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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
7 set 2022
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4 minuti
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La settimana della moda di New York del sessantennale si apre giovedì sera con mega label, marchi globali e astri nascenti

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
7 set 2022

La New York Fashion Week, che celebrerà il suo 60° anniversario in questa stagione con la presenza di mega label, marchi globali e astri nascenti, si apre giovedì sera in una location di spicco, Gracie Mansion, la residenza ufficiale del sindaco della città, Eric Adams.

Gracie Mansion - Foto: Shutterstock - Photo: Shutterstock


La settimana della moda di New York, che attualmente prevede in cartellone un totale di 141 sfilate dal vivo, distribuite su otto giorni, sembra riprendersi più velocemente di molte rivali, in una stagione caratterizzata anche da eventi di oltre una dozzina di case di moda europee.
 
Il cocktail di apertura ufficiale si svolgerà a Gracie Mansion. Non è la prima volta che il grande edificio coloniale sull'East River ospita la moda: i sindaci Bill de Blasio, Michael Bloomberg, Rudy Giuliani e persino Abe Beame, nel lontano 1977, hanno tutti accolto degli eventi in quella location. Ma sin dalla sua elezione, avvenuta a gennaio, il sindaco Adams si è fatto (positivamente) conoscere come un fervido fan della moda, avendo assistito alle sfilate di Michael Kors e Ralph Lauren e avendo partecipato a un Met Gala. Adams vi si è presentato indossando un frac dal sapore graffiti del designer nigeriano basato a Brooklyn Laolu Senbanjo, su cui si leggeva a sorpresa la frase “End Gun Violence” (“Finirla con la violenza delle armi”).

Inoltre, Adams è stato esplicito nel suo sostegno all'industria della moda e alle due sessioni annue della NYFW, che si stima abbiano attirato 150.000 visitatori e generato circa 600 milioni di dollari di indotto a stagione, prima della pandemia.
 
“Il municipio è sempre stato un amico della moda. Ma avere un sindaco che apprezza davvero il ruolo dell’universo fashion nella creazione di posti di lavoro e nell'economia in generale è davvero fantastico. Non potremmo essere più felici del fatto che Eric Adams e Anna Wintour lancino la nuova stagione a Gracie Mansion”, ha spiegato Steven Kolb, CEO del Council of Fashion Designers of America, l'organizzatore ufficiale della stagione di New York.

Tom Ford - Primavera-Estate 2022 - Womenswear - New York - © PixelFormula


L'accoglienza del nuovo sindaco sottolinea anche un inedito dinamismo nella settimana della moda di New York, trascinata da una spinta a creare stagioni molto più inclusive, e supportata da una politica volta a portare alla luce una nuova generazione di talenti.
 
“Sono davvero orgoglioso del fatto che in questa stagione oltre il 20% dei marchi sia guidato da designer di colore. Ci sono state per lungo tempo delle polemiche sulla mancanza di diversità nel nostro settore. È un discorso molto importante che abbiamo portato avanti negli Stati Uniti. E vedere lo schieramento della prossima stagione riflettere una maggiore diversità, beh, mi rende molto entusiasta”, ha detto Kolb.
 
Anche se i momenti clou a New York saranno quelli riservati ai potenti marchi da miliardi di dollari di giro d’affari, come Tommy Hilfiger, Michael Kors, Tory Burch, Coach e Tom Ford. Quest’ultimo chiuderà la stagione con uno show serale mercoledì 14 settembre. Venerdì 9 settembre, a metà pomeriggio, Proenza Schouler aprirà ufficialmente le ostilità.
 
Anche se forse la sorpresa più grande è l'arrivo in passerella alla NYFW di un quartetto di fiorenti griffe europee. Si parte con Fendi, il marchio romano star del conglomerato del lusso francese LVMH, che ospiterà un evento per il 25° anniversario della sua borsa “Baguette”, e si prosegue con Bottega Veneta, e Marni, marchio beniamino dei connoisseurs della moda d'avanguardia, per concludere con il gigante degli articoli sportivi Puma e lo svedese Cos.

Marni - Primavera-Estate 2022 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


“Per Marni e Fendi, si tratta di discorsi che avevamo intavolato con loro da un po' di tempo. Vedo il loro arrivo come una riaffermazione del potere del mercato statunitense. E il modo migliore per raggiungere i consumatori americani e per costruire un marchio e un business negli Stati Uniti è venire a New York. Il tutto s’inserisce in un crescente riconoscimento della città di New York come piattaforma perfetta per marchi globali. E non sto cercando di essere nazionalista. La penso allo stesso modo quando vedo Thom Browne o Altuzarra sfilare a Parigi mettendo in risalto la nostra bandiera americana”, ha dichiarato un entusiasta Kolb.

Altrove, un’ulteriore sfilza di etichette europee si muoverà nell’ambito della Fashion Week, con party organizzati da Isabel Marant e Givenchy e una festa nell’attico di un grattacielo per festeggiare la nuova capsule Cara Loves Karl, partnership tra Cara Delevingne e Karl LagerfeldVogue USA celebra il 130° anniversario lunedì e poi ci sarà l'evento “Harper's Bazaar Icons” - il primo da quando è scoppiata la pandemia - organizzato con Bloomingdales, per aggiungere un ulteriore livello di entusiasmo.
 
Mentre altre etichette che sicuramente attireranno un'intensa richiesta di inviti ai loro eventi sono Altuzarra, Brandon Maxwell, Carolina Herrera, Gabriela Hearst, Jason Wu, KHAITE, LaQuan Smith, Prabal Gurung, Sergio Hudson e Victor Glemaud.
 
Detto questo, diversi marchi importanti, come Marc Jacobs, Monse o Pyer Moss, questa volta non figurano nel programma ufficiale. Monse sfilerà fuori calendario giovedì con American Express, nell’ambito di un’iniziativa per i consumatori riguardante i titolari di carte Internet. Jacobs non sfila in calendario da un po' di tempo e l'ultimo evento che ha visto protagonista Pyer Moss è stato uno show di alta moda del designer Kerby Jean-Raymond fuori calendario nel luglio del 2021.

Heron Preston - Autunno-Inverno 2020 - Menswear - Parigi - © PixelFormula


Tuttavia, il nome mancante più grande di tutti è Ralph Lauren, il marchio più famoso d'America, che dopo aver allestito una mostra una tantum all'interno del Museum of Modern Art di New York, stavolta si sposterà – per almeno una stagione – a Los Angeles, per organizzarvi uno show il 13 ottobre. 
 
“Non sono affatto sorpreso dalla decisione di Ralph. Ralph Lauren è l'ambasciatore della moda americana e il fatto che vada a Los Angeles costituisce una grande scelta dal punto di vista dei consumatori, un'idea formidabile. E non sarei sorpreso se un giorno andasse a Parigi. Lui ha l'infrastruttura globale per farlo”, ha concluso il CEO del CFDA.
 

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