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Le vendite di Tiffany deludono, il titolo cala

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 28 nov 2018
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Tiffany ha reso noto nella giornata di mercoledì di aver ottenuto vendite trimestrali inferiori alle attese; una cattiva performance che il gioielliere americano attribuisce alle spese meno elevate del previsto sostenute dai turisti cinesi nei suoi negozi negli Stati Uniti e a Hong Kong. L’azione del brand calava del 13% negli scambi prima dell’apertura di Wall Street.

Tiffany


Il settore del lusso nel suo complesso, la cui crescita dipende sempre più dalla clientela cinese, è preoccupato per le conseguenze del rallentamento economico della Cina, in un contesto di tensioni commerciali con gli Stati Uniti.
 
Escludendo gli effetti valutari, le vendite a negozi comparabili di Tiffany sono aumentate del 3% nel corso del trimestre chiuso a fine ottobre, il terzo del suo esercizio scalato, una crescita più debole rispetto al 5,3% atteso in media dagli analisti, secondo i dati IBES di Refinitiv.

Il marchio di gioielli statunitense ha inoltre mantenuto invariata la sua previsione di profitto annuale, in una forchetta fra i 4,65 e i 4,80 dollari per azione, mentre gli analisti prevedevano 4,83 dollari. Questo dato suggerisce che la sua attività all'inizio del periodo delle feste di fine d'anno potrebbe non essere così buona come sperato.
 
L’utile netto del terzo trimestre è sceso a 94,9 milioni di dollari (84,1 milioni di euro), pari a 77 centesimi per azione, contro i 100,2 milioni di dollari (80 centesimi per azione) di un anno prima.
 
Il fatturato totale di Tiffany è salito del 3,7%, a 1,01 miliardi di dollari, un livello inferiore al consensus degli analisti, che stimava 1,05 miliardi di dollari.

Con Reuters

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