Levi Strauss annuncia un aumento delle vendite, ma prevede un rallentamento nel 2° semestre

Levi Strauss & Co ha comunicato martedì che la crescita delle sue vendite avrebbe subito un rallentamento nel secondo semestre d’esercizio, soprattutto a causa della debolezza del proprio business nel wholesale. Tanto più che il suo esercizio fiscale si concluderà poco prima del Black Friday. Risultato: il valore delle azioni del gruppo è diminuito del 6% lo stesso giorno.

Levi's ha registrato una crescita di fatturato del 6% nel primo semestre - Levi Strauss

Per la totalità dell’esercizio, la società prevedeva di registrare una crescita del fatturato netto compresa fra il 5% e il 7%, dopo aver registrato un aumento del 6% nella prima metà dell'anno. “Le nuove previsioni suggeriscono che la seconda metà dell'esercizio sarà meno dinamica della prima”, annuncia Chip Bergh, il CEO di Levi's, all’agenzia Reuters.
 
L’azienda statunitense si aspetta che i ricavi subiscano un calo di 100 punti base perché non potrà includere il picco del Black Friday nei propri risultati annui. Il Black Friday è una delle giornate dell’anno più fruttuose economicamente negli Stati Uniti, ma arriverà cinque giorni dopo la chiusura dell'esercizio finanziario di Levi’s, il 24 novembre.
 
Chip Bergh indica anche che la persistente debolezza del settore del commercio al dettaglio colpisce il suo business nel wholesale negli States, che ha registrato un rallentamento del 2%. Le vendite all’ingrosso rappresentano un terzo del fatturato complessivo di Levi's. “Non abbiamo cambiato idea: le attività all'ingrosso negli Stati Uniti dovrebbero essere messe duramente alla prova nel secondo semestre dell'anno, a causa di vari fallimenti, delle chiusure di diversi negozi e della cautela dei clienti nello spendere per l'abbigliamento”, precisa Chip Bergh.
 
Per contrastare la debolezza del proprio business nel wholesale, la società ha investito nel circuito dell’e-commerce e nei suoi punti vendita al dettaglio, rafforzando nel contempo la propria presenza su mercati in netta crescita, come la Cina, l’India e il Brasile.
 
Questi sforzi hanno permesso di aumentare le vendite in tutti i segmenti nel secondo trimestre, con crescite notevoli nelle categorie del prêt-à-porter femminile (+16%) e delle giacche e giubbotti (+14%). Anche il festival di Coachella ha contribuito a stimolare la domanda per i suoi pantaloncini corti, secondo la società.
 
Le vendite del ramo cinese sono salite del 3%, ma Levi's ha dichiarato che l’azienda è “lontana dal suo sviluppo massimo” e mantiene ancora un “significativo potenziale di crescita non sfruttato” in questo mercato.
 
Le spese commerciali, generali e amministrative sono aumentate di circa il 7%, per raggiungere i 638 milioni di dollari (567,4 milioni di euro), principalmente a causa di maggiori costi pubblicitari e di marketing.
 
L'utile netto attribuibile alla società è sceso a 28,2 milioni di dollari (25,1 milioni di euro), contro i 74,9 milioni di dollari di un anno prima, principalmente a causa dei costi associati alla sua offerta pubblica iniziale, che ha avuto luogo all’inizio di quest’anno fiscale.
 
Escludendo gli elementi eccezionali, la società ha guadagnato 17 centesimi per azione, superando le attese degli analisti, che puntavano su 13 centesimi, mentre il reddito netto è aumentato del 5%, a 1,30 miliardi di dollari (1,16 miliardi di euro), anche in questo caso superando le previsioni.
 
Il prezzo delle azioni della società è diminuito del 6%, a 22,20 dollari per azione, nell’extended trading. Ma è cresciuto di quasi il 40% dall’ingresso in Borsa dell'azienda lo scorso marzo. 

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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