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Pubblicato il
18 feb 2020
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La Cina emette 1.600 certificati su cause di forza maggiore

Di
Ansa
Pubblicato il
18 feb 2020

La Cina ha prodotto più di 1.600 documenti che certificano la cause di forza maggiore per proteggere le aziende dai danni legali derivanti dal focolaio del coronavirus (COVID-19). Il China Council for the Promotion of International Trade (CCPIT) ha emesso 1.615 certificati fino a venerdì, 14 febbraio, per le aziende che operano in oltre 30 settori, per un valore contrattuale totale di 109,9 miliardi di yuan (circa 15,7 miliardi di dollari).

ansa


Il certificato esonera le aziende dall'obbligo di non adempiere o adempiere parzialmente ai propri obblighi contrattuali, dimostrando di patire circostanze che esulano dal loro controllo. L'epidemia COVID-19 ha ritardato la produzione per alcune aziende, poiché le misure di quarantena hanno impedito a molti lavoratori di tornare ai loro posti di lavoro. Secondo il CCPIT, alcune aziende hanno presentato il certificato ai loro clienti e si sono accordate su una data successiva per evadere gli ordini senza dover affrontare responsabilità legali. Un'azienda manifatturiera nella provincia di Zhejiang, in Cina orientale, è stata la prima ad ottenere il certificato il 2 febbraio per giustificare la mancata evasione di un ordine di 2,4 milioni di yuan all'estero, che avrebbe potuto comportare un risarcimento di 30 milioni di yuan.

I certificati di forza maggiore del CCPIT sono riconosciuti dai governi, dalle dogane, dalle associazioni di categoria e dalle imprese di oltre 200 Paesi e regioni. Per ridurre al minimo le perdite per le aziende del commercio estero in mezzo all'epidemia, soprattutto a causa di violazioni contrattuali, il ministero del Commercio ha incaricato sei associazioni di categoria in settori come il tessile, l'industria mineraria, i macchinari e la sanità di aiutare con la consulenza legale e la richiesta di certificati di forza maggiore.

Le autorità cinesi hanno anche esortato i funzionari locali ad aiutare le aziende finanziate dall'estero a riprendere il lavoro e ad operare, mentre la provincia di Shandong, in Cina orientale, ha introdotto una serie di misure come lo sgravio fiscale e il differimento dei pagamenti delle assicurazioni sociali.

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