La morte di Liliane Bettencourt rilancia le speculazioni sul futuro di L'Oréal

La scomparsa di Liliane Bettencourt, erede dell’impero L'Oréal, ha rilanciato voci e speculazioni sui rapporti fra il gruppo di cosmetici e il suo secondo azionista, Nestlé.

L'Oréal Paris

Un accordo fra azionisti, che lega la famiglia Bettencourt, proprietaria di L'Oréal per il 33%, e Nestlé (che ha il 23% del capitale) impedisce qualsiasi acquisizione di L'Oréal con Liliane Bettencourt in vita ed entro sei mesi dalla sua scomparsa.
 
La morte dell’erede del gruppo francese permetterà dunque a Nestlé, se lo vorrà, di prendere il controllo di L'Oréal una volta terminato tale periodo. Il colosso svizzero è in compenso libero di cedere questa quota a chiunque voglia dal 2014, data di risoluzione degli accordi di prelazione tra le parti.
 
Anche se un’acquisizione di L'Oreal da parte di Nestlé non costituisce lo scenario centrale degli analisti, i quali ricordano come L'Oréal contribuisca per circa il 10% ai risultati di Nestlé, essa non può essere totalmente scartata, sottolineano da JP Morgan.
 
Per alcuni, la capitalizzazione di 101 miliardi di euro di L'Oréal respinge tale scenario. Quelli di Natixis stimano che a medio termine lo status quo dovrebbe essere mantenuto, salvo che Nestlé lasci l'Oréal per fare poi una grandissima acquisizione capace di compensare una riduzione percentuale di tale portata sui suoi risultati.
 
Alla fine, “la morte di Liliane Bettencourt non cambia niente nell’evoluzione delle relazioni tra Nestlé e L'Oréal, né nella gestione del gruppo L'Oréal”, sostiene il loro analista Pierre Tegner.
 
Altri ricordano le parole del nuovo leader del gruppo elvetico, Mark Schneider, che recentemente ha detto di puntare ad acquisizioni di taglia media nei settori giudicati strategici dalla società svizzera, come nutrizione e salute.
 
Pressione attivista
 
Nestlé, che ha già ceduto una quota dell’8% di l'Oréal nel 2014, sta subendo le pressioni del fondo attivista statunitense Third Point che chiede, tra le altre cose, che si liberi di asset non strategici, proprio come la quota che possiede in L'Oréal.
 
Altri analisti non scartano a priori lo scenario di un acquisto proprio da parte di L'Oréal della quota di Nestlé, stimata 23 miliardi, che sarebbe in parte finanziato dalla vendita del suo 9% in Sanofi, valorizzato circa 9 miliardi.
 
L’operazione, che sarebbe seguita da un annullamento di azioni, aumenterebbe meccanicamente l'utile netto per azione di L'Oréal portando al 43% la quota controllata dalla famiglia Bettencourt, se tutte le azioni comprate fossero annullate. La famiglia dovrebbe quindi chiedere di essere esentata dalla OPA per attraversamento della soglia passiva.
 
Alla chiusura settimanale, il titolo di L'Oréal cresceva del 2,46%, a 180,95 euro, dopo aver toccato il valore massimo da quasi tre mesi, mentre il CAC 40 (il principale indice borsistico di Parigi, ndr.) è cresciuto nello stesso tempo dello 0,27%. A fine seduta, Sanofi guadagnava lo 0,3%, a 84,12 euro, e Nestlé lo 0,19%, a 80,55 franchi svizzeri, a Zurigo.
 
Nestlé ha rifiutato di rilasciare qualsiasi commento, mentre nessuno è stato contattabile da L'Oréal.
 
Infine, "molto dipenderà dalle intenzioni dei figli Bettencourt”, indicano gli analisti di Jefferies.
 
In un comunicato pubblicato mercoledì, la figlia di Liliane Bettencourt, Françoise Bettencourt Meyers, ha riconfermato il suo “attaccamento” e la sua “fedeltà” a L'Oréal e ha rinnovato la fiducia al presidente Jean-Paul Agon.
 
La figlia e i nipoti di Liliane Bettencourt detengono già da molti anni la proprietà delle azioni de L'Oréal. Françoise Bettencourt Meyers, suo marito e uno dei loro due figli siedono nel Consiglio d’Amministrazione del gruppo.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: Reuters

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