La modalità ribelle di Maison Margiela

Maison Margiela ha messo in scena una sfilata ibrida con lancio di fragranze mercoledì mattina alla Fashion Week di Parigi; una dichiarazione di moda al passo coi tempi, in quanto tendenzialmente trasgressiva e gender-bender, e un promemoria della capacità della moda di difendere nuovi modi di pensare supportandone le cause.

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Maison Margiela - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula

Sia lo show che il profumo si chiamano “Mutiny” (“Ammutinamento”), e sia il cast scelto che la moda genderless, o “senza genere”, potrebbero decisamente apparire come qualcosa di ribelle agli occhi più conservatori.
 
Nel pre-show, un grande video in bianco e nero (l'ultimo podcast di Galliano per la maison) è stato proiettato sulle pareti bianche del Grand Palais. I suoi protagonisti erano Willow Smith, la cantante Princess Nokia, la modella Molly Bair e la modella Hanne Gaby Odiele, la nota icona intersessuale.
 
“Siamo disposti a sopportare il dolore”, “Sono così forte che posso spezzare le pietre”, erano alcuni degli slogan che si leggevano nella grafica punk del video. Poi ha preso il via la sfilata vera e propria: giacche e poncho in feltro tagliati in modo brillante, con tutti i tipi di inserti tagliati al laser, notevoli giacche di tweed a spina di pesce volutamente sporche; fluidi poncho-trench oversize.
 
Inoltre, tutti gli accessori erano sorprendenti, dai giganteschi cappelli a cilindro con inserti, agli stivali da cowboy con ritagli, ai bellissimi sandali con plateau in vernice bianca che profumavano di DNA Margiela.

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Maison Margiela - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula

Tutto ciò avrebbe potuto sembrare un pastiche politico, ma grazie ad alcuni tagli straordinari, alle proporzioni innovative, a una sapiente messinscena e ai tocchi iconoclasti del direttore creativo John Galliano è stato effettivamente un bellissimo show.
 
È vero che spesso era difficile essere sicuri del sesso esatto di ciascun modello. Era un uomo o una donna, a indossare il lungo cappotto-smoking? O l'incredibile combinazione di leggings turchesi aderenti, stivali da cowboy ritagliati, giacca da equitazione di tweed rifinita con enormi fiocchi con stampe floreali in jacquard– ragazzo o ragazza? Una mezza dozzina di fiocchi che sono stati il leitmotiv di questa collezione co-ed. Moda ibrida per gente ibrida.
 
“Esplorare vestibilità, taglio e drappeggio senza considerazioni di genere per i guardaroba delle donne e degli uomini”, spiegavano le note al programma. Fragoroso l’applauso finale, tanto per la causa, quanto per i vestiti. Galliano, come si è abituato a fare da quando è approdato in Margiela, non è uscito a salutare.

Nel post-show, uno schermo LED gigante arroccato su un camion al di fuori del Grand Palais proiettava la pubblicità della nuova fragranza. Come portare l'Ammutinamento fuori in strada: una brillante operazione di street marketing.

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Maison Margiela - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula

Galliano non è certamente l'unico designer che esplora i limiti più estremi della moda genderless. Anche Alessandro Michele, per nominarne solo uno, è stato piuttosto impegnato in questo senso. Ma gli esperimenti stilistici dell'inglese sono stati intrapresi con un affetto e una curiosità per il loro soggetto da aver reso questa sfilata un momento fashion davvero ammirevole. Una moda che svolge una funzione sociale molto utile, e che riesce ad essere dannatamente bella.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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