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29 apr 2022
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La beauty industry verso i livelli pre-covid nel 2022

Pubblicato il
29 apr 2022

La beauty industry viaggia verso i livelli pre-covid nel 2022, spinta dagli investimenti in ricerca e innovazione, nonostante gli elementi di incertezza che caratterizzano la situazione attuale. A dirlo è il vice presidente di Cosmetica Italia, Benedetto Lavino, in apertura del 6° Beauty Summit Pambianco, svoltosi il 28 aprile a Palazzo Mezzanotte a Milano. 

Palazzo Mezzanotte ospita il 6° Beauty Summit di Pambianco


“I valori preconsuntivi sul 2021 sono leggermente al rialzo rispetto alle precedenti stime e dimostrano la natura anelastica del comparto. Anche davanti agli elementi di incertezza che caratterizzano l’attuale situazione, le previsioni per il 2022 sono all’insegna di un graduale recupero dei valori pre-crisi”, dice Lavino.
 
Alla giornata di lavori sono intervenuti alcuni imprenditori e manager di punta del settore. Emmanuel Goulin, direttore generale di L’Oréal Luxe Italia, ha affrontano il tema delle strategie necessarie a posizionare un beauty luxury brand sul mercato. L’approccio corretto richiede una visione multicanale specifica che si compone oggi di profumerie, grandi magazzini, boutique ed e-commerce.

Luca Lomazzi, country general manager Shiseido Italy, ha spiegato come oggi l’azienda fra i suoi driver di crescita inserisca la capacità di essere contemporaneamente local e global. Focus anche sull’investimento in ricerca che, grazie ai loro 8 centri di sviluppo nel mondo, li pone oggi all’avanguardia sia nello spostamento verso l’uso di prodotti sempre più di origine naturale, che in termini di performance.
 
Davide Tavaniello, co-founder e co-ceo Hippocrates Holding, ha dato voce all’evoluzione del canale distributivo delle farmacie, sempre più destinate ad aggregarsi e a fare sistema. L’azienda ha lanciato anche una private label con linee di integratori e igiene e dermocosmetica con l’obiettivo di portarla al 10/15% del fatturato.
 
A chiudere la fase introduttiva della mattinata è stato Walter Ricciotti, managing partner di Made in Italy Fund. “Il mercato del Beauty è oggi uno dei più interessanti per i fondi di Private Equity. Come fondo intendiamo continuare a investire in questo settore, che ha dato prova in questi ultimi anni di buona resilienza e di una ineguagliabile capacità di innovarsi e reinventarsi, per intercettare i nuovi trend”.
 
Il summit è ripreso con la testimonianza di Carlo Bertolatti, general manager Yves Rocher Italia, che realizza l’80% del suo fatturato con la vendita diretta. L’intervento ha analizzato l’importanza di una vendita multicanale che fornisca ai clienti un’esperienza di marca sempre più coerente e gratificante. Altra leva di sviluppo importante è quella della sostenibilità che porterà il gruppo, già società Benefit dal 2021, a diventare nei prossimi anni B corp a livello internazionale.
 
Un ulteriore approfondimento è scaturito dal contributo di Federica Montelli, Head of Fashion Rinascente, che ha evidenziato come la distribuzione abbia dovuto gestire il cambio di consumatore, in questi ultimi anni prevalentemente domestici. Una clientela locale ha richiesto maggiore rotazione di prodotto e un approccio esperienzale che li ha spinti a creare maggiori interazioni fra moda e beauty. Inoltre il department store sta implementando un nuovo format di Beauty bar, funzionale a presentare brand emergenti o progetti di nicchia ai loro consumatori.

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