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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
3 feb 2018
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La New York Fashion Week è in ribasso

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
3 feb 2018

La New York Fashion Week vanta il calendario ufficiale più lungo e corposo di tutte le maggiori Settimane della Moda, eppure quando giornalisti e buyer si siederanno nei posti loro assegnati lunedì mattina la sensazione generale sarà quasi certamente di assistere ad una stagione di declino.

Calvin Klein - Primavera-Estate 2018 - Womenswear - New York - © PixelFormula


Sono in programma in tutto 136 tra sfilate collettive o multimarca nel calendario ufficiale preliminare pubblicato dal Council of Fashion Designers of America, l’ente che guida la moda negli Stati Uniti. Solo nel 2015 erano 180.
 
Inoltre, alla fine dell'anno scorso, il CFDA ha deciso di cancellare la stagione autonoma del menswear di gennaio per collegarla alla stagione femminile di febbraio. Così, in realtà ci saranno tre soli giorni di sfilate principalmente dedicate all’uomo, da lunedì 5 febbraio a mercoledì 7 febbraio, seguite da sette giorni di eventi e show femminili che si concluderanno mercoledì 14 febbraio. Il giovedì bisognerà essere dei veri stakanovisti, visto che ci saranno 20 défilé in un giorno solo in questa metropoli notoriamente intasata dal traffico.

New York non si è mai veramente ripresa dalla defezione di quattro dei suoi marchi principali (Proenza Schouler, Rodarte, Thom Browne e Altuzarra) andati a sfilare a Parigi lo scorso anno. La scorsa settimana, la stagione è stata anche colpita duramente da un’altra rinuncia. L'annuncio di uno dei suoi designer più mediatici, Alexander Wang, della scelta di non partecipare alla sessione attuale per cominciare a presentare le proprie sfilate in giugno e dicembre. Uno sviluppo che nell’ambiente ha lasciato tutti un po’ perplessi, e che arriva sulla scia di voci insistenti che affermano che il business di Wang abbia perso colpi, dopo la pesante stroncatura critica subita dal bizzarro ed indulgentemente autocelebrativo défilé organizzato a Brooklyn lo scorso settembre.
 
Il CFDA sta prendendo in considerazione un cambiamento radicale di stagione; anche se sembrerebbe che ci sia poco entusiasmo per una mossa simile. L’ultima emorragia? La stilista inglese cofondatrice del brand newyorchese Marchesa, Georgina Chapman, ha cancellato la sfilata sulla scia dello scandalo che ha travolto il suo ormai ex marito, il produttore cinematografico caduto in disgrazia per le concrete accuse di molestie sessuali rivoltegli Harvey Weinstein.
 
Uno dei marchi maggiormente in crescita nel settore moda degli States, e il leader del comparto nel campo del See Now Buy Now, Tommy Hilfiger, salterà la stagione di NYC per la terza volta. L’attesissimo, epico défilé organizzato per la sua collaborazione con Gigi Hadid si terrà a Milano a fine febbraio; dopo viaggi a Los Angeles e New York. Delpozo, il brillante marchio spagnolo d’avanguardia dello stilista Josep Font, che ha avuto un grande successo cone le sfilate organizzate sul Fiume Hudson è anch’esso assente, e ha preferito Londra. E francamente, per essere onesti, sono poche le nuove vere star del design emerse di recente a New York – l’eccezione è rappresentata da Monse e Sies Marjan.
 
La città vanta ancora la presenza di alcuni grandi marchi, pesi massimi del settore: Calvin Klein, Michael Kors, Coach, Marc Jacobs e Ralph Lauren. Tuttavia, anche in questo caso, Lauren - dopo essere stato il portabandiera della moda americana per due generazioni - è ampiamente percepito come marchio con pochissimi legami e connessioni con i Millennials, specialmente in Cina, il principale obiettivo di marketing della moda della nostra epoca. Jacobs ha invece un nuovo CEO, Eric Marechalle, che si sta adoperando per ridare slancio in tempi rapidi ad un’etichetta le cui vendite annue si sono dimezzate negli ultimi tre esercizi.
 
Almeno Manhattan è riuscita a coinvolgere nuovamente Tom Ford; e il maggiore marchio tedesco di abbigliamento maschile, Boss. I due brand metteranno in scena sfilate separate per uomini e donne. C’è anche Bottega Veneta a sfilare a Manhattan in questa stagione, subito prima dell’apertura del suo nuovo flagship al numero 740 di Madison Avenue.
 
Nella Grande Mela è anche in atto un passaggio verso presentazioni più intime, tipiche dello stile delle origini della New York Fashion Week. Narciso Rodriguez, che ha appena presentato un'elegante capsule collection per suo il 20° anniversario con Barneys, metterà in scena un evento intimo in stile salone. Adam Lippes ospiterà il bel mondo della moda nella sua nuova casa, a Pierrepont, nel quartiere di Brooklyn, affacciata sul porto di New York; mentre Rosetta Getty presenterà il suo stile scultoreo nel proprio studio-loft di Tribeca.
 
Un segnale benvenuto (almeno da alcuni stilisti) che mostra come la sottigliezza e la finezza, e non la celebrità, contano di più.

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