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Adnkronos
Pubblicato il
16 gen 2011
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L'uomo moderno sfila a Milano

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Adnkronos
Pubblicato il
16 gen 2011

Da Firenze a Milano, la moda maschile ancora protagonista della passerelle. Appena concluse le sfilate di Pitti Uomo, gli stilisti del Made in Italy presentano le nuove collezioni pret-à-porter autunno inverno 2011-2012 a due passi dal Duomo milanese. Dopo il successo della Women Fashion Week, la macchina organizzatrice della Camera Nazionale della Moda Italiana, porta anche l'evento maschile a Palazzo Giureconsulti, in via dei Mercanti. Sarà questo, fino al 18 gennaio, il polo di attrazione per i circa 10.000 operatori del settore provenienti da tutto il mondo.


Sfilata Prada A/I 2011/2012 a Milano. Copyright © 2011 AFP

Il calendario prevede un totale di 87 collezioni: 39 sfilate per 36 marchi, 33 presentazioni per 32 marchi e 16 presentazioni su appuntamento. Numerosi saranno anche gli eventi culturali collaterali. "Si tratta ancora una volta di una scelta di coraggio e coerenza - ha commentato il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli - L'apertura verso la città, che abbiamo proposto con successo a settembre, non vuole essere un evento sporadico, ma deve diventare lo stile con il quale la Moda italiana accoglie il mondo a Milano".

Un assaggio di come si vestirà l'uomo il prossimo inverno ce lo dà già Roberto Cavalli che ieri ha presentato le sue creazioni maschili all'insegna degli Anni Settanta (con giacche slim, pantaloni stretti ma svasati in fondo e foulard annodati al collo) nella Caserma di Corso Italia davanti ad un parterre di vip. Tra loro Giorgio Pasotti, Filippo Nigro, Vinicio Marchioni, Cesare Cremonini, Morgan, Francesco Sarcina de 'Le Vibrazioni', Paola Maugeri, Ivan Olita, il calciatore Adrian Mutu Devendra Banhart. Alla sfilata è seguito un party.

C'è tutto lo stato maggiore della moda ai defilé milanesi: Dolce & Gabbana, Jil Sander, Carlo Pignatelli, Giorgio Armani, Scervino, Ferragamo, Prada, John Varvatos e tanti altri.

La collezione di Re Giorgio punta ad un Uomo metropolitano che veste in totale libertà dei movimenti. Una collezione fluida e leggera che si cala in una realtà intensamente urbana. Dove sono i cappotti, a volte doppiati con gilet, a dare protezione e calore, e a costruire un’immagine completamente nuova. Cappotti dalle spalle non troppo ampie, dalla lunghezza decisa - 130 centimetri - dall’aspetto asciutto, purificato, in cui è la costruzione del colletto - asimmetrico, doppio, chiuso dal parafreddo, montante - a determinare la silhouette decostruita.

Tra gli elementi di nuovo design, i pantaloni che mescolano la disinvoltura dello sport - un bordo di maglia al fondo, che può essere nascosto dalla lunghezza della gamba - all’aplomb delle pinces in vita, com’è tipico dello stile Armani.

John Varvatos assicura che è interessato più alla personalità che ai trend. "Ciò che trovo esaltante della moda - afferma lo stilista statunitense - è che si possono usare gli abiti per costruire personaggi che cambiano e crescono da una stagione alla successiva, pur rimanendo fedeli ai propri valori. Lo spirito del mio marchio - continua - è sempre stato una interpretazione moderna della vecchia scuola. Gli uomini che ho in mente sono intrigati dal passato ma non si lasciano intrappolare dalla nostalgia in un sogno anacronistico: sono risolutamente connessi al presente.

Nel mio lavoro, savoir faire tradizionale e un approccio al vestire contemporaneo, nonchalant, non si sono mai esclusi vicendevolmente. Al contrario, sono il DNA del mio stile". Per questo Varvatos ha pensato un viaggiatore. Un uomo, come dice lui "con un grande bisogno di esplorare e fare esperienze; un vagabondo affamato di conoscenza che si muove in treno dalle metropoli alla campagna, per poi tornare indietro". È vestito a strati: indossa il biker di suede sotto il cappotto di lana, o il cappotto-gilet sul cardigan, assicurando il tutto in vita con una cintura robusta.

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