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L’Ispo supera i 2.500 espositori

Pubblicato il
today 23 gen 2014
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L’Ispo dell'edizione invernale non ha mai conosciuto gli effetti della crisi. Per forza, verrebbe da dire, bisogna riconoscere che il salone internazionale degli sport opera in regime di quasi monopolio. Inoltre, per accrescere la propria offerta, Messe München sviluppa ogni anno dei nuovi segmenti periferici rispetto agli spazi storici, che sono 'Outdoor', 'Ski' ed 'Action Sports', i quali occuperanno insieme 8 dei 16 padiglioni.

L'Ispo aveva accolto nel 2013 oltre 80.000 visitatori. (Foto: Messe München)


Una strategia che permette alla fiera tedesca di annunciare un nuovo record per la sessione 2014, che scatterà domenica 26 gennaio.

Il centro fieristico riunirà infatti, e per la prima volta nella sua storia, oltre 2.500 espositori, contro i 2.481 del 2013 e i 2.344 del 2012. Gli stranieri rappresentano ancora l'85% dei partecipanti. Tutti i grandi, o quasi, saranno della partita, con Berghaus, Columbia, Merrell, Schöffel, The North Face, Eider, Icebreaker, Jack Wolfskin, Patagonia… Anche negli 'Action Sports', pur se l'industria degli sport di scivolamento non si trova in un grande momento di forma, saranno presenti dei pesi massimi, come Billabong, Nike SB e Quiksilver. Le assenze che non possono non essere notate sono quelle di Lafuma (il marchio, perché il gruppo porterà comunque Millet ed Eider) e di Rip Curl.

Per quanto riguarda l'organizzazione dei padiglioni, la formula resta la medesima con, oltre ai segmenti 'Outdoor', 'Ski' etd 'Action Sports', dei padiglioni dedicati ai settori 'Performance', 'Sportstyle', 'IspoVision', 'Sourcing', 'Health/Fitness' e 'Textrends/Ispo Brand News'.

Messe München intende però concentrarsi principalmente sul diventare nel prossimo futuro, secondo le sue stesse parole, non più un organizzatore di saloni, ma un fornitore di servizi. A fine 2013, sono così stati messi in orbita Ispo Open Innovation e Ispo Community. Il primo è una piattaforma BtoB che punta a consentire gli scambi di conoscenze, allo scopo, dice il comunicato, di far calare del 42% i tempi di sviluppo di un prodotto e del 20% anche il budget che vi sarà dedicato. Si tratta del famoso crowdfounding, di cui si parla tanto in Germania, ma che in questo caso non è preso in considerazione in termini di soldi, ma bensì di competenze e capacità.

Infine, per i consumatori, la Ispo Community permette loro di scoprire i prodotti e soprattutto di pubblicare commenti. Il che può aiutare i marchi a preparare meglio i propri lanci di prodotti con una comunità che annovera già 30.000 membri attivi.

Bruno Joly (Versione italiana di Gianluca Bolelli)

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