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La moda femminile italiana chiude il 2018 a +0,5%

Pubblicato il
today 8 feb 2019
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Rallenta la moda donna italiana. Secondo il bilancio preconsuntivo del 2018 elaborato dal Centro Studi di Confindustria Moda per SMI, infatti, dopo quattro anni di crescita media intorno al 2% il comparto ha registrato lo scorso anno solo un + 0,5%, attestandosi a 13,3 miliardi di euro di fatturato (il 24,1% del giro d’affari totale dei settori tessile e moda).

Armani Couture - Copyright ANSA/AP

 
A soffrire soprattutto maglieria, camiceria e abbigliamento in pelle, che dovrebbero chiudere il 2018 in negativo. Anche la produzione è scesa, del -2,7%. Se l’estero è cresciuto del 2%, pur decelerando rispetto agli ultimi anni, a oltre 8,3 miliardi di euro, per il mercato italiano è prevista una flessione del -3,9% (è stata del 2,6% per la sola stagione primavera/estate). Cresce invece l’import di moda donna, del 9,2%, attestatosi a 4,7 miliardi di euro.
 
Dal punto di vista geografico, nei primi 10 mesi del 2018 si è assistito a una dinamica positiva delle esportazioni extra-UE, salite del +7,5%, coprendo il 49,3% del totale esportato, mentre diminuiscono del 2,1% le vendite all’interno dell’Unione Europea. Cresce dell’1,6% l’approvvigionamento extra-europeo (50,5% del totale) e ben del 23,5% quello intra-UE, sostenuto dalla Francia.

Sul fronte export, la Francia, primo mercato di sbocco della moda femminile made in Italy con una quota dell’11,2%, è salita leggermente, del +0,5%; cresce anche il Regno Unito, con una progressione del 6,8%. Cedono il passo, invece Germania (-2,9%) Spagna (-7,7%), Austria (-12,5%) e Polonia (-6,5%). Sul fronte extra europeo tornano a crescere gli Stati Uniti (+4,9%). In positivo anche Svizzera (+12,3%), Hong Kong (+4,3%) e soprattutto Cina, che ha messo a segno un +41%. Bene anche Giappone (+7,9%) e Corea del Sud (+11,3%), mentre la Russia torna a rallentare a -1,4%.
 
Analizzando la situazione dei differenti canali distributivi, nella stagione autunno/inverno 2017-18 le catene, primo canale a quota 45,3%, scendono del -1,9%, mentre cresce, anche se leggermente (+1%) la GDO (15,6% del mercato). Continua a regredire, anche se più lentamente, il dettaglio indipendente (-1,6%); più netta la perdita degli outlet (-4,8%). Infine, rallenta anche l’online, che dopo aver messo a segno un +26,6% nella precedente stagione invernale, cresce solo dell’1,7% nell’AI 2017-18, arrivando a rappresentare il 7% del mercato.

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