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4 mar 2015
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La pellicceria italiana cala nel 2014. Poco ottimismo nel settore anche per il 2015

Pubblicato il
4 mar 2015

Nella ricerca sul mercato della pellicceria in Italia che AIP-Associazione Italiana Pellicceria ha commissionato a PwC SpA per analizzare l'andamento dei consumi e della produzione negli anni 2014 (stimato) e 2015 (previsione), oltre ai principali trend che si delineano fra gli acquirenti, emerge fra l'altro che nel 2014 la produzione di pellicce a valore ha registrato un calo a livello di confezione del 7,4%, attestandosi a 581 milioni di euro, mentre, seppur negativi, reagiscono meglio i comparti Wholesale e Retail, che rispettivamente valgono 815 milioni di euro (-3,7%) e 1.541 milioni di euro (-2%), per effetto di un maggiore share delle griffe, alle quali si applica un mark up superiore.

Immagine: ricerca AIP/PwC


L'analisi quantitativa del settore pellicceria è stata condotta attraverso un questionario inviato a 420 associati di AIP, via mail o via fax, la seconda settimana di novembre 2014.

Dallo studio si ricava che la filiera della pellicceria presenta un elevato grado di internazionalizzazione, con l'attività core che è rappresentata da "Design & Confezione". L'attività produttiva della pellicceria italiana si concentra nei distretti di eccellenza localizzati nelle regioni Lombardia (soprattutto grazie al meta-distretto moda di Milano), Toscana (col distretto industriale del tessile-abbigliamento del Casentino/Val Tiberina e quello della concia nel Valdarno Superiore) e Veneto (col distretto concia di Vicenza), con la Campania subito dopo, grazie in particolare al distretto della concia di Solofra.

Immagine: ricerca AIP/PwC


La produzione italiana della pellicceria è destinata soprattutto ai marchi specializzati del settore, in misura prevalente per il proprio brand (45%) e alle griffe (48%), con un mark up di circa 1,9x a valori retail. Il crescente peso delle griffe denota un cambiamento nel modo di concepire la pelliccia, che è sempre più legata al mondo del lusso ed è sempre più utilizzata per creare nuovi tagli e movimento.

Dopo il "rimbalzo" del 2010-2011, la produzione di pelliccia in Italia mostra un calo a livello Façon nel 2014 (-7,4%), con aspettative di calo anche per il 2015 (-5,9%). Diminuito anche il Wholesale (-3,7%), ma con aspettative di crescita nel 2015 (stima a un +1,6%). Meno 2% anche nel Retail lo scorso anno, ma aspettative per un +1,8% nel 2015. Il sentiment degli operatori è per un mercato in calo negli ultimi 3 anni, con limitate aspettative di crescita anche nel prossimo futuro.

Immagine: ricerca AIP/Pwc


Parte del calo della produzione dell'ultimo anno è imputabile alle minori esportazioni nei confronti di Russia (-29%) e Ucraina (-57%). Su base annuale, il calo delle esportazioni nei confronti di questi due Paesi ha contribuito ad un calo della produzione del 3-4% sul 7,4% di cui sopra. Del resto, per circa il 60% degli intervistati, Russia e Ucraina sono fra i primi tre destinatari delle esportazioni italiche. Questa percentuale negativa si spiega ovviamente con le medesime motivazioni che hanno messo in difficoltà tutto il mondo della moda e del lusso: indebolimento del rublo, restrizioni commerciali per la Russia a seguito del conflitto geopolitico in atto, conseguente calo delle importazioni in loco.

Inoltre, il valore della produzione Façon è in parte legato all'andamento del prezzo delle pelli, che nell'ultimo anno ha mostrato un calo marcato rispetto al 2013 (-52% anno su anno per la pelle di visone, per esempio, e meno 44% per lo zibellino e meno 34% per la volpe).

Immagine: ricerca AIP/PwC


Sempre secondo lo studio di PwC, le aste del 2014 hanno registrato un calo atteso e marcato rispetto ai prezzi del 2013, principalmente a causa di un'eccessiva offerta rispetto alla domanda di pelli e ad un inverno mite nei due maggiori mercati di consumo, la Cina e la Russia. Allo scopo di stimolare le vendite all'asta, Kopenhagen Auction ha implementato perfino delle misure per favorire l'accesso al credito da parte dei partecipanti. Intanto, i primi risultati del 2015 mostrano prezzi in ripresa rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La pelliccia corta rappresenta il prodotto più utilizzato (57% della produzione), mentre cresce negli ultimi anni di 5 punti percentuali il peso degli inserti e degli accessori, arrivati a rappresentare il 24% di questo dato.

Immagine: ricerca AIP/PwC


I consumi Wholesale registrano una diminuzione meno marcata nel 2014 (-1,9%), dopo il calo nel 2012 (-16,1%) e nel 2013 (-5,1%). Cina/Hong Kong, Russia (non più nettamente al primo posto da sola, dunque) e Francia (tutte con il 13%), seguite dagli Stati Uniti d'America (con il 10%), sono le prime nazioni di sbocco per l'export italiano (seguono poi Svizzera, Regno Unito e Germania), mentre le importazioni, sebbene molto più limitate delle esportazioni, riportano un aumento dell'8%, e risultano significativamente concentrate nel blocco Cina/Hong Kong, con il 43% di esse. Ben distante il secondo Paese, la Turchia, con il 13% (seguono Francia, Filippine e Grecia).

Nonostante l'importanza dell'export (che rappresenta circa il 40% della produzione wholesale), il 58% degli operatori del settore non ha implementato iniziative per incrementare la propria presenza nei mercati esteri, principalmente a causa del differente modello distributivo e della politica dei prezzi. Del restante 42%, il 63% di loro ha soprattutto partecipato a fiere, in Italia o all'estero. Inoltre, il 69% degli operatori indica che i consumatori stranieri hanno preferenze in parte diverse da quelle dei consumatori italiani, principalmente riguardo il contenuto stilistico (vogliono prodotti più vistosi o fashion) e la qualità dei capi.

Immagine: ricerca AIP/PwC


Infine, nel Retail, dopo il rebound post-crisi, i consumi mostrano dal 2012 difficoltà di ripresa, con un calo circa dell'8% annuo.

La pelliccia poi, continua ad essere un capo alla moda e ricompare sempre più sulle passerelle di importanti stilisti (Altuzarra, Prada, Dior...). Nella stagione 2014/15 emergono 8 mood in cui gli stilisti si identificano. Spiccano i colori e la fantasia, in un contesto in cui la pelliccia è un mezzo di espressione e innovazione.

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