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Ansa
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14 mar 2022
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L'Ue vara nuove sanzioni per isolare la Russia

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Ansa
Pubblicato il
14 mar 2022

Nuove sanzioni e l'autonomia energetica divenuta una corsa contro il tempo. L'Europa esce dal vertice di Versailles invischiata più che mai nel conflitto della Russia ma anche con una road map che, da qui a fine maggio, potrebbe piegare i falchi e dar vita a quello che potrebbe essere davvero un Recovery di guerra.

Ansa


Del resto la situazione in Ucraina peggiora e Bruxelles si ritrova costretta, in qualche modo, a seguire la strada dell'alleato americano. È stata Ursula von der Leyen ad annunciare nuove misure. Stavolta ad essere colpiti sono i beni di lusso europei e il caviale russo, ma anche gli investimenti energetici in loco delle aziende dell'Unione. Ormai, fuori dalle sanzioni, resta quasi solo l'import di gas e petrolio. E non è detto che ci resti a lungo.

Nella Reggia di Versailles i leader Ue si trovano davanti a un punto di non ritorno. Commercio, energia, difesa: Bruxelles si prepara a voltare le spalle a Mosca chissà per quanto ma, per farlo, servono risorse. Il piano proposto da Emmanuel Macron comincia a farsi spazio, a convincere non solo Francia, Italia e Spagna. E c'è già una stima che avrebbe messo sul tavolo l'Ue: duemila miliardi per i prossimi 5-7 anni per coprire il fabbisogno di investimenti del Vecchio Continente. Non saranno tutti, in ogni caso, finanziati con debito comune.

Vanno prima chiariti anche gli obiettivi. Il Consiglio europeo di fine marzo potrebbe dare seguito al calcio d'inizio fischiato a Versailles. Entro metà maggio la Commissione dovrà compilare una proposta. Poi un nuovo vertice straordinario, sempre in Francia e targato Macron (presidenziali permettendo), potrebbe sancire il nuovo corso dell'Ue. Ma c'è un dark side anche nelle sontuose stanze di Versailles. La guerra corre forse anche più della nuova Europa. Con l'emergenza Covid l'Ue ci ha impiegato 5 mesi a varare il Next Generation Ue. Questa volta potrebbero essere troppi. Non a caso la Commissione si è mossa con il piano RepowerEu e preparando uno schema con misure di breve e lungo periodo. La separazione dei prezzi dell'elettricità dal gas - proposto da mesi dalla Spagna - non è più un tabù. Un tetto ai prezzi del gas potrebbe presto vedere la luce. Mentre il presidente dell'Eurogruppo Pascal Donohoe ha aperto ad una maggiore flessibilità europea sull'Iva ai carburanti.

Macron - arrivato dopo il vertice nella Galleria delle battaglie illustrando i decori a Charles Michel e Ursula von der Leyen - ha subito snocciolato i risultati: altri 500 milioni di euro per aiuti militari a Kiev e accoglienza di oltre 2 milioni di rifugiati. Ma nonostante "Putin abbia riportato la guerra in Europa", ha sottolineato, dobbiamo "mantenere il dialogo con i russi, insieme con il cancelliere tedesco. Perché il primo obiettivo resta il rapido ritorno alla pace". Il presidente francese ha anche rivendicato che nel discorso della Sorbona fu lui a insistere per primo, in tempi non sospetti, sull'assoluta necessità di rafforzare la "sovranità europea". "Per qualcuno era una fantasia francese - ha polemizzato -, oggi ha capito che è un imperativo".

Eppure c'è da superare lo scoglio tedesco. Olaf Scholz ha tenuto una conferenza stampa un po' in sordina, soffermandosi ben poco sul Recovery di guerra e ribadendo come lo stop all'import del gas russo non sia un capriccio ma una "posizione europea". Ma il fronte dei falchi potrebbe assottigliarsi. Sia sull'energia - in merito alla quale l'Ue ha fissato nel 2027 l'anno dell'autonomia da Mosca - sia sulla difesa. "Vogliamo investimenti di cui abbiamo bisogno ma in modo coordinato, dobbiamo costruire filiere di difesa europee", ha detto Macron.

Sull'adesione all'Ue dell'Ucraina i leader non si sono spinti oltre un "messaggio di incoraggiamento" e l'impegno a rafforzare l'accordo di associazione in essere, scatenando la delusione di Volodymyr Zelensky: "Dovete fare di più", ha avvertito il leader di Kiev. Ma dal summit l'Ue non esce a pezzi. "A Versailles dopo aver vinto la guerra perdemmo la pace per la volontà di umiliare e dividere l'Europa. Oggi abbiamo il coraggio dell'unità", è stata la chiosa finale di Macron.

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