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Di
AFP
Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
30 gen 2019
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Le esportazioni di orologi svizzeri in crescita del 6,3 % nel 2018

Di
AFP
Versione italiana di
Laura Galbiati
Pubblicato il
30 gen 2019

Secondo i dati pubblicati il 29 gennaio dalla Federazione Orologiera svizzera (FH), le esportazioni di orologi svizzeri sono balzate del +6,3% nel 2018, raggiungendo un valore di 21,2 miliardi di franchi svizzeri (18,6 miliardi di euro), nonostante un po’ di affanno verso la fine dell’anno.

AFP


Dopo una netta ripresa nel primo semestre, le esportazioni di orologi svizzeri hanno infatti chiuso l’anno con un calo del 2,8% a dicembre, ha dichiarato la FH in un comunicato, la seconda flessione mensile dell’anno dopo quella di settembre.
 
Nell’ultimo mese del 2018, le esportazioni verso Hong Kong, mercato che rappresenta la porta di ingresso in Asia per gli orologi svizzeri, sono cresciute solo dello 0,5% e si sono contratte del 10,1% verso la Cina, il terzo mercato di riferimento per il settore.

“Anche il Giappone (-1,7%) ha mostrato segni di cedimento, dopo il picco dell’estate”, ha precisato la FH nel comunicato, così come l’Europa, in netto ribasso “soprattutto a causa di Francia (-11,6%), Italia (-14,6%) e Spagna (-10,1%)”. Le esportazioni verso gli Stati Uniti, secondo mercato di riferimento, sono invece aumentate del 7,9% a dicembre.
 
Dopo due annate difficili nel 2015 e nel 2016, l’industria orologiera svizzera è tornata a crescere nel 2017, grazie soprattutto alla domanda cinese. La ripresa è stata inizialmente graduale, con un +2,7% nel 2017, per poi registrare una netta accelerazione all’inizio del 2018.
 
In tutto il 2018, le esportazioni verso Hong Kong, dove gli appassionati di orologi cinesi vengono numerosi a fare i loro acquisti di lusso, sono balzate del +19,1% rispetto all’anno precedente. In Cina la progressione si è attestata all’11,7%, segnando tuttavia una decelerazione rispetto al +18,8% registrato nel 2017.
 
Alle 11h06 GMT, l’azione di Swatch Group, numero uno mondiale dell’orologeria, è scesa del 2,18% a 300,50 franchi svizzeri, in controtendenza rispetto allo SMI, l’indice dei valori della Borsa svizzera, in rialzo dello 0,59%. L'azione di Richemont, numero due mondiale del lusso, il cui portfolio di brand include gli orologi Piaget, IWC e Baume & Mercier, è diminuita dell’1,42%, a 68,16 franchi svizzeri.
 
L’industria orologeria ha subito un freno “quasi dall’oggi al domani” a partire da settembre, ha evidenziato Patrik Schwendimann, analista alla Banca cantonale di Zurigo, aggiungendo che questa volta la decelerazione ha riguardato anche il segmento high price.
 
A dicembre, gli orologi con un costo superiore a 3.000 franchi svizzeri hanno registrato un aumento solo del 3,5% nel numero di pezzi esportati, con un calo dello 0,4% del valore, mentre il mese precedente il settore del lusso, motore trainante della crescita dell’orologeria svizzera, era aumentato dell’11,4% nel numero di pezzi e dell’8,4% in valore.
 
In Borsa, il settore del lusso è stato regolarmente al centro di scossoni a partire dall’autunno, a causa delle preoccupazioni degli investitori relative a possibili ripercussioni della guerra commerciale cino-americana sui consumatori cinese, che effettuano la maggior parte degli acquisti di orologi di prestigio.
 
Per il momento, la Cina resta una priorità per l’orologeria svizzera, con un potenziale di crescita nettamente superiore rispetto agli altri mercati.

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