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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 set 2020
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L'Oréal prevede un ritorno alla crescita nella seconda metà dell'anno

Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
18 set 2020

Lo scorso 10 settembre, il PDG di L'Oréal, Jean-Paul Agon, ha parlato alla conferenza annuale sui servizi finanziari globali di Barclays, il "Barclays Global Consumer Staples", illustrando nel dettaglio le prestazioni del gigante mondiale della bellezza nella prima metà del 2020. Un periodo in gran parte segnato dall'impatto della crisi sanitaria mondiale.

Jean-Paul Agon, CEO di L'Oréal, ha illustrato nel dettaglio le performance del suo gruppo al "Barclays Global Consumer Staples"


Nel primo semestre, il fatturato di L’Oréal è stato di 13 miliardi di euro, in diminuzione dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il gruppo francese ha subito le conseguenze della crisi sanitaria e del contenimento, ma le prestazioni di L’Oréal restano comunque migliori di quelle del mercato globale della bellezza che nei primi sei mesi del 2020 ha visto scendere le vendite dal 13 al 14%. Nel dettaglio del periodo, mentre le vendite di L’Oréal sono scese rispettivamente del 18,5% e del 34,3% in marzo e aprile, la situazione è migliorata nei due mesi seguenti. A maggio il calo è stato del 19,1% e di oltre il 4,6% lo scorso giugno.
 
Nei primi sei mesi dell'anno, non tutte le categorie di prodotti L’Oréal hanno reagito allo stesso modo alla crisi sanitaria. La divisione professionale, che comprende i marchi L’Oréal Professionnel e Kérastase ha visto scendere le vendite del 21,3% fortemente influenzata dalla chiusura dei saloni di parrucchiere. La divisione lusso (Lancôme, Yves Saint Laurent…) ha visto le sue diminuire del 16,8%, colpite in pieno dalla chiusura di profumerie selettive e grandi magazzini. La divisione prodotti di largo consumo, il cui portafoglio è costituito soprattutto da L’Oréal Paris, Garnier ed Essie, ha visto scendere le vendite del 9,4% particolarmente penalizzata dal calo degli acquisti di makeup. Il segmento è anche l'unico del gruppo a registrare vendite al di sotto del mercato mondiale, -6%. Infine, la divisione cosmetica attiva (La Roche-Posay…) è la sola ad esibire il segno ‘+’, con vendite ad un +9%, mentre il mercato mondiale è sceso del 9%. Una performance che potrebbe essere spiegata nel suo complesso da un ripiegamento verso i prodotti di farmacie e drugstore, una rete che invece è rimasta aperta.

In questo periodo molto complesso di crisi sanitaria, le vendite di L’Oréal in Cina hanno comunque sperimentato, nei primi sei mesi dell'anno, un incremento del 17,5%, mentre il mercato cinese della bellezza si è contratto del 4%. Nel solo secondo trimestre, le vendite in Cina di L’Oréal sono salite del 30%, ampiamente trainate dallo skincare e dall’e-commerce.  
 
Inoltre, nel primo semestre le vendite online del colosso francese della bellezza sono salite del 65%, il doppio rispetto al mercato globale, rappresentando il 25% delle vendite totali. Negli USA e in Europa, nel solo secondo trimestre, le vendite online sono addirittura cresciute rispettivamente del 119% e del 91%. La riapertura delle reti fisiche non è riuscita a mettere un freno a questo boom. Infatti, mentre le vendite dell’e-commerce di L'Oréal sono aumentate del 63% ad aprile, il balzo a giugno è stato dell'82%.
 
Il gruppo rileva inoltre che se nella prima metà del 2020 le proprie vendite sono diminuite, la sua redditività è comunque rimasta stabile. Nei primi sei mesi, il margine operativo di L'Oréal si è attestato quindi al 18%, rispetto al 18,6% dell'intero anno 2019.
 
L’Oréal non fa proiezioni, ma spera di riprendere il percorso di crescita su base comparabile nella seconda parte del 2020 e di mantenere la redditività, il tutto superando le prestazioni del mercato globale. Il gruppo, che precisa che manterrà controllate le spese (blocco delle assunzioni, viaggi sospesi, controllo rigoroso degli investimenti…), farà affidamento in particolare su lanci di prodotti forti, sulla crescita dei servizi digitali come i teleconsulti, i test virtuali dei prodotti o anche le prove virtuali nei punti vendita fisici. L’Oréal prevede inoltre una continua crescita dell'e-commerce in tutte le regioni del mondo. Anche la Cina e l’aumento delle vendite di prodotti di skincare, +40% nella prima metà del 2020 contro il +35% nell’intero 2019, sono una grande risorsa per il gruppo. L’Oréal, che interromperà alla fine di questo mese l'attività del marchio di prodotti per la pulizia quotidiana della pelle Clarisonic, rinomato per i suoi device elettronici per la pulizia del viso, intende anche focalizzarsi nuovamente sui suoi marchi più forti.
 
Per concludere, il gruppo si definisce fiducioso per il ritorno alla crescita del mercato globale della bellezza, sostenendo tra l'altro che stanno arrivando nuovi consumatori: anziani, classi medie e uomini. Per L’Oréal l’e-commerce è solo “all’inizio del suo viaggio” e il mercato si trova ad affrontare nuove richieste, incentrate su prodotti naturali, sani e sostenibili.

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