LVMH interrompe la joint venture con De Beers

LVMH ha siglato un accordo per la vendita delle sue quote all'interno della joint venture paritetica De Beers Diamond Jewellers (DBDJ) al suo partner sudafricano De Beers, annuncia il gruppo francese in una nota interna, confermando le indiscrezioni apparse in questi giorni sulla stampa specializzata. La cessione, il cui importo non è stato divulgato, è immediatamente efficace.

La boutique De Beers inaugurata a fine 2016 su Madison Avenue a New York - DR

Dell’accordo dovrebbero beneficiare entrambi i soci, sottolinea il gruppo francese del lusso. Esso consente a LVMH di concentrarsi sui propri marchi di gioielli (Bulgari, Chaumet e Fred) e a De Beers di internalizzare ed integrare le sue operazioni di vendita al dettaglio con le altre attività diamantifere.
 
La società britannica De Beers Diamond Jewellers, posseduta al 50% dai due gruppi, era stata creata nel 2001 per consentire da un lato a LVMH di rafforzarsi nel settore della gioielleria aprendo e gestendo la catena di negozi dedicata ai gioielli De Beers, e dall’altro al numero 1 mondiale dei diamanti di appoggiarsi alla vasta rete distributiva del gruppo francese.
 
Nel frattempo, nel 2011, LVMH ha comprato Bulgari, che ha appena dotato di un nuovo stabilimento produttivo ultra moderno e performante, con un investimentio stimato di 35 milioni di euro. L’acquisizione ha rafforzato l’impero di Bernard Arnault nel segmento della gioielleria, fino ad allora il suo punto debole, visto che comprendeva i soli marchi Fred e Chaumet, due realtà secondarie.

Ora, il gruppo francese può mostrare i muscoli nell’universo della gioielleria e concretizzare così le proprie ambizioni. Nel 2016, il suo business negli orologi e gioielli ha raggiunto i 3,468 miliardi di euro di vendite, registrando una crescita del 5%.

(Versione italiana di Gianluca Bolelli)

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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