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17 mar 2021
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Le zone rosse 'costano' 80 milioni di consumi al giorno

Di
Ansa
Pubblicato il
17 mar 2021

"Le nuove restrizioni costeranno all'economia italiana circa 80 milioni di euro di consumi al giorno. Un nuovo colpo per le imprese, in particolare quelle del commercio e del turismo, la cui resistenza è ormai al limite". È la stima di Confesercenti sull'impatto delle zone rosse che coprono la maggior parte del territorio nazionale.

Ansa


Le ennesime misure di restrizione - viene spiegato in una nota - determinano un bilancio fortemente negativo per i consumi delle famiglie, che nei primi quattro mesi dell'anno arriveranno a perdere complessivamente 9,5 miliardi di euro. Di questi, oltre 3 riguardano il commercio al dettaglio e oltre 5 viaggi, ospitalità e pubblici esercizi, da addebitare soprattutto all'estensione delle chiusure fino al weekend di Pasqua, unico ponte di questo aprile, che avrebbe dovuto segnare l'avvio della stagione primaverile dopo la cancellazione di quella invernale.

"Le dimensioni della crisi sono tali che i livelli di consumo pre-pandemia potranno ormai essere ripristinati solo nel 2024", spiega Confesercenti sottolineando che "in questo quadro, la proroga ed il contestuale rafforzamento delle restrizioni fino a Pasqua costituiscono un nuovo, grave trauma per le imprese. Ed è particolarmente forte per quelle del terziario e del turismo, che si vedono privare dell'avvio della stagione della moda e dell'unico ponte della stagione primaverile".

"Se si considera che, dopo un anno di stop & go, ci sono circa 450mila imprese a rischio chiusura, ci sembra evidente che le restrizioni non siano una soluzione sostenibile a lungo termine dall'economia”, viene rimarcato. “Sicuramente non lo è in queste condizioni: sono più di tre mesi che siamo in attesa dei sostegni per le attività economiche e i lavoratori, ma il provvedimento continua ad essere rinviato".

"Non c'è più tempo”, avverte Confesercenti, “servono urgentemente sostegni, non solo per coprire quello che si è perso nel 2020 - e non ci è mai stato 'ristorato' del tutto - ma anche per affrontare il 2021, che sarà un altro anno di forte crisi. Sostegni che devono essere rivolti a tutti, perché è inaccettabile parlare di 'selezionare' le attività da salvare: le imprese oggi si trovano in difficoltà non per propria responsabilità o perché non riescono a stare sul mercato, ma perché non possono operare a causa di una scelta amministrativa dovuta all'emergenza sanitaria in corso".

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