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Le novità della moda e della bellezza del futuro viste all'ultimo CES di Las Vegas

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 27 gen 2020
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Las Vegas è una città che non dorme quasi mai, soprattutto sul lato della Strip (ovvero il Boulevard South), dove si trovano i grandi casinò come il Caesars Palace o il Bellagio. Ma la città americana assume un aspetto completamente nuovo quando viene il momento del Consumer Electronics Show (7-10 gennaio), la grande fiera dell’elettronica che si svolge ogni anno tra il Las Vegas Convention Center e molte altre location. Questa nuova edizione, che ha visto presenziarvi ben 170.000 visitatori e 4.500 espositori, ha dimostrato ancora una volta che per scoprire le tecnologie di domani riguardanti la bellezza, il tessile-abbigliamento e il retail, Las Vegas è il posto in cui essere.

Il concept dello specchio intelligente di HiMirror - DR


Nell’universo della bellezza, alcune aziende hanno presentato tecnologie di specchi connessi, come la taiwanese HiMirror. La società sviluppa diverse gamme per privati e professionisti, come ha spiegato Allen Hisieh a FashionNetwork.com. Con i modelli “Enterprise Lite” e “Enterprise Pro”, HiMirror offre soluzioni per i saloni di bellezza negli Stati Uniti, a Taiwan e in Europa, dove la società possiede degli uffici nei Paesi Bassi.
 
“La nostra tecnologia consiste nello scattare una foto della persona e inviarla sul Cloud, per poi confrontarla con un database di 10.000 volti. Il risultato fornisce informazioni su rughe, arrossamenti, punti neri. La finalità è la possibilità di proporre cure adeguate”, spiega. Sul suo stand, HiMirror ha quindi presentato delle risposte a tali probemi tramite l’utilizzo di prodotti Elisabeth Arden. Aziende come la coreana DermaMirror o CareOS presentavano tecnologie simili basate sul riconoscimento facciale.

Invece, il marchio statunitense Clartici si basa su un’altra tecnologia per analizzare la pelle. Col suo prodotto di riferimento, “ICI”, il marchio utilizza uno scanner facciale che viene applicato direttamente sulla pelle. “Il nostro dispositivo misura il livello di idratazione della pelle, la sua ossigenazione. Consente di sapere quale crema mettersi e in quale quantità utilizzarla per prendersi cura della propria pelle”, indica Anthony Crawford.
 
Da La Luer, marchio fondato da Nicole Chau, “Mira” è un dispositivo che integra sei tecnologie “per illuminare, idratare e ammorbidire le piccole rughe”. Per fare questo, Mira utilizza diverse tecnologie come gli spettri di luce (rosso, blu e verde) e anche gli ultrasuoni.

L'idea di The Nail Pop ha ottenuto uno dei premi assegnati dal CES - DR


Nail Pop (CES Award) e O’2Nails hanno mostrato apparecchiature destinate al grande pubblico e manicure per personalizzare le unghie. Il coreano Nail Pop ha scelto di creare una mini-stampante che consente un'ampia scelta di adesivi che vengono direttamente incollati sulle unghie. Il suo vantaggio? Le clienti scelgono l'adesivo che desiderano (si può persino personalizzarlo da un'applicazione per smartphone) e i costi sono inferiori, perché le decorazioni sono su etichette autoadesive. Per il cinese O’2Nails, la soluzione consiste nel posare delle false unghie, su cui in seguito vengono stampate le decorazioni.
 
In un altro registro, il francese Bic ha presentato il primo rasoio connesso (“The Next Bic Thing”), in connessione con una piattaforma collaborativa e sviluppata con la start-up francese Invoxia. Per Bic, che ha annunciato che questo prodotto non sarà commercializzato, ma inviato a 500 clienti che si saranno registrati sul sito, si tratta di acquisire dati sull'esperienza di rasatura (velocità di rasatura, numero di mosse, densità dei peli…). L'obiettivo è comprendere meglio le abitudini dei consumatori per adattare loro i rasoi di domani.
 
Il CES ha anche svelato diverse tecnologie nel campo del retail, con le start-up francesi Karl Tech e Visiperf. Creata da Stefano Zangiacomi e Hugo Affaticati, Karl si rivolge ai siti di e-commerce per proporre una soluzione che migliori le immagini dei cataloghi online.
 
“La nostra tecnologia crea filtri che consentono ai clienti di vedere i vestiti sotto luci diverse, vale a dire di notte, di giorno e sotto luci al neon. Il cliente può pianificare meglio l’acquisto e questo riduce i resi. Oggi lavoriamo con il marchio Weamer e siamo in contatto con diversi brand e distributori”, spiegano i cofondatori.

Stefano Zangiacomi e Hugo Affaticati di Karl Tech - DR


L’azienda Visiperf ha invece proposto “Visiretail”, uno strumento che consente ai negozi in franchising e ai direttori dei network della distribuzione di indirizzare e geolocalizzare la pubblicità e creare degli highlights con strumenti di marketing digitale.
 
In uno spirito più visivo, la società cinese Royole ha mostrato il suo know-how in materia di schermi flessibili che si adattano a qualsiasi supporto. Sul suo stand, il marchio ha presentato delle magliette, dei cappelli, delle borse. “Con Royole, i marchi possono far passare il messaggio che desiderano. Non ci sono limiti”, annuncia Marta Afonso, responsabile marketing del brand. L’anno scorso, Royole ha collaborato con Louis Vuitton.
 
Infine, la società statunitense HyperVSN, che lavora con Adidas, Nike, Puma, Vuitton o Levi’s, ha nuovamente mostrato la sua tecnologia laser che consente di simulare oggetti 3D come calzature, gioielli… per creare delle boutique virtuali.

Gli schermi flessibili di Royole - DR


Quanto al cinese 4Paradigm, questi ha mostrato la sua tecnologia “AI+Retail”, che prevede gli acquisti dei consumatori. Da LG, una delle attrazioni era il camerino intelligente “ThinQ Fit”, che utilizza delle telecamere 3D per prendere le misure dell'utente. “Questo genera un avatar realistico che presenta abiti virtuali. La tecnologia può utilizzare i Big Data per proporre stili e suggerire link verso piattaforme che guidano l'utente nei propri acquisti”, precisa Sam Rounds sullo stand del marchio.
 
Ma anche segmenti produttivi come i tessuti e gli accessori avevano un loro spazio al Consumer Electronics Show di Las Vegas. Il canadese Myant ha svelato la propria gamma di vestiti connessi “Skiin”. Fabbricando direttamente i prodotti avvalendosi di sensori nel suo stabilimento di Toronto, Myant misura tutte le informazioni biometriche (attività, stress, temperature…).
 
“Possiamo produrre delle T-shirt, dei reggiseni… I primi articoli a marchio Skiin usciranno in aprile negli Stati Uniti e in Canada, ma vogliamo arrivare anche in Europa e in Asia”, sottolinea Mat Vugrinicek, direttore della performance.

Gli indumenti connessi di Myant - DR


Per gli accessori, l’italiana e-Novia e le sue calzature “Wahu” hanno destato una forte impressione, perché questo modello si gonfia e si sgonfia con una differenza fino a 8 mm per una pressione di 2,5 bar. Impossibile non incuriosirsi quando si passa a fianco di Welt, con la sua cintura connessa fatta con pelle italiana. Grazie a numerosi sensori e alla connessione con una app, la cintura misura la velocità, il numero di passi e la pressione esercitata su ciascuna gamba.

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