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15 nov 2022
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L’export di moda bebè italiana registra un calo del -11% nei primi sette mesi

Pubblicato il
15 nov 2022

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per SMI, dopo una crescita di quasi il 19% nel 2021, le vendite estere del segmento italiano di abbigliamento per neonati ha subito nei primi sette mesi di quest’anno una battuta d’arresto, calando del -11,7%.
 

pittimmagine.com


Il giro d’affari totale del comparto si è attestato a 92,3 milioni di euro, mentre i primi sette mesi del 2021 avevano totalizzato vendite pari a 104, 5 milioni di euro, in salita del 31,1%.
 
Sia la UE che i Paesi extra-UE hanno subito delle flessioni, rispettivamente del -10,7% e del -12,9%. I primi quattro mercati per la moda bebè hanno conosciuto dei cali: la Spagna del -6,3%, la Svizzera del 13,3%, la Francia del -12,7% e il Regno Unito del -9,3%. Gli Emirati Arabi, cresciuti di oltre il +260% nel periodo gennaio-luglio 2021, hanno perso il -51,3% nei primi sette mesi del 2022.

“In controtendenza rispetto al dato medio, tra i primi 15 ‘clienti’ della moda bebè troviamo in quinta posizione la Germania, che assorbe il 6,1% dell’export di comparto, in crescita del +2,7%; per un’altra variazione positiva si deve passare in decima posizione dove si posizionano gli Stati Uniti, in aumento del +6,6%”, spiega la nota stampa diramata. “In Russia si rileva inaspettatamente, dato il conflitto russo-ucraino ancora in corso, una dinamica favorevole (+14,7%): va ricordato che per anni il mercato russo è stato il primo sbocco del childrenswear italiano”.
 
Diversa la dinamica per quanto riguarda le importazioni di abbigliamento per neonati, cresciute del +29,9%. La Cina si conferma il primo fornitore, con un’incidenza sul totale importato di comparto pari al 21,4% e una variazione positiva del +34,6%. Il Bangladesh, secondo Paese di approvvigionamento, guadagna il +42,6%; segue la Spagna, con una crescita del +29,3%. In virtù di un importante incremento, pari al +50,5%, l’India passa al quarto posto superando la Francia, in arretramento del -7,7%. I flussi provenienti dai Paesi Bassi archiviano, invece, un aumento del +87,7%, risultando il sesto fornitore di comparto con un’incidenza del 5,3% sul totale importato.
 
Per quanto riguarda il mercato italiano, da gennaio ad agosto 2022 il sell-out di moda junior (che comprende abbigliamento in maglia e tessuto per maschi e femmine tra 0-14 anni, intimo ed accessori inclusi) in Italia è cresciuto a valore del +6,4% e del +4,4% a volume. In particolare, in termini di spesa, il segmento bambino guadagna il +6,8%, il segmento bambina, strutturalmente preponderante, il +6,9% e infine il neonato il +4%.

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