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Pubblicato il
25 set 2013
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La politica a sostegno della moda

Pubblicato il
25 set 2013

Forse i politici hanno capito l’importanza della moda e del suo peso economico per il Paese. Per la prima volta amministratori locali e ministri sembrano effettivamente avere cambiato attitudine rispetto ad un mondo fino ad ora più o meno ignorato. Si è visto in quest’ultima fashion week milanese con la presenza insolita di Giuliano Pisapia e di Matteo Renzi ad eventi legati alla moda

Carlo Calenda, viceministro allo Sviluppo Economico


Il sindaco di Milano si è presentato sabato 21 settembre all’inaugurazione del salone di ricerca milanese White, mentre il sindaco di Firenze aveva partecipato qualche giorno prima dell’inizio della fashion week alla presentazione dell’autobiografia di Roberto Cavalli e alla conferenza stampa di “Super”, il salone organizzato a Milano da Pitti Immagine. “La politica deve crederci! Deve occuparsi di moda e fare di più, ha il dovere di sostenere questo settore importante”, aveva esortato il sindaco.

Il governo ha deciso di fare la sua parte impegnandosi per la prima volta concretamente a favore del Made in Italy con un finanziamento di 1,5 milioni di euro destinati alla prossima edizione di Pitti Uomo in giugno. “Vogliamo difendere alcuni importanti appuntamenti della moda contro gli attacchi delle capitali estere. Abbiamo quindi deciso di stanziare questa somma a Pitti Uomo per permettere a questa manifestazione di essere più forte di fronte alla potenza di fuoco di Londra”, ha annunciato il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda in occasione dell’apertura del salone del tessile Milano Unica.

“Il governo ha già firmato il decreto per stanziare questo finanziamento”, conferma l’amministratore delegato di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone. “Penso abbiano individuato in Pitti la manifestazione più significativa in questo momento e hanno scelto il nostro salone per fare una grande promozione della moda italiana”, spiega. Nessun dettaglio è trapelato sul programma del prossimo Pitti Uomo. Ma sembrerebbe che il progetto punti a trasformare Firenze in capitale della moda con la partecipazione di grandi nomi del Made in Italy.

Il governo intende impegnarsi tra l’altro a favore delle piccole e medie imprese incoraggiandole ad esportare maggiormente. “Le nostre esportazioni vanno bene, ma le imprese italiane che esportano sono molto meno numerose che in Germania. Molte esportano in modo saltuario. Il nostro obbiettivo è di portare 22.000 aziende a diventare delle esportatrici stabili. Le PMI esportano inoltre solo il 10% del loro fatturato. Vorremmo arrivare al 30%”, indica il viceministro Carlo Calenda.

A questo scopo il governo sta organizzando un road show che si rivolge a tutti i settori e distretti industriali italiani per andare ad incontrare sul terreno le piccole aziende del Belpaese con i principali organismi specializzati nell’export, qualil’ICE, l’organismo di credito all’esportazione Sace e la società di promozione delle aziende italiane all’estero Simest.

"Andremo in ogni singolo distretto industriale per delle sessioni di due giorni. La prima giornata prevede una sessione plenaria con tutte le aziende, la seconda giornata sarà dedicata ad incontri di consulenza one to one tra gli imprenditori e questi organismi", dettaglia Carlo Calenda. La prima tappa di questa tournée nell'Italia industriale è programmata in novembre nel distretto tessile e laniero di Biella.

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