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Le difficoltà di André, Orchestra e Galeria Karstadt Kaufhof al tempo del Covid-19

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
3 apr 2020
Tempo di lettura
3 minuti
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In difficoltà da vari anni e con l’attività bloccata dalla crisi del coronavirus, la storica catena francese di calzature André è stata messa in amministrazione controllata. La richiesta di fallimento è stata presentata il 23 marzo dal suo proprietario, il retailer online Spartoo, che la controlla da due anni, mentre il Tribunale commerciale di Grenoble ha aperto la procedura il 31 marzo.

André


“Non potevamo prevedere le tensioni sociali in Francia (Gilet Gialli, scioperi) e l'attuale crisi sanitaria globale”, spiega a FashionNetwork.com Boris Saragaglia, CEO di Spartoo, che aggiunge di aver investito 13 milioni di euro per risanare il marchio dopo l’acquisizione. “Oggi, perdere 250.000 euro al giorno da quando i negozi sono chiusi, è insostenibile. La settimana scorsa abbiamo chiesto a BPIFrance di aiutarci, concedendoci un prestito fino a 12 milioni di euro, ma abbiamo ricevuto un rifiuto (La banca d’investimenti oggi ha assicurato di “essere aperta ad altre soluzioni di sostegno”, ndr.). Mi batterò per un piano B, per evitare la liquidazione”. Un piano che sarà senza dubbio basato su una drastica riduzione della rete di negozi di André, che aveva generato un fatturato annuo di circa 100 milioni di euro nel 2019, registrando però nello stesso lasso di tempo 10 milioni di euro di perdite.
 
Nata nel 1896 nella Francia orientale, André aveva dato il nome all'omonimo gruppo, diventato poi Vivarte nel 2001. La catena arrivò a contare fino a 500 negozi al suo apice negli anni '80. Oggi vanta una rete di circa 150 punti vendita in Francia e impiega 600 persone, che mercoledì sono state informate del destino della loro attività tramite comunicazioni scritte.

Vittime della crisi causata dalla pandemia di Covid-19, la catena tedesca di grandi magazzini Galeria Karstadt Kaufhof e la sua controllata Karstadt Sports hanno chiesto di beneficiare di una procedura di protezione. Secondo l’azienda, il tribunale locale di Essen ha già accolto la sua richiesta e gli ha garantito protezione giudiziaria.

dpa/Ulrich Baumgarten


Lo scopo di questa procedura di protezione autogestita è "utilizzare le possibilità giuridiche esistenti per far fronte alle chiusure delle filiali ordinate dalle autorità e alla conseguente elevata perdita di fatturato senza incorrere in nuovi debiti".
 
Dall'inizio della pandemia di Covid-19, all'inizio di marzo, le vendite della società sono diminuite drasticamente. Ogni settimana, Galeria Karstadt Kaufhof ha perso oltre 80 milioni di euro di fatturato, pur mantenendo un’alta percentuale di costi operativi. Entro la fine di aprile, il calo delle vendite dovrebbe raggiungere più di mezzo miliardo di euro.
 
Negli ultimi mesi l'azionista di controllo della catena, l’austriaco Signa, aveva già investito oltre 500 milioni di euro per rifocalizzare i grandi magazzini della Galeria Karstadt Kaufhof nei centri cittadini tedeschi. Questa settimana, il gruppo austriaco ha trasferito altri 140 milioni di euro all'azienda tedesca per sostenerla. La catena di grandi magazzini, che impiega oltre 28.000 persone, ha inoltre annunciato l'intenzione di bloccare i pagamenti degli affitti dei propri grandi magazzini, negozi sportivi, agenzie di viaggio e centri logistici durante la crisi.
 
Intanto, il gruppo francese di abbigliamento per l'infanzia e articoli di puericultura Orchestra-Prémaman, già in procedura di salvaguardia da settembre, si dirige verso l’amministrazione controllata, secondo un comunicato aziendale.

Orchestra


Creata nel 1995, questa ex storia di successo, oggi in grande difficoltà finanziaria, impiega 2.900 persone in tutto il mondo.
 
“Tale sviluppo procedurale nella situazione di Orchestra è principalmente legato alle conseguenze finanziarie della chiusura totale della nostra rete globale di negozi nelle ultime due settimane, dovuta al (...) virus Covid 19 e al confinamento delle popolazioni”, ha dichiarato il PDG Pierre Mestre in un’assemblea straordinaria nella sede sociale.
 
Il 17 febbraio, un mese prima dell'inizio della quarantena in Francia, Orchestra-Prémaman ha annunciato l'abolizione di 600 posti di lavoro, ovvero il 20% dei propri effettivi, e avrebbe previsto 125 chiusure di negozi, su una rete di 534 punti vendita.
 
Un rappresentante del personale, sentito dall’agenzia AFP, ha ammesso che Pierre Mestre era “riuscito in una bella impresa”, sottolineando però i suoi successivi errori: “Quando l'azienda ha raggiunto un fatturato di 600 milioni di euro, ha preso di mira il miliardo, mentre piuttosto era necessario consolidare le posizioni raggiunte”. L'altro errore strategico, ha aggiunto, è stata “la mancanza di investimenti nell’e-commerce”.

Con AFP

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