La maison Carven sull’orlo della liquidazione

Il futuro di Carven è appeso a un filo molto sottile. La maison parigina, in amministrazione controllata, dallo scorso marzo contava su Emmanuel Diemoz, ex dirigente di Balmain, per presentare un piano di uscita dalla crisi al Tribunale del Commercio. Ma il manager ha gettato la spugna, mentre era prossimo un accordo con l’azionista di maggioranza della maison, il gruppo di Hong Kong Bluebell, ha appreso FashionNetwork.com.

Pre-collezione autunno 18 di Serge Ruffieux, direttore artistico dall'inizio del 2017 - Carven

Carven si ritrova quindi sull’orlo della liquidazione. Senza la possibilità di presentare un piano di recupero con gli attuali azionisti ed eventuali rinforzi, l’unica alternativa oggi è che un acquirente si presenti davanti al Tribunale. Ma le tempistiche sono molto brevi: la data limite per deporre offerte di acquisto è infatti fissata per venerdì 28 settembre a mezzanotte.
 
Il Tribunale darà in seguito la possibilità di perfezionare le offerte fino a lunedì 1° ottobre a mezzanotte, prima di scegliere tra le proposte il prossimo 4 ottobre. I candidati all’acquisto di questo grande nome del patrimonio della moda francese sono dunque invitati a palesarsi il prima possibile, fa sapere l’ufficio dell’amministratore giudiziario, Abitbol & Rousselet.
 
Secondo le nostre informazioni, se in molti hanno manifestato interesse, una sola offerta concreta è stata formulata al momento, l’unica delle tre proposte fatte lo scorso luglio in occasione della prima udienza ad essere stata mantenuta. Si tratta della proposta avanzata dalla società Cashtex, player del tessile e della pelletteria all’ingrosso, la cui famiglia titolare, guidata da Henry e Daniel Levy, detiene anche il marchio di moda femminile LM Lulu e produce accessori in licenza, come le borse Jean-Louis Scherrer.
 
In base ai documenti che FashionNetwork.com ha potuto consultare durante l’estate, l’offerta riguarda l’acquisizione dei brand, delle insegne, delle licenze e dei brevetti, così come dei contratti di locazione, dei materiali e del personale di Carven per una cifra pari a 500.010 euro. Il progetto prevede di “rilanciare il brand partendo da una struttura ridotta e quindi più gestibile”. Il piano comprende il mantenimento di 50 dipendenti e la ricollocazione di altri 39, puntando a un giro di affari di 15 milioni di euro per il primo anno, per raggiungere i 20 milioni due anni dopo. Il tutto rimanendo in utile.
 
Il fatturato di Carven è stato di 21,5 milioni di euro nel 2017, ma con 5,5 milioni di debiti scaduti. L’anno scorso la maison contava 103 dipendenti, ma il numero sarebbe già stato ridotto.
 
Carven, nome storico della moda francese, è stato fondato nel 1945 da Carmen Tommaso, conosciuta anche con il nome di Marie-Louise Carven. La maison ha conosciuto decenni di successi, con un accelerazione negli anni ’80 e ’90. Da allora, si sono succeduti numerosi cambi di proprietà e di direzione artistica fino al 2008, anno in cui uno dei licenziatari ha preso in mano la società, sotto la spinta di Henri Sebaoun. Un altro periodo favorevole si è aperto, grazie al riposizionamento del brand su un livello premium, meno di lusso e più accessibile, e sotto l’impulso creativo di Guillaume Henry. Nel 2016, Carven è passata sotto il controllo del suo partner distributivo in Asia, Bluebell.
 
Due anni più tardi, la società è ora in attesa di conoscere quale sarà il suo avvenire e il Tribunale di vedersi pervenire un’offerta concreta e solida che consenta di evitare il fallimento di una maison nata 73 anni fa.

Versione italiana di Laura Galbiati

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