La donna Celine di Hedi Slimane disprezzata dalla stampa di lingua inglese

Un’adolescente estremamente magra, in miniabito nero con una veletta in testa che si muove in una discoteca. Questa è l’immagine della donna Celine versione Hedi Slimane che rimane impressa nella mente al termine della più attesa sfilata della Settimana della Moda di Parigi.

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Celine - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula

Da quando ha sfilato questo “giornale notturno della gioventù parigina”, presentato venerdì scorso agli Invalides, i difensori del nuovo direttore artistico francese e i partigiani del suo precedessore, la britannica Phoebe Philo, autrice di un guardaroba minimalista e confortevole per una donna autosufficiente, sono impegnati in una vera guerra sui social network.
 
Questi ultimi accusano lo stilista star oggi cinquantenne, che in precedenza aveva lavorato per Dior e Saint Laurent, di aver gettato alle ortiche l'heritage della creatrice femminista, il cui regno di dieci anni alla guida di Celine ha largamente contribuito al successo del marchio.
 
Lou Stoppard, di GQ edizione Regno Unito, non usa mezzi termini: questa tattica della terra bruciata è “orribile” per le donne “che volevano solo poter indossare qualcosa che non fosse degradante”.
 
Persino i fan di Slimane ammettono che ha fatto passare sotto un rullo compressore l’eredità stilistica della Philo. Lo stilista ha presentato il suo défilé “Celine 01”, come se il brand non fosse esistito per 70 anni prima del suo arrivo, e ha cancellato dall'account Instagram tutte le immagini delle campagne militanti e cerebrali che si riferivano alla scrittrice americana Joan Didion dell’era Philo. Esse sono poi riapparse su due account ‘ribelli’ di Celine, non ufficiali.
 
Mentre la stampa francese si è meravigliata davanti alle creazioni molto sartoriali di Slimane, gli anglosassoni hanno deplorato l’immagine retrograda della donna trasmessa da questa collezione un anno dopo il lancio del movimento #MeToo. “Hedi Slimane è il Donald Trump della moda?”, s'interroga l’Hollywood Reporter.
 
“Philo era notevole perché non assimilava il potere di una donna alla sua sessualità”, rincara la dose il Guardian, mentre Jo Ellison del Financial Times denuncia il modo in cui Hedi Slimane ha raso al suolo il decennio Philo grazie al quale Celine oggi vale 800 milioni di dollari. “Lo show di Celine celebra un mondo super magro, adolescente e quasi esclusivamente bianco”, scrive Jo Ellison.
 
Vanessa Friedman, del New York Times, stima che Hedi Slimane, che si è isolato a Los Angeles negli ultimi due anni per dedicarsi alla fotografia, l’altra sua passione, non sia più in sintonia con la sua era.
 
“Due anni fa, quando Mr. Slimane ha lasciato la moda (e Saint Laurent), il mondo era diverso”, scrive. “Le donne erano diverse... Si sono evolute. Ma non lui”.
 
Coloro che con l’arrivo Hedi Slimane temevano “la fine dell’epoca in cui Celine definiva ciò che significava essere una donna intelligente, adulta, ambiziosa ed elegantemente nevrotica, avevano ragione”, aggiunge.
 
Hedi fa Hedi
 
In una recente intervista al Figaro, Hedi Slimane ha riconosciuto di perseguire “ossessivamente [la ricerca di] un’allure, una silhouette”.
 
“Hedi fa Hedi (da Dior) interpreta Hedi (da Saint Laurent) e ancora Hedi (da Celine)...” fa notare la famosa blogger Julie Zerbo.
 
In questo coro di critiche, Christina Binkley, del Wall Street Journal, relativizza la questione. “Quando Slimane ha proposto il suo stile da Saint Laurent, la gente l’ha detestato”, ricorda. I proprietari del gruppo LVMH, al quale Celine appartiene, “sanno che i ricavi aumenteranno”.
 
Per l’editor freelance statunitense Mikelle Street, le persone che criticano Slimane non capiscono che “esiste una categoria di clienti che lo seguono da un marchio all'altro. Così può fare ciò che vuole”.
 
Gli Slimaniacs che attendevano il ritorno del loro idolo lo difendono, ma le loro voci si perdono tra quelle, molto più numerose, di coloro che lo odiano.
 
Una fan della Philo, con il cuore spezzato, riassume bene l'umore del momento. “Mi sono appena resa conto di aver amato tanto (il vecchio marchio) Celine. È elegante, è comodo, è fatto per una donna del futuro di qualsiasi età o taglia. Ciò che ho visto venerdì è un tornare indietro di vari decenni”.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

Copyright © 2019 AFP. Tutti i diritti riservati.

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