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Pubblicato il
18 feb 2019
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L’evoluzione di Wrad: da community digitale a design company, nel segno della sostenibilità

Pubblicato il
18 feb 2019

Sostenibilità questa conosciuta, potremmo dire oggi. La parola infatti è sulla bocca di tutti nel mondo del fashion, ma non era ancora così nel 2015, quando Matteo Ward, allora trentenne, decise di lasciare il proprio lavoro da Abercrombie per inseguire, insieme a Victor Santiago e Silvia Giovanardi, una vocazione: informare i consumatori sul reale impatto ambientale dei vestiti che indossano.

Matteo Ward, co-fondatore di Wrad


“Il mio ultimo ruolo da Abercrombie è stato quello di Co-Amministratore della Responsabilità Sociale, posizione che mi ha consentito di scoprire il vero costo in termini ambientali dell’industria della moda”, ha raccontato Ward a FashionNetwork.com. “Con Victor Santiago, anche lui ex Abercrombie, abbiamo iniziato a viaggiare in Europa per raccogliere materiali e informazioni. Così è nato Wrad, all’inizio come movimento e pagina Instagram; io creavo i contenuti e Victor le immagini, con l’obiettivo di stimolare una risposta da parte di un pubblico già consapevole di queste tematiche”.
 
Nasce così una vera e propria community digitale e partono le prime partnership, come quella con Marina Spadafora di Fashion Revolution e quella con l’azienda Alisea Recycled and Reused Objects Design di Susanna Martucci, che ha inventato Perpetua, la prima matita realizzata con polvere di grafite riciclata.

“Dall’incontro con Susanna è nata l’idea di tingere i tessuti con la stessa grafite riciclata utilizzata per produrre Perpetua. Facendo delle ricerche, abbiamo scoperto che questa tecnica era già utilizzata dagli antichi Romani, come si evince da alcuni scritti di Plinio il Vecchio, e che in Calabria, a Monterosso Calabro, esisteva un tempo l’unica miniera italiana di grafite, che veniva utilizzata per tingere i tessuti attraverso un procedimento particolare”, prosegue il suo racconto Wrad. “Abbiamo contattato il Sindaco del paese, che ci ha messo in contatto con sua nonna, la quale si ricordava di questo procedimento di tintura e, insieme ad altre donne di Monterosso, ce l’ha insegnato”.

La Graphi-tee Wrad realizzata in esclusiva per Penelope


Da lì il passo è breve: siamo nel 2017 e Wrad, diventato un vero e proprio brand, il cui sviluppo prodotto e lo stile sono curati da Silvia Giovanardi (co-founder ed ex Etro), lancia la sua t-shirt Graphi-tee, tinta con polvere di grafite riciclata dalle lavorazioni di Tecno EDM, azienda di Torino che produce elettrodi. “Graphi-tee non è una semplice maglietta, ma un vero e proprio servizio, che ha un triplice impatto: sulla comunità di Monterosso Calabro, che grazie a questa iniziativa sta ricevendo dei fondi regionali; sull’ambiente, visto che ricicliamo uno scarto di produzione che altrimenti andrebbe smaltito; e sull’individuo che indossa i nostri capi: la grafite è infatti una sostanza naturale e atossica”.
 
Nel 2017 Graphi-tee viene premiata con il Red Dot Design Award; nel settembre 2018 il progetto è finalista al Green Carpet Award di Camera Nazionale della Moda, mentre Monterosso Calabro, per aver tramandato la tradizione di tintura minerale, vince l’HandPrint Award.
 
Nel frattempo, proseguono le collaborazioni: “Il nostro primo retail partner è stato Yoox, che ci ha chiesto una capsule per la sua piattaforma Yooxygen, dedicata alla moda sostenibile. È nata così Wradoscope, una linea di Graphi-tee ispirata ai segni zodiacali: per ogni segno abbiamo sviluppato un oroscopo per vivere il 2018 in modo più sostenibile”, ha spiegato Ward. “Una seconda, importante collaborazione è stata quella con Starbucks Reserve Roastery, per il quale oltre alle t-shirt abbiamo realizzato una felpa in canapa e grafite e una giacca in denim, la G-Jacket, prodotta con la Italdenim di Gigi Caccia utilizzando una tecnica a base di chitosano, che riduce del 97% l’utilizzo di acqua. Oggi i nostri capi sono negli Starbucks Reserve Roastery di Milano, New York e Seattle”.

Il team Wrad: da sinistra, Santiago Ferrari, Alvise Bortolato, Victor Santiago, Michelle Dantas, Matteo Ward, Silvia Giovanardi e Tobia Collodo


È datata fine 2018 la collaborazione con il concept store Penelope di Brescia e la sua titolare, Roberta Valentini. “Roberta è una dei buyer che hanno fatto la storia della moda italiana, mai avrei pensato di entrare nel suo spazio, che più che un negozio considero una destinazione culturale”, ha confessato Ward. “Invece è stato più facile con lei che con negozi con una gestione prettamente commerciale. Abbiamo sviluppato un progetto a quattro mani per comunicare agli store italiani un vero e proprio manifesto: il futuro della moda deve puntare a valori di sostenibilità ambientale e sociale. E Roberta ha deciso, letteralmente, di metterci la faccia: abbiamo infatti creato una linea di Graphi-tee con la sua immagine”.

Per l’autunno/inverno 2019-20, Wrad ha creato una capsule di t-shirt in collaborazione con l’artista 19enne Ian Cibic, che ha sviluppato una serie di grafiche, chiamate “Tomorrow People”, cercando di immaginare l’aspetto che avrà il genere umano tra 150 anni, quando le condizioni climatiche saranno diverse, l’aria sarà più carica di CO2 e le piogge saranno più acide. Le cinque immagini saranno presentate durante la fashion week milanese dedicata alla donna.

Una delle immagini realizzate da Ian Cibic per Wrad


Inoltre, Matteo Ward sarà coinvolto nell’imminente edizione di White (22-25 febbraio) come Direttore Creativo di “Give a Fok-us”, l’area voluta dal fondatore della manifestazione Massimiliano Bizzi: “L’idea è di offrire un servizio ai buyer e di aiutarli a muoversi in un mondo, quella della moda etica, che ancora conoscono poco e che non sanno come comunicare”, ha spiegato Wrad. “L’area avrà una parte iniziale più immersiva ed emozionale, che grazie alle installazioni curate da Draw Light aiutano il visitatore a liberare la mente per assorbire meglio le informazioni che riceverà in seguito. Forniremo quindi ai buyer i dati (l’82% degli italiani vuole un prodotto moda sostenibile, secondo l’analisi di Analytical Group) e le soluzioni già disponibili oggi: sarà infatti allestita una ‘giungla’ di liane di tessuti dotati di tag NFC; avvicinando il telefono il buyer visualizzerà le informazioni sui tessuti e i brand presenti a White che li utilizzano”.
 
E il futuro di Wrad? “L’evoluzione del progetto ci ha portato oggi a essere un’azienda di design, più che un brand, con una mission ben chiara: catalizzare un cambiamento positivo. Ogni risultato è il punto di partenza per raggiungere un altro step: la grafite, ad esempio, ha potenzialità termiche, di conduzione elettrica e di protezione dalle onde elettromagnetiche che potranno essere applicate in ambito tecnologico e medico”, ha concluso Ward.
 
Oggi, oltre che su Yoox, i capi Wrad sono disponibili a Londra, a Berlino e in Giappone; Ward non esclude che un domani potrà nascere un concept store al servizio della sostenibilità nella moda, che racchiuda il mondo di Wrad e della sua community. La società, che nel 2018 ha quadruplicato il fatturato del 2017, ha realizzato nel primo mese e mezzo del 2019 l’intero giro d’affari dello scorso anno.

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