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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 mar 2019
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Le Coq Sportif: il fondo Mirabaud Patrimoine Vivant entra nel capitale

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 mar 2019

Le Coq Sportif vede entrare un nuovo azionista nel suo capitale. La casa madre del produttore francese d’articoli sportivi, la società svizzera d’investimenti Airesis, diretta da Marc-Henri Beausire, annuncia di aver registrato un investimento complessivo di 10 milioni di euro da parte del fondo Mirabaud Patrimoine Vivant. Questo ingresso dovrà “permettere al marchio di proseguire il suo attuale sviluppo sportivo e industriale”, precisa Airesis in un comunicato.

Le Coq Sportif ha visto aumentare le vendite l'anno scorso - Le Coq Sportif


Il fondo è stato creato nel 2017 da Renaud Dutreil, ex ministro francese delle piccole e medie imprese e del commercio dal 2002 al 2007, transitato anche per LVMH, e da Luc-Alban Chermette, con l'aiuto della compagnia svizzera Mirabaud Asset Management, diretta da Lionel Aeschlimann. La sua vocazione annunciata è quella di investire in società patrimoniali con sede in Francia, in Svizzera e in Italia. MPV mirava a raccogliere 50 milioni di euro, ma nei fatti ha ottenuto 155 milioni di euro per il suo primo veicolo.
 
“Accompagniamo aziende attive nella produzione di beni per la persona fabbricati o concepiti nei Paesi che costituiscono il nostro target”, spiega Renaud Dutreil, “che si tratti di accessori, profumi, gioielli, ma anche di abbigliamento o calzature”. Il fondo ha già investito in tre società che ad oggi non hanno annunciato questo investimento azionario. Oltre all’apporto di risorse finanziarie, Mirabaud Patrimoine Vivant intende anche fornire consulenza strategica.

“L’investimento in Le Coq Sportif è emblematico della nostra strategia, che si basa su tre principi: sostenere un imprenditore con convinzione, valorizzare il know-how manifatturiero, soprattutto francese, e sviluppare l'influenza di un marchio portatore di innovazione e valori creativi. Marc-Henri e i suoi team hanno fatto un ottimo lavoro, unendo il rispetto per le radici industriali, sportive e territoriali di Le Coq Sportif”.
 
Il manager, che nel contempo entra nel consiglio d’amministrazione dell'azienda, sottolinea la capacità di Le Coq Sportif di proporre un'offerta tecnica di qualità e una collezione lifestyle dal carattere forte come argomenti di peso per il suo sviluppo. Mirabaud Patrimoine Vivant apporta anche la sua attenzione a diverse aree di business. “Dialoghiamo con le aziende per fornire loro soluzioni finanziarie, nella gestione delle risorse umane, o nel marketing, con uno sguardo sulle soluzioni innovative, ma anche sullo sviluppo della distribuzione internazionale (soprattutto in Asia e in Nord America), e nel prodotto con i nostri contatti nel design”.
 
Per Le Coq, il supporto internazionale può avverarsi una questione cruciale, perché oggi il marchio francese realizza la stragrande maggioranza delle proprie entrate nel Vecchio Continente. Il fondo non nasconde la sua volontà di raddoppiare il giro d'affari, migliorando la redditività, quando acquisisce una quota di un’azienda. Ma per Renaud Dutreil, che intende sviluppare il valore del marchio del Galletto, il potenziale è persino più grande. “Il marchio ha un potenziale qualitativo, è un brand rassicurante per i consumatori. E questa è una risorsa di fronte ai giganti dello sport. Le Coq Sportif può entrare nel gruppo di testa dei principali produttori mondiali di articoli sportivi, soprattutto con l'eleganza e lo stile di un marchio francese”.
 
Le Coq Sportif ha realizzato un fatturato di oltre 120 milioni di euro nel 2018, con un Ebitda di oltre 4,5 milioni. Il marchio francese sta ampliando sempre di più la sua sfera d’influenza nella sponsorizzazione sportiva. Dopo il Tour de France e le squadre di calcio del Saint-Etienne e della Fiorentina, è diventato il fornitore della nazionale francese di rugby e ha perfezionato una partnership con la scuderia di Formula 1 della Renault. Ma il Galletto si è rivolto anche a territori extraeuropei, siglando di recente un accordo con il club calcistico brasiliano dell'Atletico Mineiro. Per l’esercizio in corso, l’etichetta transalpina punta ad ottenere un fatturato di 135 milioni di euro e un margine operativo del 4%.

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