore visto a Londra, grazie a Samuel Ellis Scheinman e Piergiorgio Moro. Cyndia Harvey al trucco e parrucco ha proposto notevoli trecce catramate, mentre Thomas de Kluyver ha aggiunto una nota spettrale, ma molto interessante, di eyeliner glitterato rosso, sia agli uomini che alle donne. E soprattutto, la magistrale colonna sonora drammatica di Frédéric Sanchez includeva in particolare la traccia Waste degli Einstürzende Neubauten.

Insomma, un momento fashion commovente durante un weekend davvero speciale in una delle più grandi capitali mondiali della moda.

Erdem: un romanticismo recuperato, un’eleganza conservatrice

Erdem Moralıoğlu ha presentato la sua nuova sfilata sotto i colonnati del British Museum. Per questa collezione è andato a prendersi l’ispirazione dal dipartimento di restauro tessile del museo.

Erdem - Primavera-Estate 2023 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


La sua sfilata è consistita di un’esibizione divina di raffinati abiti femminili, i cui tessuti sono stati reinventati a partire dagli archivi del British Museum. Nel caso in cui il messaggio non fosse abbastanza chiaro, c'era anche la copia in tela di un file d’archivio appuntato su un grembiule.

Pochi designer amano così tanto i moodboard, ed Erdem espone sulla sua bacheca foto di abiti cinesi del XV secolo, o anche una selezione di tele dei grandi maestri della scuola olandese.

Tuttavia, una volta che il concept è stato filtrato dalla fertile immaginazione di Erdem si è concretizzato in outfit che non sono in alcun modo didascalici e testimoniano una visione modernista. Si trattava di riciclare non solo i tessuti, ma anche la sostanza stessa degli abiti, per dare vita a una nuova visione dell'eleganza.

Detto questo, Vermeer e Francisco de Zurbarán avrebbero adorato lo splendore hipster della collezione PE 2023 proposta da Erdem.
 
Lo stilista turco-canadese ha persino creato degli abiti interi, o addirittura dei veli, partendo da incisioni del XVII secolo. Ha lavorato con curatori della Tate Britain e del Victoria & Albert Museum, e i veli che coprivano metà delle top model richiamavano quelli che proteggono le loro collezioni di oggetti antichi dalla polvere.

Ma la ragazza Erdem non è del tipo ‘fragile fiorellino’. Allo stilista piacciono le donne che si affermano e sfilano con stivali maschili e scarpe con fibbia indossate sotto abiti che per lo più cadono fino alla caviglia. Il designer gioca anche con le proporzioni, come nelle diafane gonne bianche in crêpe abbinate a bustier in denim bianco, e propone superbe stampe floreali ispirate ai dipinti ad olio, riprese su lunghe gonne arricciate.

Il tutto trascinato da un formidabile remix di musica orchestrale ideato da Natalie Holt, la prima donna ad aver composto una colonna sonora originale per Star Wars.

“Certo, è una settimana molto speciale a Londra, e ho cercato di evocarla nel mio primo look. È il mio saluto a Sua Maestà”, ha rivelato Erdem, uscendo a salutare subito dopo aver fatto questa osservazione. Il creatore di moda ha lanciato la propria sfilata con una bar jacket nera e una gonna lunga decorata con rose di stoffa, elementi fatti indossare sotto un velo.
 
Christopher Kane: ritorno sulle passerelle al Roundhouse

Un tempo considerato l'enfant terrible e la nuova star della moda londinese, Christopher Kane sembrava essersi un po' smarrito negli ultimi anni.

Christopher Kane - Primavera-Estate 2023 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


Siamo stati quindi felici di vederlo tornare sulle passerelle dopo una lunga pausa per un défilé al Roundhouse, la famosa Mecca musicale del nord di Londra. Prima della sfilata, il suo team di pubbliche relazioni ha bombardato giornalisti, acquirenti e influencer con messaggi che li esortavano ad arrivare in anticipo, per onorare il minuto di silenzio nazionale dedicato alla defunta regina, alle 20:00.

Ma sebbene diverse centinaia di ospiti siano effettivamente arrivate ​​20 minuti prima dell'inizio, l'ingresso all'evento è rimasto praticamente bloccato fino alle 20:00 e la maggior parte di essi ha dovuto osservare il momento di silenzio in questione restando in piedi su Chalf Farm Road.

Dopo lo show, la casa di moda ha pubblicato il seguente comunicato: “A nome di Christopher e Tammy Kane, ci scusiamo sinceramente con chiunque abbia avuto difficoltà ad entrare stasera. Questo ritardo è dovuto a un problema tecnico imprevisto che ci ha impedito di aprire subito le porte. La nostra priorità era mostrare il nostro rispetto a Sua Maestà la Regina Elisabetta II e permettere ai nostri ospiti di onorare questo momento speciale. Siamo profondamente dispiaciuti che ciò possa aver influito sul modo in cui l’avete vissuto”.

Tornando alla passerella, Christopher Kane ha mostrato la sua eterna ossessione per il sesso, con una collezione incentrata sulla lingerie. La sua idea principale: abbinare babydoll in seta impreziositi da pizzo a reggiseni e corsetti di plastica, assemblati con fili metallici. Francamente, poco eco-friendly.

Lo stilista se l’è cavata meglio con gli abiti da sera, presentando look con paillettes dai tagli eleganti, e due bellissimi abiti da cocktail in grigio antracite e argento. Ma li ha completati ancora con coppe del reggiseno a contrasto indossate all'esterno e sormontate da spacchi.

Ma l'idea più stramba è stata quella di applicare fasce colorate sulle quali sono stati stampati 
schizzi anatomici di muscoli su abiti da cocktail e completi da sera. Dobbiamo riconoscere che Christopher Kane si assume dei rischi e prova cose nuove. Forse gli manca un'estetica che dia reale coerenza al suo lavoro.

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