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Pubblicato il
20 apr 2021
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L'Oréal: con l’addio di Jean-Paul Agon vicino, sfide intense attendono Nicolas Hieronimus

Di
AFP
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
20 apr 2021

Dopo 15 anni alla direzione generale di L’Oréal, di cui 10 come PDG, Jean-Paul Agon, che manterrà la carica di presidente del consiglio d’amministrazione, lascerà al suo successore (per raggiunti limiti di età – 65 anni – e di conseguente conclusione del suo mandato) un gruppo solido, internazionale, che sotto il suo operato si è molto rafforzato. Il valore del titolo azionario del colosso francese della cosmetica è infatti quadruplicato in 10 anni, mentre nello stesso periodo l'indice borsistico principale parigino, il CAC 40, è cresciuto (solo) del 50%.

Jean-Paul Agon - DR


“Le cifre, qualunque esse siano, sono tutte buonissime”, osserva Fadi Chebli, partner dello studio Bartle. “L'Oréal ha compiuto progressi in quasi tutti i mercati. Si può dire senza timore di smentita che Jean-Paul Agon lascia una casa in ordine”, continua lo specialista.
 
In effetti, sotto la sua direzione il fatturato è quasi raddoppiato, raggiungendo i 28 miliardi di euro lo scorso anno. Per gli osservatori del settore, Jean-Paul Agon, che come il suo successore Nicolas Hieronimus è un puro prodotto L'Oréal, può attribuirsi diversi successi. Uno di questi è geografico. Il gruppo si è stabilito nell'Asia-Pacifico, compiendovi tali e tanti progressi che ormai la regione, Cina in testa, è il suo motore di crescita più forte, rappresentando un terzo delle sue vendite.

Altro sbocco importante, pur sofferente durante la pandemia, è il “sesto continente” come lo chiama il PDG ancora in carica: quei negozi negli aeroporti dove L'Oréal e i suoi marchi di lusso, come Lancôme e Armani, si sono rafforzati. Infine, il gruppo sembra aver effettuato con successo la transizione all'e-commerce. La pandemia di Covid-19 ha persino “rafforzato i vantaggi strutturali di L'Oréal, inclusa la sua presenza dominante su Internet”, osservava UBS in una nota recente. Un'evoluzione che, secondo gli specialisti, è stata resa possibile anche dalla stabilità del management: L'Oréal ha avuto solo cinque direttori generali in più di 110 anni.
 
Ma il colosso francese non può certo adagiarsi sugli allori: il mondo della bellezza ha cambiato aspetto e ha visto l'emergere di piccoli marchi che in passato non sarebbero mai stati in grado di orientarsi verso i consumatori.
 
“Prima c’era bisogno di budget di marketing colossali (...). Ora si può esistere come brand solo su Internet”, osserva Fadi Chebli. “Tutto ciò ha cambiato le dinamiche, questa frammentazione è andata infatti a stuzzicare i leader del comparto”, in un contesto di mercati stagnanti in Europa occidentale e Nord America.
 
“Si va verso un insieme di piccoli marchi, più locali o adepti del biologico, ma per il momento non ce ne accorgiamo troppo perché le prestazioni (di L'Oréal, ndr.) sono ottime nella regione asiatica”, commenta Jérôme Sanchez, specialista del settore per Vega IM.
 
Il gruppo dovrà inoltre intensificare le proprie ambizioni ambientali e sociali, temi cari a Jean-Paul Agon. “Deve farlo: il rischio di perdita di reputazione è molto alto”, ricorda Jérôme Sanchez, in un contesto che vede i consumatori sempre più attenti alla composizione dei cosmetici e all’impatto di questi prodotti sull’ambiente.
 
“Non importa se è per opportunismo o convinzione, l'importante è che lo facciano”, giudica Fadi Chebli. “I primi [a farlo] vinceranno, anche economicamente”.

Nicolas Hieronimus


Tutti aspetti ben chiari nella mente di Nicolas Hieronimus, 57 anni, nominato vicedirettore generale dell’azienda nel 2017, che prenderà il timone di L’Oréal ufficialmente dal prossimo primo maggio, diventando il sesto CEO in 111 anni del colosso transalpino del Beauty. La sua scelta rappresenta ancora una volta una soluzione interna, che va in direzione opposta rispetto alla tendenza alla femminilizzazione e alla diversificazione dei profili attuali all’interno del gruppo.
 
Figlio di padre produttore televisivo e madre ingegnere aerospaziale, due figli, Hieronimus non ha perso tempo, essendosi laureato a soli 21 anni all’Essec. Due anni dopo entra in L'Oréal facendosi le ossa da Garnier, dove sviluppa il marchio Fructis. Poi la sua carriera si sposta in varie divisioni e regioni del mondo (Regno Unito, Messico). Al ritorno in Francia è per alcuni anni alla testa della divisione prodotti professionali per i saloni di parrucchiere, prima di dirigere L'Oréal Luxe nel 2011. Sotto la sua guida, quattro marchi della divisione hanno varcato la soglia da un miliardo di euro di fatturato: Lancôme, Giorgio Armani, Kiehl's e Yves Saint Laurent.

Hieronimus arriva in un gruppo sano, il cui utile netto l'anno scorso è sceso del 5%, una flessione relativamente contenuta in considerazione dello sconvolgimento rappresentato dalla pandemia, mentre le vendite complessive di L’Oréal sono diminuite di circa il 6%, ma il primo trimestre di questo esercizio ha segnato il ritorno al segno +, con una crescita di oltre il 5%. Il dirigente sarà affiancato da Barbara Lavernos, nuova vicedirettrice generale, che lo conosce da quasi trent'anni e che lo ha definito all’agenzia AFP “un uomo incredibilmente rapido”, “competitivo”, ma fedele nell’amicizia, che “sa cogliere lo spirito del tempo, è molto colto, e conosce L'Oréal da cima a fondo”.

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