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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
10 lug 2020
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La Halle è diventato di proprietà del gruppo Beaumanoir

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
10 lug 2020

Mercoledì scorso, tra le offerte presentate al tribunale commerciale di Parigi per comprare la catena francese di negozi d’abbigliamento La Halle (830 punti vendita, 5.400 dipendenti), è stata data preferenza al progetto del gruppo bretone Beaumanoir, annuncia quest’ultimo in un comunicato. L’azienda di Saint-Malo si assicurerà 366 negozi e riprenderà con sé 2.520 dipendenti dell’insegna di moda per famiglie, in amministrazione controllata dal 2 giugno scorso.

Un negozio La Halle - DR


Il perimetro degli asset che il gruppo Beaumanoir si è aggiudicato comprende 150 persone delle due sedi di La Halle (a Parigi e nella regione di Lilla) e riguarda anche uno dei suoi due magazzini, quello di Montierchaume (Indre). 
 
Roland Beaumanoir, presidente del gruppo da 2.700 negozi, che realizza circa 1,3 miliardi di euro di vendite annue, si è detto “orgoglioso e felice di accogliere il marchio La Halle, nonché i suoi collaboratori e partner all'interno del gruppo”.

Tra le 25 offerte d’acquisto presentate per assicurarsi la catena del gruppo Vivarte, concentratesi soprattutto su pacchetti di negozi, apparivano quelle di aziende come Chaussea, Besson, Gémo, Aldi, Carrefour e Lidl. Alcuni di questi attori rilevano punti vendita che non rientrano nel perimetro acquisito da Beaumanoir, fatto che permette di salvare ulteriori posti di lavoro. Aggiungendo a quella dell’insegna Chaussea l’offerta di Chauss34 (catena attiva nel Sud della Francia), anch’essa accettata dal tribunale, si arriva a 3.334 posti di lavoro mantenuti su 5.400 unificando i tre dossier, secondo AFP
 
Fondata nel 1984 dalla famiglia Grieco, la catena francese Chaussea (360 punti vendita) ci conferma infatti che si è assicurata 128 location e 700 ex dipendenti di La Halle. Inoltre, le offerte delle aziende distributrici di generi alimentari saranno valutate in una seconda fase. Un piano di salvaguardia del lavoro (PSE) sarà lanciato in seguito per i dipendenti che non saranno riassorbiti. Un contingente che potrebbe raggiungere 1.500 persone.

La Halle aveva fuso le sue due insegne (abbigliamento e calzature) nel 2019. - La Halle


Come ci ha spiegato Jérôme Drianno, amministratore delegato di Beaumanoir alla fine di giugno, l'acquisizione di La Halle è “un vero progetto di marca, al fine di risanare e modernizzare La Halle, con una dotazione di investimenti sostanziosa, da oltre 60 milioni di euro. La famiglia Beaumanoir impegnerà anche dei fondi personali in questo rilancio”. Il gruppo bretone, che possiede i marchi Cache Cache, Morgan, Bonobo e Bréal, copre con La Halle un nuovo segmento di mercato sul quale non era presente, quello della moda per la famiglia a basso prezzo. E rafforza ulteriormente la sua presenza retail in periferia, dopo che recentemente non era riuscito a comprare Naf Naf.
 
La Halle, che ha registrato vendite per 847 milioni di euro nel 2018/19, ha sofferto durante la crisi del Covid-19, ma era in difficoltà già da qualche anno. Poi ha visto il suo caso peggiorare di fronte alle conseguenze del movimento dei gilet gialli e degli scioperi. Durante il lockdown (otto settimane di negozi chiusi), l’azienda ha perso circa 80 milioni di euro di fatturato al mese, secondo il PDG di Vivarte, Patrick Puy.

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