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Adnkronos
Pubblicato il
24 ago 2015
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La maison Dior restaura l'antico borgo di Maria Antonietta a Versailles

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Adnkronos
Pubblicato il
24 ago 2015

Sarà la maison Dior, uno dei marchi di punta del gruppo del lusso LVMH, a restaurare l'antico borgo di Versailles, una sorta di parco a tema, quello dell'Arcadia, tardo settecentesco, fortemente voluto dalla regina Maria Antonietta, costruito fra il 1782 e il 1783, non distante dal Petit Trianon.

L'hameau de la Reine nel parco di Versailles - Foto: Adnkronos


Non amava la corte, i fasti e lo sfarzo, le cerimonie e l'opprimente cerimoniale la figlia dell'imperatrice d'Austria e moglie di Luigi XVI. Non amava i cortigiani pettegoli e ossequiosi la figlia di Maria Teresa Teresa Asburgo-Lorena, ma anche, però, era invisa ai francesi.

Troppo 'tedesca', troppo distante dal suo popolo d'adozione. Frivola, amante del lusso e dei gioielli, dissipatrice di immense fortune si scrisse, forse per screditarla, per denigrarla dinanzi alla Francia. Maria Antonietta reagì, a modo suo, realizzando un 'hameau', una vera e propria fattoria all'interno della quale aveva fatto costruire una decina di edifici in legno, oggi distrutti, con i tetti di paglia e circondati dal verde, ma anche da primizie come i fagiolini accanto a rose e fiori rampicanti sistemati all'interno di 1.300 vasi bianchi e blu in ceramica, con le sue iniziali 'scolpite'.

C'era poi un laghetto artificiale popolato da carpe e lucci, dove era possibile andare a pescare, un ponte in pietra, una torre, un tempietto, una casa del biliardo e non solo. Facevano parte del villaggio, progettato dall'architetto Richard Mique, stalle per il bestiame, due 'latterie' per preparare creme e formaggi, una colombaia, adibita anche a pollaio, un fienile che, all'occorrenza poteva trasformarsi in sala da ballo.

Il pezzo forte era sicuramente la 'casa della Regina', nulla di austero, di monacale. Sale da pranzo e da tric trac, sala da biliardo, guardaroba, diversi appartamenti a disposizione anche degli ospiti. La semplicità e la sobrietà regnava, però, nell'abbigliamento regale. La regina di Francia amava indossare abiti leggerissimi, in voile di cotone, cappelli di paglia; mungeva vacche e capre usando però secchi di porcellana. Dopo solo due anni sarebbe scoppiata la Rivoluzione francese e 'l'autrichienne', l'austriaca, come l'apostrofavano, con disprezzo, i francesi sarebbe stata ghigliottinata.

Dopo la tormenta del 1789 i rivoluzionari divisero in lotti l''hameau' della regina scomparsa ma si trovarono pochi acquirenti. Il disegno dell'asta fallì miseramente. Nel corso degli anni quel piccolo paradiso, venne violato, saccheggiato. Sarà Napoleone I sollecitato dalla seconda moglie Marie Luisa, nipote di Maria Antonietta, a far risorgere dalle ceneri l'antico borgo. Anche il miliardario americano Davidson Rockfeller, agli inizi del XX secolo, si innamorò dell'antico borgo di Versailles, lo salvò dallo scempio e da morte sicura. Ma non bastò.

Solo ora, dopo oltre 50 anni, si procederà ad una importante fase di restauri, generosamente finanziati dalla maison Dior, che dovrebbero concludersi nell'estate del 2016. Tutto sarà ricostruito partendo dagli originali, mobili, tappezzeria, arredi, andati distrutti o venduti dai rivoluzionari. Secondo il settimanale francese 'Point de vue', l'ammontare dell'investimento è di circa 5 milioni di euro e persino i colori dei muri, verde pallido, saranno ricostruiti ad hoc accanto ai tessuti, alle stoffe, dominati da una predilezione per i fiori, per i ricami, per le tele de Jouy, da parte della regina di Francia e della sua piccola corte.

Appuntamento, dunque, nel 2016, per la riapertura dell'antico borgo di Versailles di Maria Antonietta, icona di stile, non soltanto nella Francia pre rivoluzionaria, ma anche nel XXI secolo. La maison Dior guidata, all'epoca da John Galliano, le ha dedicato due sfilate nel 2000 e nel 2010. Chissà che a restauro finito non si possa festeggiare con un défilé nei giardini e negli aappartamenti privati della sfortunata regina di Francia.

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