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5 nov 2020
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La pelletteria italiana perde più del 40% nei primi 8 mesi

Pubblicato il
5 nov 2020

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assopellettieri, il comparto della pelletteria italiana ha registrato nei primi 8 mesi del 2020 una flessione del -41,9%. Dopo il crollo del bimestre marzo-aprile a causa del lockdown, il settore ha conosciuto un’ulteriore pesante flessione a maggio, del -50,7%, seguita da un -37,3% a giugno, e -30% circa sia a luglio che ad agosto.

 
Per quanto riguarda le vendite in Italia, il calo negli 8 mesi è stato del -26,7%, con punte del -35,1% a maggio e performance migliori a giugno/luglio (-17%).
 
Tra gennaio e giugno, l’estero ha segnato un calo del -23,9% in quantità e del -29,1% in valore, per un totale di 4,4 miliardi di euro di beni esportati, contro i 6,2 miliardi di un anno fa. In calo del -6,8% il prezzo medio al chilo. Tutti i mercati hanno registrato decrementi sia in quantità che in valore, ad eccezione di Corea del Sud (+0,9%) e Polonia (+14,4%).

Gli USA sono calati del -35%, la Svizzera (hub logistico dei principali brand del lusso) di quasi il 40%, la UE del -17,3%, con punte del -38% in Spagna e del -42,5% in Austria. Tra i Paesi extra-UE, scesi complessivamente del -32,4% in valore e -27,3% in quantità, le performance peggiori sono state a Singapore (-46,3%), Hong Kong (-43%) e Thailandia (-36%). La Cina si è attestata a -24%, il Giappone a -26%, Taiwan a -17%, Macao a -30%. Male anche Russia ed Emirati Arabi (-26,5% e -34% rispettivamente) e il Canada (-23%), mentre il Regno Unito ha contenuto la flessione a -13%.
 
Tutte le principali tipologie merceologiche hanno conosciuto flessioni rilevanti per quanto riguarda l’export. Le borse (che rappresentano il 65% dell’export) hanno registrato cali del -24,6% in valore, le valigie del -27%, le cinture del -41% e la piccola pelletteria del -38%. Esaminando le performance dei differenti materiali utilizzati, i prodotti in pelle (pari a quasi il 75% del giro d’affari totale) hanno subito le perdite più pesanti (-30%) mentre i succedanei sono scesi del -18%.
 
“Forte è la preoccupazione per la tenuta del tessuto produttivo: quella rete di imprese, per lo più di piccola dimensione (il 70% non ha più di 5 addetti) che costituisce la struttura portante della pelletteria Made in Italy”, sottolinea Assopellettieri. “I dati diffusi da INPS relativi alle ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate nei primi 9 mesi (riferite all’intera filiera pelle) confermano un incremento senza precedenti: sono state autorizzate ben 56 milioni di ore (erano 5,7 milioni nei primi tre trimestri dello scorso anno), pari al +885%”.
 
In occasione della consueta assemblea annuale dei soci, svoltasi online, Assopellettieri ha eletto i membri di due nuovi organi amministrativi: il Consiglio Generale e il Collegio dei Probiviri. Il Consiglio Generale è composto dal Presidente di Assopellettieri Franco Gabbrielli, dal Past-President Riccardo Braccialini e da Luca Bortolami di Tigamaro, Giovanni Briccola di Bric’s,     Riccardo Colonnelli di Colonnelli 2.0, Roberta Gandolfi dell’azienda omonima, Giampiero Falorni di Falor, Stefano Giacomelli di Tivoli Group, Giovanni Guerriero di Guerriero Produzione Pelletteria, Cristiano Roncato di Valigeria Roncato, Claudia Sequi di Pelletterie Claudia, Elisa Stucchi di Samsonite, Pasquale Tondi di Arcadia.

Il nuovo Collegio dei Probiviri è formato da Paolo Amato di Leu Locati, Mario Biasutti di Mabi International, Andrea Bonfanti di Bonfanti Borse, Lorenzo Gista di Compagnia del Viaggio, Francesca Orlandi di Pelletteria Valentino Orlandi e Mara Visonà di Plinio Visonà.
 
“Siamo molto soddisfatti in quanto gli organi neo-eletti sono formati da imprenditori che assicurano la giusta rappresentanza di tutti i principali distretti produttivi italiani di pelletteria”, ha commentato il Presidente di Assopellettieri Franco Gabbrielli. “Abbiamo davanti sfide importanti e mesi molto duri ma non posso non mantenermi ottimista e propositivo, lo stesso ho chiesto sia ai nuovi membri del Consiglio che a tutti i nostri associati. Dobbiamo capire che non possiamo più andare avanti e pretendere di rimanere i primi al mondo solo perché siamo i più bravi a fare borse ma è necessario fare un passo in più: imparare a raccontarlo e a farlo utilizzando nuovi strumenti. Inoltre dobbiamo essere consapevoli che le nostre dimensioni in questo mondo globale rischiano di farci rimanere schiacciati dalla competizione internazionale, dobbiamo emergere e per farlo dobbiamo presentarci uniti, insieme”.

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