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4 ott 2010
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Le "seconde linee", futuro della distribuzione?

Pubblicato il
4 ott 2010

4 ott 2010 - SR by Sonia Rykiel, Red Valentino, AVH by Anne Valérie Hash … La lista delle linee bis degli stilisti non cessa di allungarsi. Il filone, poco sfruttato ancora fino a pochi anni fa, attualmente tira a pieno regime. Ecco un'analisi del fenomeno.


SR by Sonia Rykiel, collezione autunno-inverno 2010

E' stata sicuramente una delle prime “seconde linee" ad esser lanciata sul mercato della moda nel 1989. Chiamata allora “Inscription Rykiel”, la trasformazione in Sonia by Sonia Rykiel è avvenuta nel 1999. Da quel momento la linea è sempre esistita; o meglio, riparte oggi con l'apertura di una boutique nuova fiammante al 6 di rue de Grenelle a Parigi (nel VI arrondissement) e il lancio di una vera e propria linea esclusiva di accessori. Gli esempi di questo tipo sono comunque numerosi.

Di fatto meno care delle linee principali, ma riferendosi al mondo e ai codici tradizionali di una griffe, le "seconde linee" di stilisti o aziende di lusso sono diventate oggi una vera manna per i brand, ma anche per i dettaglianti multimarca. "E' evidente come in periodo di crisi e con budget più ridotti, le linee bis s’impongano come dei mezzi per resistere, o addirittura per sopravvivere, per le griffe", spiega Agnès Ameil, che possiede la boutique La Dame de Trèfle a Parigi, interamente dedicata alle linee bis dei grandi stilisti.

"Il fenomeno si sta ingrandendo, come già era accaduto alcune stagioni fa con l'arrivo delle linee Bambino, dei profumi o della gioielleria per quegli stessi marchi”, prosegue Agnès Ameil. “Per noi, tutto questo è un bel vantaggio, perché permette di raggiungere una clientela più ampia senza perdere in eleganza". E la manager sa di cosa parla, perché il fulcro della sua offerta comprende Red Valentino, McQ - Alexander McQueen, M de Missoni e ancora Moschino Cheap & Chic.

Sembra poi che il fenomeno sia solo all'inizio. Così, il nuovo appuntamento Paris Fashion Days, organizzato da Prêt A Porter Paris, punterà forte su questo segmento di mercato. Sostanzialmente dedicato per intero ai marchi creativi e alle linee bis degli stilisti, l'evento li renderà protagonisti ogni mese di luglio, fra gli showroom delle pre-collezioni primavera-estate e il debutto dell'alta moda, offrendogli un palcoscenico. "Se queste linee sono più commerciali delle linee principali degli stilisti, esse sono tuttavia altrettanto curate”, puntualizza Muriel Piaser, direttrice dei saloni del PAPP. “Però, ciò che mi sembra importante far notare, è che esse riflettono quella che è la distribuzione reale". La prima giornata dei Paris Fashion Days ha quindi ospitato le pre-collezioni primavera-estate 2011 delle griffe A Friend by A.F Vandevorst, AVH by Anne Valérie Hash e Vivienne Westwood Anglomania. Tre linee completamente nuove.


Collezione AVH by Anne Valérie Hash

"Il marchio è arrivato al 10° compleanno proprio quest'anno e mi sembrava fosse l'occasione giusta per rimettersi in gioco”, confida Anne Valérie Hash. “Infatti, anche se la griffe si sta comportando bene e ha ottimi riscontri in termini d'immagine, ha ancora delle difficoltà in termini di redditività”, spiega la stilista. “Così, ho sentito che era arrivato il momento per la creazione di questa seconda linea. I clienti fanno molte richieste per avere un prodotto più accessibile in termini di prezzo e meno d'élite".

Il prezzo è certamente il punto focale del discorso. In effetti, vendute allo stesso prezzo delle collezioni dei concorrenti di dimensioni e spessore, e soprattutto di peso economico, simili, come i vari Maje, Sandro o Zadig et Voltaire, le linee bis hanno dalla loro parte il vantaggio di proporre un nome, una tradizione e un mondo in più. Ingredienti perfetti per raggiungere una clientela più giovane. Ecco quindi come spiegare questo florilegio generale di nuove proposte, che ha visto nascere solamente nell'ultimo anno le linee JC/DC, A Friend by A.F Vandevorst, AVH by Anne Valérie Hash, Jil Sander Navy, FOB by Felipe Oliveira Baptista …

Di Céline Vautard (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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