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Lacoste: il grande ritorno di Monsieur René e del coccodrillo

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 6 mar 2019
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L’ultimo grande debutto della Settimana della Moda di Parigi di questa stagione era da Lacoste, dove la britannica Louise Trotter ha opportunamente deciso di andare al servizio per la firma francese nel Tennis Club di Parigi.

Lacoste - Autunno-Inverno 2019 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Conosciuta per essere una stilista concettuale, ma dotata di saggezza commerciale, Louise Trotter è arrivata in Lacoste dopo un passaggio di 9 anni da Joseph, dove ha raccolto recensioni critiche molto positive e ha generato vendite più che rispettabili.
 
Come ogni nuovo direttore creativo che arriva in una storica marca francese, la designer si è tuffata in un’analisi degli archivi, e così il suo show è risultato essere una reinterpretazione molto rispettosa dello stile del fondatore del brand, il campione di tennis René Lacoste.

“René Lacoste era un uomo dall’eleganza naturale. Quindi, credo che Lacoste debba essere un elegante marchio di abbigliamento sportivo”, ha dichiarato la Trotter, che ha sostituito Felipe Oliveira Baptista.

Lacoste - Autunno-Inverno 2019 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


I primi 15 look di questo show misto erano quasi tutti di colore beige: giacche doppio petto da gentiluomo indossate da donne, parka allungati o maglioni a coste che terminavano a metà coscia. Proprio come all’epoca del fondatore, gli uomini indossavano abiti inamidati con pantaloni eleganti e indulgenti con la figura, e blazer classici a due bottoni.
 
La tavolozza dei colori scelti dalla Trotter era davvero autentica: beige classico, verde campo da tennis, bianco immacolato e blu intenso. I suoi volumi erano straordinariamente stravaganti – molte le camicie che si trasformavano in abiti plissettati.
 
Figura nota anche per la sua particolare eleganza nel mondo dello sport d’anteguerra, René si guadagnò il soprannome “Il Coccodrillo” per la sua borsa da tennis fatta in quel materiale. Il fatto lo portò a cucire l’immagine di quell’animale sulla sua maglietta sportiva dal collo morbido. Ebbe un successo così grande che ancora oggi la maggior parte delle persone chiama quel tipo di maglietta “la Lacoste”, di qualunque marca sia.

Lacoste - Autunno-Inverno 2019 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Le prime versioni delle polo Lacoste erano effettivamente ricamate anziché cucite, così la Trotter ha deciso di giocare con quella storia, mandando in passerella un gruppo di magliette oversize, nelle quali i fili che costituiscono il logo spuntano fuori lunghissimi, prolungandosi lungo il busto. E ha fatto la stessa cosa con le canottiere intrecciate, un’altra idea resa popolare da René.
 
“Lacoste è più di un semplice marchio: il suo logo del coccodrillo è diventato un'icona, o addirittura una rockstar”, ha concluso Louise Trotter nel backstage del défilé.

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