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Pubblicato il
1 lug 2021
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La moda riparte della formazione con Fashion Graduate Italia

Pubblicato il
1 lug 2021

La moda riparte della formazione con Fashion Graduate Italia. Dopo la pausa covid, l’evento dedicato alle giovani promesse del fashion torna in presenza dal 25 al 27 ottobre a Milano, negli spazi del Base. Una tre giorni a cui parteciperanno 16 scuole di moda, “articolata in un fitto programma di workshop e job speed date per mettere in contatto industria e artigianato”, spiega Donato Medici, presidente di Piattaforma sistema formativo moda, nella conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2021.

Fashion Graduate Italia 2021


Quest’anno l’iniziativa si rinnova, aggiungendo un nuovo tassello alla sua tradizionale sfilata, con un evento digitale a settembre realizzato in collaborazione con il portale Arts Thread, che fungerà da cassa di risonanza dei progetti degli studenti. Gli sketch, promossi sui canali digitali della piattaforma, saranno un tributo al percorso dei ragazzi, ma “serviranno a informare chi è interessato a frequentare queste scuole e a trasmettere il concetto di comunità che si respira al loro interno”, aggiunge Medici.
 
La digitalizzazione sarà al centro della prossima edizione di Fashion Graduate Italia, ma anche l’internazionalizzazione avrà un ruolo cardine. “Le scuole italiane di moda offrono un’ampiezza e un'eterogeneità che non hanno eguali nel mondo e hanno il più alto tasso di studenti stranieri se confrontate con altri settori”, osserva il numero uno di Piattaforma sistema formativo moda.

Al tavolo era presente l'assessore alle politiche per il lavoro del comune di Milano, Cristina Tajani. “Siamo al fianco di Fashion Graduate Italia che quest’anno assume un significato diverso perché il prossimo mese di settembre speriamo sia quello della ripartenza, non solo per la moda e tessile con la fashion week, ma per il made in Italy in generale, con il Salone del Mobile, saltato per due anni consecutivi a causa del covid. L’iniziativa sarà quindi immersa in un contesto cittadino vocato ai temi della creatività e della ripartenza”.
 
Nel corso della conferenza è intervenuto anche Carlo Mascellani, direttore relazioni industriali e formazione di Confindustria Moda, richiamando l’attenzione sul ruolo sempre più centrale che rivestirà la formazione dopo l’urto della pandemia, che ha accelerato in maniera esponenziale i processi di trasformazione del mondo produttivo. “Le innovazioni che le aziende hanno riconcorso con le risorse che avevano a disposizione comportano la necessità di arricchimento delle professionalità e, quindi, di rivedere l’offerta formativa”, osserva Mascellani.
 
L’emergenza formativa ha spinto le imprese a investire in formazione e rafforzato il rapporto di collaborazione tra i due mondi, a tutti i livelli (Its, università, etc). Ma c’è ancora tanto da fare, sostiene il rappresentate degli industriali. “Da una parte il mondo delle imprese deve esplicitare i fabbisogni formativi e dall’altra, quest'ultimo, è chiamato a recepire queste direttive e tradurle in percorsi didattici dedicati. Infine, occorre anche fare uno sforzo per trovare nuovi percorsi di inserimento nel mercato del lavoro, sia durante i percorsi scolastici che al loro termine”, conclude Mascellani.

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