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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
5 mar 2020
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12 minuti
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La nostra Top 20 delle sfilate della stagione Autunno-Inverno 2020/21

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
5 mar 2020

Quest’anno, il “Mese della moda”, ovvero la concatenazione delle quattro principali Fashion Week mondiali, di New York, Londra, Milano e Parigi, si è svolta con degli auspici molto particolari. La maratona è cominciata con New York, privata dei suoi 4 nomi più famosi (Ralph Lauren, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Tom Ford) e disertata da quasi tutto l’ecosistema della moda cinese, giornalisti, influencer, buyer e stilisti, nella sessione newyorchese più priva di celebrità e personaggi dello star system a memoria d’uomo. Poi, la stagione si è conclusa con uno spettro che aleggiava minaccioso su tutti, quello del virus del Covid-19, che ha ingenerato una costante sensazione di disagio al pubblico della Settimana della Moda di Parigi. Alla fine di questi 33 giorni di moda, dopo più di 300 sfilate, non si è potuto far altro che tirare un enorme sospiro di sollievo.

Sin dall'inizio della stagione a New York, quando il processo per stupro di Harvey Weinstein faceva notizia sui quotidiani (proprio accanto ai resoconti delle sfilate della Fashion Week), le collezioni si sono tinte di rivendicazioni femministe più o meno esplicite.
 
In questa stagione abbiamo potuto assistere a un vero e proprio festival di collezioni sublimi, presentate in sfilate mozzafiato. Agli stilisti di tutto il mondo non sono mancate le idee per svelare i loro prodotti nell’ambito di eventi molte volte spettacolari. Ecco la nostra Top 20 delle Fashion Week di New York, Londra, Milano e Parigi.

Brandon Maxwell - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - New York - © PixelFormula


Brandon Maxwell
Per le donne di Maxwell, abiti lunghi degni di un'antica dea, giacche doppiopetto con grosse spalle, cappotti in tessuti high-tech a motivo tartaruga; per i suoi uomini, abiti casual e giacconi che danno l’aspetto di una star del cinema... Tra le mani del texano Brandon Maxwell, lo sportswear tradizionale statunitense assume un’aria glamour inimitabile. La sua sfilata, il primo show importante della stagione, si è svolta nella “Hall of North American Mammals”, nel Museo di Storia Naturale di New York. Indimenticabile la visione delle modelle che sfilavano davanti a orsi kodiak giganti, puma e alci. Siamo molto impazienti: vogliamo che una griffe europea affidi le redini del suo studio creativo a questo giovane stilista 35enne.

Carolina Herrera - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - New York - © PixelFormula


Carolina Herrera 
Il modernismo classico ed elegante di Carolina Herrera, in questa stagione messo in scena in un hangar industriale il cui soffitto inclinato culmina a 60 metri d’altezza. Abiti meravigliosi dai tagli medievali sui bordi, mantelle tagliate con precisione diabolica... La collezione declinava gli abiti in tutte le forme — lunghi, da principessa, abiti impero, abiti da ballo. Il marchio più raffinato del Nuovo Mondo sembra in sicurezza nelle mani del suo direttore artistico, Wes Gordon.

Proenza Schouler - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - New York - © PixelFormula


Proenza Schouler
La coppia di designer alla testa del marchio firma un ritorno notevole. Lazaro Hernandez e Jack McCollough hanno svelato una silhouette elegante, disegnata da tagli semplici e volumi lusinghieri. Abiti in crêpe de chine pesante dai drappeggi impeccabili che lasciavano scoperte le spalle; blazer mascolini un po’ troppo grandi, abiti da cocktail in maglia bianca a maniche gigot, che richiamavano le sculture di Brancusi. L'eleganza delle statue, resuscitata per l'occasione sulle rive del fiume Hudson.

Preen by Thornton Bregazzi - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


Preen
L’omaggio di Preen al thriller psicologico occulto A venezia… un dicembre rosso shocking, che racconta di una coppia in cerca del figlio morto a Venezia, ha dato luogo ad una collezione sensazionale.  Dalle giacche a quadretti indossate da Donald Sutherland ai costumi dorati della nobiltà veneziana. Tagliando con entusismo, il duo creativo di Preen. Justin Thornton e Thea Bregazzi, ha concepito abiti neri a balze degni di un ballo sul Canal Grande; mentre le combinazioni di vestiti dorati e maglioni Argyle erano belle da far male.

JW Anderson - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


JW Anderson
L’unico stilista ad essere entrato due volte nella nostra Top 20 è Jonathan Anderson, la cui ultima collezione per il suo brand di moda JW Anderson ha rappresentato il momento più memorabile delle sfilate viste nel Regno Unito. In una stagione dominata dal volume, la sua collezione è stata la più voluminosa - cappotti enormi con revers da 24 pollici, abiti sferici in celluloide antica o vestiti modulari anni '20 con intelligenti spalle a sbuffo. Potrebbe non essere il più digeribile o il più commerciale dei guardaroba, ma come espressione di moda è stato il più esaltante di tutti.

Burberry - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


Burberry
La svolta che Riccardo Tisci vuole imprimere al famoso marchio britannico Burberry sta forse richiedendo molto tempo, ma sta determinando la nascita di una gamma speciale di bellissimi prodotti. E ha portato all’allestimento del miglior show visto a Londra. L’italiano ha costruito all’Olympia una passerella coperta di specchi di 100 metri di lunghezza, in mezzo alla quale le celebri sorelle Labèque hanno suonato faccia a faccia su due pianoforti Steinway. E in più, il cast di modelle più seducente del mondo ha mostrato le molteplici sfaccettature del lavoro di Riccrdo sul trench – proposto con maniche in pelliccia sintetica o tagliato come un piumino, oppure rifinito con pelle trapuntata. Mix improbabile di India e Bethnal Green, quartiere in cui ha vissuto come studente due decenni fa, il suo incontro con i quadretti Madras e le magliette da rugby maschili si è concluso con un eccezionale mod-maharani argentato.

Jil Sander - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Londra - © PixelFormula


Jil Sander
Un po’ disorientante per molti invitati, lo show di Jil Sander nella serata d’apertura della Settimana della Moda di Milano si è svolto nella versione meneghina di Chinatown, all'interno di un'enorme ex stabilimento elettrico. Comunque, tutti si sono visibilmente rilassati vedendo questa collezione Sander, le cui forme fluide, i tessuti immacolati e le silhouette graziose hanno determinato un momento di grazia e civiltà. Tutto il cast di 54 modelle ha terminato la sfilata sedendosi su due file di sedie da ufficio in legno, tra fragorosi applausi. Pochi di noi avevano cominciato a capire che la stagione italiana sarebbe terminata in un’atmosfera di mini-panico quattro giorni dopo.

Max Mara - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Max Mara
Pochi designer hanno altrettanto impatto come creatori di moda di quanto ne sia riuscito ad avere Ian Griffiths da Max Mara. In questa stagione, lo stilista ha fatto riferimento agli anni ’80, con outfit dalle spalle giganti, esattamente in linea con lo spirito di responsabilizzazione chic di molte collezioni. Ma la sua è anche una visione tenera della moda, ricca di riferimenti al mare e alle forme dell’ambiente marittimo. Come nei meravigliosi cappotti da ufficiale, nei borsoni di cashmere generosamente rifiniti o nelle giacche da indossare col maltempo dotate di nappine. Il capitano Achab su Kaia Gerber.

Prada - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Prada
Donne formidabili da Prada, presentate alla Fondazione Prada davanti ad una statua di Atlante degna di De Chirico, tre giorni prima che Miuccia sorprendesse l’universo della moda annunciando che dal primo aprile, lei e Raf Simons saranno i co-designer del marchio di moda più influente d’Italia. Per il suo ultimo défilé in solitaria per Prada, Miuccia ha sovvertito molti luoghi comuni della moda femminile (come le stampe floreali, i top trasparenti o i blazer da ufficio) combinandoli in alleanze inattese. Così, ecco apparire dei blazer a un sol bottone perfettamente tagliati e accessoriati con bellissime cinture, abbinati a gonne al polpaccio interamente fatte di frange, o redingote eleganti indossate su gonne al ginocchio che si aprono ben al di sopra della coscia. La collezione era così bella che la maggioranza dei caporedattori presenti ha realizzato, all’annuncio della notizia di Raf, che la crescita scarna registrata da Prada negli ultimi anni è sicuramente più dovuta al marketing e al merchandising che al prodotto in sé. Non c'è assolutamente nulla di sbagliato in questa ultima collezione di Prada, tanto da risultare per molti dei presenti nella loro personale Top 5 dei migliori show visti quest’anno.

Fendi - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Fendi
Lo show di Fendi è stato un sensazionale Grand Guignol. La migliore collezione mai realizzata da Silvia Venturini Fendi per la casa di moda romana. Un anno dopo l’addio del grande Karl Lagerfeld, Silvia si afferma come una voce davvero potente nella moda. Creata, come la passerella ondulata, in rosa monocromatici, con tocchi di grigio, la collezione è stata un trionfo d’opulenza. Cappotti militari dalle forme avvolgenti, maniche armadillo, peacoat in cashmere a forma di bozzolo e completi in pelle brunita. Il tutto indossato da un cast di modelle superstar – da Bella e Gigi Hadid a Mariacarla Boscono – che si sentiva palesemente nobilitato dall’indossare quelle creazioni.

Versace - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Versace
Donatella Versace ha celebrato la sua prima, reale sfilata mista, mostrando una collezione basata sulle linee, che esponeva le gambe e segnava la vita. La sfilata in sé, però, non aveva nulla di minimale — il suo arredamento era una meraviglia della tecnologia, una parete di LED lunga 80 metri e alta 5 che proiettava centinaia di volti di Donatella. Lo show si è concluso con un'esplosione visiva degna di un film di fantascienza. La collezione era sovraccarica di lettere “V” maiuscole, borse in pitone e maglie sportive universitarie, passando per tute e calzini bianchi. Visibilmente, i nuovi investitori americani di Versace stanno dando nuovo slancio al business della casa di moda della testa di Medusa.

Bottega Veneta - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Milano - © PixelFormula


Bottega Veneta
Da Bottega Veneta, Daniel Lee ha firmato la sfilata e la collezione più concise dell'intera stagione milanese. A metà percorso del “Mese della moda” non potevamo fare a meno di notare che le scarpe per la stagione in corso sono i sandali imbottiti in pelle a motivo “intreccio” presentati da Daniel Lee per la Primavera-Estate 2020, indossati da decine di giornalisti e buyer di tutto il mondo. Quest'ultima collezione ha segnato una nuova tappa per il creatore alla testa di BV, il quale ha creato una scenografia assolutamente sublime composta di immagini digitalizzate di ville del Rinascimento e di statue antiche, che si animavano progressivamente. Il défilé, misto, ha mostrato cappotti militari attillati, il cui taglio sarebbe sicuramente risultato gradito agli architetti del passato che hanno ispirato la sfilata. Le donne indossavano abiti lunghi adatti al lavoro, per il giorno, e lunghi tubini con le paillette o abiti svasati, per la sera. Senza mai mancare di eleganza, rilevanza e intelligenza.

Dior - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Dior
Il primo grande show parigino è stato quello di Christian Dior, disegnato da Maria Grazia Chiuri, la quale si è lanciata in un ritorno alle radici — le sue radici in questo caso, poiché ha fatto apertamente riferimento alla sua giovinezza un po’ ribelle nei primi anni '80 a Roma. Lo show si è aperto con affascinanti costumi da maschiaccio, abiti con spalline sottili perfettamente tagliati, dotati di cinture con le lettere CD sulle fibbie, il tutto ancorato saldamente al suolo da stivali militari. In effetti, un buon terzo di tutte le donne incontrate in questa stagione indossava robusti stivaletti, soprattutto a Parigi, dove ha piovuto tutta la settimana, come un flagello biblico. Una tendenza lanciata da Maria Grazia Chiuri, che batte il tempo anche nel campo del femminismo e della consapevolezza femminile nella moda. E lo ha fatto anche in questa stagione, nella tenda costruita nel Giardino delle Tuileries. Lo spazio era invaso da enormi insegne illuminate dell'artista Claire Fontaine, su cui si leggeva: “Le donne provocano le rivolte”, “Le donne sono la luna che muove le maree”, “Patriarcato=Emergenza climatica” o “Quando le donne scioperano, il mondo si ferma”.

Lanvin - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Lanvin
Oggi, pochi stilisti scrivono pagine innovative come Bruno Sialelli, la cui ultima sfilata per la maison Lanvin è stata un momento di assoluta esaltazione. La collezione è stata presentata da modelle di tutte le età, alla Manifattura dei Gobelins, probabilmente il più antico marchio di lusso francese, pocihé è stato fondato dal Re Sole in persona, scusate se è poco. Gli abiti emanavano una sensazione di ricchezza esotica, dai vestiti a sbuffo in mussola bianca ai piccoli affascinanti mantelli piumati, passando per i boleri di feltro perfettamente tagliati e i négligé tentatori. Il culmine della sfilata è arrivato con una serie di cappotti bianchi, tagliati in un tessuto di piume immacolato, dipinto a mano con grande gusto. La moda francese al suo meglio.

Loewe - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Loewe 
Lo abbiamo scritto sopra: l'unico designer a posizionare due collezioni nella nostra Top 20 (e per la seconda stagione consecutiva!) è Jonathan Anderson. Per Loewe, il suo cocktail abituale di Rinascimento spagnolo, nonchalance "da Ibiza" ed eleganza parigina stavolta si è arricchito di un nuovo elemento, il ceramista Takuro Kuwata, vincitore dell’ultimo Premio Loewe. Risultato di questa collaborazione: dei plastron e degli stemmi smaltati, in una collezione in cui sete e broccati dorati si confrontavano con lane più scure e più funzionali. Uno spirito che ricordava piuttosto Van Eyck che Velasquez ha attraversato la collezione davvero rivoluzionaria del designer irlandese.

Balenciaga - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Balenciaga
Eleganza apocalittica, ma per nulla distopica, da Balenciaga, dove la passerella era un lago nero in miniatura, e il soffitto uno schermo gigante che proiettava temporali e tempeste. I cambiamenti climatici sovrastavano la collezione, fatta sfilare con un mood soprattutto spagnolo, con colli alti da Cristobal e un'estetica religiosa molto presente. Proporzioni super esagerate - come gli abiti con ali da pipistrello che ricordavano la Sagrada Familia di Gaudì. E siccome stiamo parlando di Balenciaga by Demna Gvasalia, ecco un nuovo logo – con la scritta blncg stampata su numerose giacche bianche.

Thom Browne - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Thom Browne
Un omaggio a tutto ciò che è Preppie. Un'opera d'arte performativa in una foresta di betulle costruita all'interno dell’Ecole nationale supérieure des Beaux-Arts, in cui un maestro cerimoniere circense guidava 33 coppie: ragazzi e ragazze che indossavano abiti identici. E l’ultima versione rivista del concept di base di Thom, l'abitino grigio di flanella dalle spalle esagerate, con risvolti cadenti e micro giacche - impreziosite da lingotti, cristalli e gros-grain. Il più coerente e costante dei concettualisti della moda, che ha anche molte idee commerciali.

Valentino - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Valentino
In una stagione ancora dominata dal volume, l'uomo che ha guidato l'intero movimento, Pierpaolo Piccioli, ha improvvisamente trattenuto la sua silhouette. Ha oscurato la sua tavolozza colori. Ha reso più duro l’atteggiamento complessivo e ne è scaturita una collezione di principesse punk senza categorie, come ha detto lui. Una linea che spesso era genderless, ma che non faceva mai distinzioni tra i sessi. Quasi tutte le modelle abbandonano i tacchi di Valentino per stivali bovver boots in pelle bovina – la sera con abiti a colonna glitterati. E il risultato è stato una collezione che avrà una grande influenza in tutto il mondo.

Chanel - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Chanel
La sorellanza alla francese al suo meglio da Chanel. Una modalità “da moschettiere” che ha rimandato a classici del cinema francese come La favolosa storia di pelle d’asino, una commedia musicale girata nalla zona dei castelli della Loira, o Les Biches – Le cerbiatte, il cupo racconto di Claude Chabrol di un amore bisessuale maledetto. Il tutto presentato da un cast di modelle fatte sfilare in gruppi di due o tre, magari una sottobraccio all’altra, intente a chiacchierare allegramente. Jodhpur e calzoni da equitazione indossati con divine camicie bianche da duellante; nuove giacche classiche con quattro tasche di Chanel; abiti-cappotto a 12 bottoni dalla grande finezza; tutto decorato con grandi gioielli bizantini. È stato lo show più romantico della stagione, che ha spazzato via la malinconia mentre la pioggia cadeva torrenziale fuori dal Grand Palais.

Louis Vuitton - Autunno-Inverno 2020 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Louis Vuitton
Senza alcun dubbio, la sfilata meglio allestita del mese, grazie all'occhio infallibile del produttore Es Devlin e ad un set davvero monumentale. Circa 200 cantanti d’opera in costumi storici, vestiti da Milena Canonero, vincitrice del Premio Oscar. Sei di loro si sono alzati in piedi, come in un gigantesco tableau vivant, per cantare su un'incredibile colonna sonora elettronica barocca di Woodkin e Bryce Dessner. Anche la collezione non era affatto male: Nicolas Ghesquière in gran forma si è spostato su più epoche, e ha mischiato i generi. Pantaloni a sigaretta mascolini a righe, gilet da dandy edoardiani e giacche da rocker di Savile Row con tasche inclinate; il tutto combinato con finiture da tecnico dell'era spaziale, jacquard argentati, pantaloni da paracadutista e falsi moon boot. Un mix audace, concluso da un finale possente; e una visione vigorosa e originale della moda e del nostro rapporto con il tempo.

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