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12 mag 2009
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L'infradito Flip-flop dal Brasile con successo

Di
Ansa
Pubblicato il
12 mag 2009

MILANO, 12 MAG - Sono di plastica, ma sono di moda. Sono colorati come caramelle e si vendono sulle bancarelle dei posti di mare, ma anche nelle boutique di culto come la parigina Colette di rue Saint Honoré. Hanno aiutato intere generazioni a entrare in acqua senza graffiarsi sulla roccia.


Modello Flip Flop Grendene

Parliamo dei sandali di plastica, un tempo plasticaccia da poche lire, ora raffinati, confortevoli e naturalmente riciclabili, come la moderna ricerca consente. Il leader mondiale di questi accessori economici (ma nemmeno più tanto: si arriva anche a calzature 'firmate' da 200 euro) e in ogni caso assai trendy, è il gruppo brasiliano Grendene, che è nato nel 1971 e che ne sforna 150 milioni di paia l'anno, fatturando 720 milioni di dollari ed esportando in 85 paesi.

Con il brand Melissa realizza i vecchi cari sandali 'semichiusi' di un tempo, copiati pari pari da quelli dei pescatori francesi, ma ormai anche ballerine di tendenza disegnate da famosi designers come i Fratelli Campana (sembrano nidi di plastica), decolleté sexy con tacco alto (in collaborazione con Vivienne Westwood), scarpe avveniristiche e oniriche (le ha appena ideate la famosa architetta Zaha Hadid) e perfino stivaletti vellutati perché, nel frattempo, la ricerca ha prodotto anche la plastica 'look velvet' perfetta per l'inverno.

Con il marchio Ipanema, invece, Grendene produce le ciabattine-infradito che un tempo si chiamavano 'giapponesi' e ora 'flip-flop', nome onomatopeico per quel leggero rumore a ventosa che notoriamente producono. Fanno flip, ma in ogni caso sono tutto meno che un 'flop': da oggetto poverissimo, sono diventate accessorio snob-accessibile sui 25 euro, e hanno riconquistato il mondo piazzandosi nelle vetrine dei negozi che dettano i trend. Dalle imitazioni, ormai tante, gli Ipanema si distinguono anche grazie al piccolo stemma del Brasile stampato sulle striscioline di plastica.

E siccome da cosa nasce cosa, ora c'é anche una griffe speciale che si chiama 'Ipanema Gisele Bundchen', nata dalla collaborazione con la top model brasiliana che si è innamorata dei sandali e della causa ambientalista: campagna pubblicitaria e vendite aiuteranno infatti un progetto per la salvezza della Foresta Amazzonica. Tornando a Melissa, la giovane brasiliana (di origina italiana) Fabiana Tais Poli, responsabile internazionale del marchio, spiega che loro si considerano "l'industria di riferimento mondiale nel design e nello sviluppo delle calzature in plastica".

Un modo elegante per sostenere che le collezioni Melissa sono copiatissime ma che loro non se ne lamentano, anzi "per noi - dice - è un piacere". E la signora mostra le immagini delle scarpe imitate assai fedelmente da grandi marchi come Louis Vuitton e da stilisti famosi come Marc Jacobs. Il designer americano, che ha lanciato alcune stagioni fa le sue ballerine 'jelly mouse', è stato visto recentemente alla Galeria Melissa di San Paolo: "chissà - scherza Fabiana - quali saranno le prossime creazioni di Marc Jacobs!".

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Moda
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