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La Fashion Week di Parigi amplia i propri orizzonti

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
21 feb 2020
Tempo di lettura
5 minuti
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Dopo New York, Londra e Milano, Parigi chiude la maratona delle collezioni di prêt-à-porter femminile per l’Autunno-Inverno 2020/21 in un contesto travagliato, in particolare a causa dell'epidemia di coronavirus, che ha generato il panico questo week-end a Milano spingendo Giorgio Armani e Laura Biagiotti a sfilare a porte chiuse. La Settimana della Moda francese, che debutta lunedì, promette comunque un bellissimo calendario, fatto di 70 sfilate, contro le 75 della stagione scorsa, e 26 presentazioni.

Un'immagine dello show di Dries Van Noten per Christian Lacroix dello scorso settembre - © PixelFormula


I grandi nomi del lusso francese, da Chanel a Dior, passando per Saint Laurent, Lanvin, Margiela, Balenciaga, Hermès, Givenchy o Louis Vuitton, saranno tutti presenti dal 24 febbraio al 3 marzo. Più di 5.000 visitatori sono attesi a questa sessione, per scoprire le tendenze e le novità per il prossimo inverno.
 
A fianco delle grandi case di moda dovrebbero brillare anche le griffe più giovani ma ormai affermate, che hanno permesso alla piazza parigina di rinnovarsi, come Off-White, Koché, Marine Serre, Lemaire, ecc. Come ogni stagione, esse saranno circondate da una miriade di marchi giapponesi che presentano le loro collezioni a Parigi (Mame Kurogouchi, Anrealage, Issey Miyake, Yohji Yamamoto, Junya Watanabe, Comme des Garçons, Sacai, Beautiful People, Junko Shimada).

Alla già ricca comunità giapponese, in questa stagione va ad aggiungersi un altro nome di prestigio, quello di Noir di Kei Ninomiya. Un altro marchio uscito dal vivaio "Comme des Garçons". Laureatosi in letteratura francese, il designer nipponico è transitato per la Royal Academy of Fine Arts di Anversa, prima di abbandonarla per unirsi nel 2008 a Rei Kawakubo, per la quale ha lavorato come modellista, per poi lanciare la collezione Noir nel 2012 sotto la sua egida. Conosciuto per le costruzioni scultoree e artigianali, che lavorano sui materiali e gli effetti di ripetizione, lo stilista sfilerà per la prima volta nel programma ufficiale parigino sabato 29 febbraio.
 
Continuando ad allargare i propri orizzonti, la Settimana metterà al centro anche la moda africana, accogliendo nel giorno d’apertura il nigeriano Kenneth Izedonmwen, che sfila lunedì con la sua label Kenneth Ize. Il designer era tra gli otto finalisti del Prix LVMH 2019 e la sua collezione sarà presentata anche nello showroom della Federazione francese Sphere dedicato ai giovani talenti. Originario di Lagos, lo stilista è cresciuto a Vienna, in Austria, dove si è laureato all'Università di Arti Applicate, prima di tornare in Nigeria, dove ha creato la sua casa di moda nel 2016. La sua moda colorata e destrutturata fonde l’artigianato locale con una visione contemporanea.
 
Alla Fashion Week di Parigi del febbraio-marzo 2020, l’Africa sarà presente anche attraverso la presentazione della collezione del sudafricano Thebe Magugu, vincitore del Prix LVMH 2019, che avverrà anche in questo caso nell’ambito dello showroom Sphere, ma anche grazie al primo défilé, nel calendario "off", il 25 febbraio, del nigeriano Idris Balogun, col suo brand Winnie. Nato a New York, quest’ultimo è cresciuto a Londra e ha lavorato per Burberry e Tom Ford, prima di lanciarsi in proprio nel 2018.

Noir by Kei Ninomiya è entrato nel calendario parigino - PixelFormula


Per quanto riguarda le etichette francesi, i fari saranno puntati sullo show di Coperni, il marchio che Sébastien Meyer e Arnaud Vaillant hanno rilanciato con successo l’anno scorso. Dopo due stagioni di presentazioni, Coperni sfilerà martedì 25 febbraio. Una prima volta per la coppia, che non ha mai sfilato con il proprio brand, anche al tempo della sua creazione e della prima fase di attività, tra il 2013 e il 2015.
 
L’altro nome da scoprire è quello di Gauchere, che sfila per la prima volta nel calendario ufficiale della Fashion Week di Parigi martedì 3 marzo. Questo marchio di prêt-à-porter parigino è stato creato dalla tedesca Marie-Christine Statz, cresciuta a Düsseldorf. Laureatasi alla Parsons School of Design di New York, poi passata per la Chambre Syndicale de la Couture di Parigi, si è fatta le ossa da Narciso Rodriguez e Diane von Furstenberg, prima di lanciare nel 2013 il proprio brand dallo stile minimalista.
 
Altro momento molto atteso è lo show di Kenzo, mercoledì 26 febbraio, che torna in passerella col suo nuovo direttore artistico, Felipe Oliveira Baptista, che in questa occasione svelerà la sua prima collezione per la maison. Da notare anche il ritorno di Valentin Yudashkin, che sfilerà il 3 marzo, dopo essersi allontanato dalle passerelle di Parigi per due stagioni.
 
Questi 4 nomi nuovi e 2 come-back compensano in parte le 11 defezioni registrate in questa sessione, almeno quattro delle quali sono legate al flagello del coronavirus. I problemi, soprattutto nelle consegne, causati dal blocco in Cina di gran parte delle attività economiche, hanno costretto sei marchi cinesi a ritirarsi, tra i quali Masha Ma, Shiatzy ChenUma Wang e Jarel Zhan, che erano già iscritti nel programma delle sfilate. Alcuni, come Uma Wang, presenteranno comunque la loro collezione in showroom.

Ispirandosi all'iniziativa milanese di sostegno alla Cina, la Federazione francese ha previsto anche lei un dispositivo specifico sui social network per gli stilisti che non possono essere a Parigi, mentre per gli asiatici che non saranno in grado di partecipare alla settimana parigina, è prevista la diffusione "su Weibo e Douyin, delle sfilate e presentazioni delle maison iscritte nei calendari ufficiali".

Rahul Mishra ha previsto una presentazione, ma non uno show, poiché ormai sfila durante la Haute Couture. Courrèges salta il turno, privo com’è di designer, dal momento che la sua direttrice artistica Yolanda Zobel se n’è andata dopo tre stagioni.
 
Manish Arora ha invece optato per un format diverso. “Abbiamo deciso di realizzare un video e un servizio fotografico con la nuova collezione, che verranno spediti via e-mail il 27 febbraio. È un altro modo di esprimersi. Pensare a un evento d’impatto è più eccitante che mostrare i vestiti in cinque minuti senza che il pubblico abbia il tempo di vederli bene”, ha spiegato a FashionNetwork.com lo stilista indiano, che promette di tornare in calendario il prossimo settembre con “un vero show-performance”.

Kenneth Ize debutta a Parigi lunedì 24 - ph Rakuten Fashion Week Tokyo


Altri assenti in questa stagione sono Afterhomework, Cédric Charlier, il marchio londinese underground del designer cinese Yang Li e Anton Belinskiy trasferitosi all'ultimo momento nel calendario delle presentazioni. Da notare che la coreana Moon Young Hee, che non figura più nel calendario da alcune stagioni, continua a sfilare nel cartellone "off", mentre Aalto, l’etichetta del finlandese Tuomas Merikoski, che aveva rinunciato lo scorso settembre, non è tornata a sfilare in questa sessione.
 
La Settimana parigina è come di consueto ricca di eventi collaterali, cui si aggiungono una moltitudine di presentazioni e quasi venti show inseriti a margine del programma ufficiale. Tra i momenti salienti ci saranno anche il rilancio di Hervé L. Leroux, il défilé di Guy Laroche, che promette una performance inedita, o la proiezione, solo per alcune sessioni eccezionali durante la Paris Fashion Week, del documentario "Colette Mon Amour", che racconta gli ultimi sei mesi di attività del famoso concept store parigino.

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