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La visione terrena della mitologia di Giorgio Armani

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
today 22 set 2019
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Giorgio Armani si è concentrato molto su questa Fashion Week, e sabato pomeriggio ha presentato una collezione dallo stile spirituale all'interno della sua sede storica in Via Borgonuovo numero 11.

Giorgio Armani - Primavera-Estate 2020 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


All'inizio della giornata, al numero 19 della stessa strada, Armani ha anche svelato la sua ultima borsa, chiamata “La Prima”, poiché si basa sulla sua primissima bag, ampia ed incisiva, del 1995.
 
Giovedi sera, lo stilista ha anche trovato il tempo, tra le sue sfilate per Emporio e per il proprio marchio signature, per festeggiare l’apertura del nuovo stadio dell’Olimpia Milano, la principale squadra di pallacanestro d’Italia. Giorgio è un grande fan di basket ed è anche il proprietario della squadra.

Di ritorno sabato nel suo palazzo in centro città, Armani era di ottimo umore, dopo una collezione sottile e delicata che ha intitolato "Earth" (“Terra”). Quindi, colori terrosi dappertutto, a cominciare da tute impeccabili con giacche da autista, giacche da equitazione superleggere in chiffon tagliate senza colletto e abiti senza maniche a collo alto assemblati in modo magistrale con cuciture verticali.
 
Ovunque i toni erano smorzati: blu liquido, turchese chiaro, grigi perlati pallidi. Tutto aveva una struttura nascosta, ma sembrava sempre super leggero. Armani ci ha così ricordato che quando si parla di sartoria rimane probabilmente il designer più influente dell'ultimo mezzo secolo.
 
Per la sera siamo entrati nel territorio dell’alta moda, con l’organza trasformata in splendidi boleri o in soprendenti abiti da cocktail slanciati rifiniti al collo con straordinarie curve. Tutto era accompagnato da orecchini di vetro con ciondoli, enormi pendenti intricati di metallo e alcuni superbi cappelli a cloche in chiffon rigido tempestati di cristalli.

Sappiamo che Coco Chanel adorava i multipli fili di perle, invece Giorgio Armani preferisce un po’ di collane in corallo finto: lo chic italiano sostenibile al suo meglio.

Giorgio Armani - Primavera-Estate 2020 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Per il finale, Armani ha riservato un abito tubino ricco di cristalli piuttosto bello, lungo fino a spazzare il pavimento, color lilla e rosa, rifinito con un copricapo di metallo e orecchini Ashanti. La modella che lo indossava ha piroettato nel cortile ricevendo molti applausi, prima che Armani apparisse in passerella per abbracciarla circondato da molta emozione in Via Borgonuovo. Stavolta l’ispirazione gliel’hanno fornita gli antichi spiriti e le ninfe, un fatto divenuto evidente mentre questa ‘divinità dandy’ si mostrava.
 
Il ritorno di Armani nel suo bel palazzo nel centro di Milano è stato una mossa intelligente, ma questo show non ha raggiunto le vette della brillantissima esibizione della sua moda maschile dello scorso giugno. Né ha aperto nuove strade stilistiche. Ciò nonostante, la sua estetica italo-greco-asiatica era completamente in armonia con il DNA di Giorgio e l'abilità di questo designer di creare una moda seducente ma discreta per donne dotate di molto buon gusto.
 
“Speriamo che ci sia riuscito”, ha sorriso Armani nel backstage, prima di cacciare via un gruppetto di fan. “Ho un altro show alle 17, quindi si torna al lavoro”.

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