L’orticoltore cool di Fendi

Che peccato che il Chelsea Flower Show si sia svolto il mese scorso, perché quelli visti nella collezione spiritosa, arguta ed elegante di Fendi presentata lunedì mattina in un giardino di Milano sarebbero stati i vestiti perfetti per l'evento.

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Fendi - Primavera-Estate 2020 - Menswear - Milano - © PixelFormula

Realizzata partendo dall'idea del potere civilizzatore del giardinaggio, la collezione conteneva un'intera serie di outfit da esterno; da coltivatori chic a raffinati giardinieri gentiluomini. Il cast di modelli ha sfilato lungo i sentieri del giardino alberato di Villa Reale, di casa Savoia – mentre la luce penetrava variegata attraverso la pianura, quasi screziando le foglie degli alberi da spiaggia.
 
Il pubblico sedeva con grazia su sedie di vimini, su ognuna delle quali si trovava una piccola cesta con banane in miniatura e pasticcini dolci. Tutto estremamente raffinato.
 
Quaranta sfumature di verde hanno aperto lo show, da pantaloni da lavoro color cetriolo con toppe resistenti alle ginocchia e camicie adatte per qualche scavo importante; e poi un impermeabile salvia per un giorno inclemente; o giacche di maglia cui erano abbinati pantaloni in tinta e sandali dalla punta piatta.
 
Molti giardinieri indossavano grandi cappelli di rafia o di paglia rifiniti con il logo Fendi. In una serie di giochi visivi intelligenti, la designer Silvia Fendi ha usato le strisce marroni e beige simbolo della casa per ricoprire annaffiatoi, rastrelli e cesoie.
 
È stato intelligente anche il modo in cui ha fuso il linguaggio degli elementi tipici del vestire dei giardinieri – come le pesanti tasche esterne applicate – in alcuni grandi abiti sartoriali per la città. Inoltre, in una stagione che ha visto paventarsi il revival del sandalo romano, nessuno ne ha proposto una selezione migliore di quella di Silvia Fendi.
 
“Sono davvero un grande fan del giardinaggio, quindi è stato molto bello inserire quella passione in questo show. È così magico questo posto in cui le modelle possono camminare su dei sentieri ombreggiati; danno il senso di un’esplorazione”, ha commentato Silvia Fendi nel dopo-show.
 
La sfilata ha rappresentato il primo défilé di abbigliamento maschile dopo la morte del direttore creativo Karl Lagerfeld, e del cambio di location, dopo una mezza decade trascorsa in uno spazio espositivo su Via Solari, nella zona sud di Milano. La scelta ha dato uno slancio in più.

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Fendi - Primavera-Estate 2020 - Menswear - Milano - © PixelFormula

Ma la vera grande novità sono state le fantasmagoriche stampe, realizzate grazie ad una collaborazione esclusiva con Luca Guadagnino – mix stravaganti di illustrazioni floreali e grafiche. Il pluripremiato regista ha chiamato questi disegni “Botanics for Fendi”, impiegati dalla stilista in spolverini leggeri, giacche macchiate di colori e ampi parka. Sono persino apparsi su alcune borsette a rete e plaid da picnic in lana. Silvia e Luca sono amici di vecchia data: la Signora Fendi era uno dei produttori associati del film “Io sono l’amore”, diretto da Guadagnino nel 2009.
 
Anche se i capi più cool erano le camicie allungate botaniche, ispirate alla giovinezza di Luca in Etiopia, e in sintonia con la tendenza coloniale insolita e stravagante vista in molti show milanesi di questa stagione.
 
La colonna sonora – creata tramite un remix di opere classiche e orchestrali – era di Ryuichi Sakamoto, il che ha aggiunto molta drammaticità alla sfilata.
 
“L'album originale di Sakamoto era chiamato “Back to Basics”, che è quello che volevo in questa collezione – semplicità, autenticità e natura. Con materiali naturali, lana, cotone, organza di seta e paglia”, ha spiegato Fendi.
           
Quindi, l'anno prossimo, quando verrà il momento del Chelsea Flower Show, sapremo già dove acquistare l’abbigliamento adatto.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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