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Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
2 lug 2019
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L'Oréal comprerà i marchi Mugler e Azzaro dal gruppo Clarins

Di
Reuters API
Versione italiana di
Gianluca Bolelli
Pubblicato il
2 lug 2019

L'Oréal ha annunciato nella giornata di martedì di aver avviato trattative esclusive con il gruppo Clarins per l’acquisizione dei marchi Mugler e Azzaro.

Un momento dell'ultima sfilata del marchio Mugler con la direzione creativa di Casey Cadwallader - Primavera-Estate 2019 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula


Il perfezionamento dell’operazione, i cui termini finanziari non sono stati dichiarati, potrebbe avvenire nella seconda metà del 2019, precisa il gigante mondiale dei cosmetici in un comunicato.
 
Nella medesima nota, il direttore generale della divisione L'Oréal Luxe, Cyril Chapuy, ha sostenuto che queste griffe “completerebbero alla perfezione il nostro portafoglio marchi”.

L’operazione, che completerà il portafoglio di prodotti di lusso (Lancôme, Armani, Saint Laurent) del colosso globale della cosmesi, avviene a poche settimane di distanza dal perfezionamento del contratto di licenza mondiale che il gruppo francese si è assicurato per i profumi e i cosmetici del marchio italiano Valentino.
 
Mugler e Azzaro rappresentano circa il 26% degli 1,6 miliardi di euro di fatturato annuo 2018 di Clarins, vale a dire circa 410 milioni di euro, ha indicato una fonte vicina al dossier.
 
La transazione copre tutte le attività del marchio Mugler, fondato dal couturier Thierry Mugler, il quale vanta ancora una divisione che si occupa di moda, ma genera la gran parte dei propri ricavi dai profumi. Comprato nel 1991 da Clarins, Mugler ha rivoluzionato il mondo delle essenze profumate nel 1992 con il famosissimo “Angel”, i cui effluvi dolcissimi erano allora insoliti.
 
Per Azzaro, l’operazione riguarda solo il business dei profumi, passati nell’orbita di Clarins nel 1995. Il marchio francese, fondato nel 1962 a Parigi dallo stilista italo-francese Loris Azzaro (è nato a Tunisi da genitori siciliani), è soprattutto noto per il successo dei suoi profumi maschili “Azzaro pour Homme” e “Chrome”.

Clarins, di proprietà della famiglia fondatrice omonima, intende invece concentrarsi sul suo storico core business dello skincare e investire nello sviluppo del proprio brand, soprattutto in Cina, e nella sua trasformazione digitale.
 
“I due marchi troveranno, all’interno di L’Oréal, le condizioni ottimali per la loro durata nel tempo e per il loro sviluppo”, sottolinea la società nota per i suoi trattamenti a base di oli essenziali. In un mercato globale dei profumi estremamente competitivo, dove i lanci di nuove fragranze si contano a centinaia ogni anno e in cui gli investimenti pubblicitari e di marketing per sostenere i brand sono colossali, il vantaggio competitivo di grandi gruppi come L’Oréal, Christian Dior (di proprietà di LVMH), Chanel o Estée Lauder si sta rafforzando.
 
Il colosso francese L'Oréal, che nel 2018 ha registrato un fatturato di 26,9 miliardi di euro e conta 86.000 collaboratori nel mondo, è in ottima forma, trainato soprattutto dall’ottima domanda in Asia (in particolare in Cina), dalla tendenza dei cosmetici d’alta gamma (la divisione di prodotti di lusso è cresciuta del 14% lo scorso anno) e dai prodotti per la cura della pelle, mentre i prodotti per il pubblico di massa (L’Oréal Paris, Maybelline) hanno faticato.
 
Un trend positivo che è proseguito anche nel primo trimestre del 2019, durante il quale L'Oréal ha registrato vendite superiori alle attese, a 7,55 miliardi di euro (+11,4% in un anno, o +7,7% a dati comparabili).

La crescita del mercato mondiale dei profumi è stimata a circa il 5%, una progressione identica a quella del make-up, ma inferiore al 9% ottenuto dai prodotti per la skincare, le cui vendite stanno esplodendo in Asia.

Con AFP

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