×
1 445
Fashion Jobs
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Agile Delivery Manager
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Loss Prevention Coordinator
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Area Manager Italia e Svizzera - Giorgio Armani
Tempo Indeterminato · MILANO
AMINA MUADDI
Product Manager Assistant
Tempo Indeterminato · MILANO
247 SHOWROOM
Regional Account Manager Emea
Tempo Indeterminato · MILANO
BURBERRY
IT Project Manager
Tempo Indeterminato ·
BURBERRY
District Manager Outlets Northern Europe
Tempo Indeterminato · MILANO
ANTONIA SRL
Fashion Buyer-Woman Collection
Tempo Indeterminato · MILANO
SIDLER SA
Hse Specialist / Mendrisio
Tempo Indeterminato · MENDRISIO
RANDSTAD ITALIA
HR Business Partner
Tempo Indeterminato · MILANO
BOTTEGA VENETA S.R.L
Bottega Veneta Global Digital Media Specialist
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Buyer Men's Rtw & Accessories Linea Giorgio Armani
Tempo Indeterminato · MILANO
GIORGIO ARMANI S.P.A.
E-Commerce Buying Coordinator
Tempo Indeterminato · MILANO
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
e- Commerce Specialist - Settore Fashion
Tempo Indeterminato · MILANO
LAVOROPIÙ DIVISIONE MODA
Sales Manager -Showroom Accessori e Abbigliamento Uomo
Tempo Indeterminato · MILANO
DR. MARTENS
Credit Controller - Italy
Tempo Indeterminato · MILANO
ALYSI
Addetto/a Commerciale Estero
Tempo Indeterminato · ROMA
ANONIMA
Sales Manager
Tempo Indeterminato · CREMONA
GIORGIO ARMANI S.P.A.
E-Commerce Buyer
Tempo Indeterminato · MILANO
WOOLRICH EUROPE SPA
e - Commerce Operations & Digital Specialist
Tempo Indeterminato · BOLOGNA
GIORGIO ARMANI S.P.A.
Retail Planner
Tempo Indeterminato · MILANO
GI GROUP SPA - DIVISIONE FASHION & LUXURY
Account Executive - Showroom Premium Brand
Tempo Indeterminato · MILANO
Di
Ansa
Pubblicato il
5 lug 2021
Tempo di lettura
2 minuti
Condividi
Scarica
Scaricare l'articolo
Stampa
Clicca qui per stampare
Dimensione del testo
aA+ aA-

La Francia indaga su quattro big della moda per sfruttamento degli Uiguri

Di
Ansa
Pubblicato il
5 lug 2021

Un passo ritenuto 'storico'. La Francia apre un'inchiesta per "occultamento di crimini contro l'umanità" nei confronti di quattro colossi dell'abbigliamento accusati di sfruttare il lavoro degli Uiguri, la minoranza musulmana che vive nel nordovest della Cina.

Ansa


Uniqlo France, del gruppo giapponese Fast Retailing, ma anche la spagnola Inditex (proprietaria dei marchi Zara, Bershka, Massimo Dutti), Smcp (tra cui Sandro, Maje, de Fursac) e il produttore di scarpe sportive Skechers sono tra i marchi oggetto dell'indagine aperta a fine giugno, dopo la denuncia dall'associazione anticorruzione Sherpa, insieme al collettivo Ethique sur l'etiquette, l'Istituto Uiguro d'Europa (Iode). 

"È una prima assoluta, questa inchiesta rappresenterà necessariamente un rischio giudiziario e una responsabilizzazione supplementare per tutti coloro che, in tutta impunità, pensano di poter importare in Francia, per arricchirsi, risorse e prodotti al prezzo di lacrime e sangue", sottolinea il legale dell'accusa, William Bourdon, intervistato dalla France Presse.

La denuncia si appoggia, tra l'altro, sul rapporto pubblicato nel marzo 2020 dall'Ong australiana Aspi (Australian Strategic Policy Institute). Le associazioni accusano i marchi di commercializzare prodotti fabbricati in parte o nella loro interezza nelle fabbriche in cui la minoranza musulmana viene sottoposta a lavoro forzato.

"È storico!", sottolinea in un tweet l'europarlamentare francese già sanzionato da Pechino per la sua lotta in favore dei diritti umani in Cina, Raphael Glucksmann: "Le multinazionali sono state per lungo tempo al di sopra delle leggi. Oggi”, conclude, “è il centesimo anniversario del Partito comunista cinese. Facciamo di questo primo luglio una giornata di solidarietà con i deportati uiguri". 

La situazione degli Uiguri è motivo di un confronto sempre più acceso tra Occidente e Cina. Diversi Paesi, tra cui gli Usa, evocano il "genocidio", mentre numerose Ong accusano Pechino di aver internato dal 2017 oltre un milione di uiguri in centri di rieducazione. La Cina smentisce assicurando che si tratta di "centri di formazione professionale" per allontanarli dalla radicalizzazione islamica. Diverse multinazionali come la stessa Uniqlo, H&M, Nike e Adidas si sono impegnate lo scorso anno a boicottare il cotone dello Xinjiang e sono a loro volta oggetto di appelli al boicottaggio da parte di Pechino. 

Copyright © 2023 ANSA. All rights reserved.