L'evoluzione di Liu Jo Uomo nel segno di Giuseppe Nardelli

Il menswear di Liu Jo è una vera e propria macchina da soldi. Il suo successo è frutto di un’alleanza strategica siglata circa 8 anni fa tra Liu Jo e l’azienda di Nola Co.Ca.Ma. S.r.l., partner produttivo e distributivo della linea per Europa e Medio Oriente. E di una forte intesa, quella tra il numero uno del gruppo di moda carpigiano, Marco Marchi - da qualche tempo tentato dal riportarlo in house - e Giuseppe Nardelli, patron di Co.Ca.Ma., che ha raccontato a FashionNetwork.com ascesa e prospettive future di Liu Jo Uomo, a partire dal primo opening internazionale di monomarca diretto a Barcellona e dal lancio del sito di e-commerce dedicato.

Giuseppe Nardelli, fondatore e proprietario di Co.Ca.Ma. S.r.l.

FashionNetwork.com: Lo store di Barcellona si aggiunge agli attuali 53 monomarca di Liu Jo Uomo, di cui 38 diretti in Italia. Quali sono le prossime tappe dell’espansione retail?

Giuseppe Nardelli: Il flagship catalano [che si estende per 80 mq. al piano terra dello shopping mall L’Illa Diagonal] oltre a raccontare una storia di restyling e riposizionamento, grazie anche al nuovo concept inaugurato a Milano lo scorso novembre, fa da apripista a un processo di sviluppo retail che punta sempre più ai mercati esteri. Attualmente, Liu Jo Uomo è distribuito in Est Europa, Russia e Medio Oriente da una rete di rivenditori. Il prossimo triennio sarà un periodo molto importante e di forte crescita: prevediamo un consolidamento della nostra presenza in Spagna, con un’apertura esclusiva nella città di Madrid, che affiancherà lo shop-in-shop della boutique Liu Jo in Calle de Serrano. Oltre alla Spagna stiamo valutando opportunità di espansione con insegne anche in Francia, Olanda, Russia e Medio Oriente.
 
FNW: Nei progetti di espansione non può certo mancare l’online. A marzo 2019 ha debuttato il portale di e-commerce di Liu Jo Uomo. Quali risultati vi aspettate da questo canale?

GN: Fino ad oggi il menswear Liu Jo è stato commercializzato online in 9 mercati europei solo attraverso piattaforme terze leader di mercato, in modalità flash sales o marketplace. La scelta strategica è stata quella di far convergere la linea uomo sul nostro sito, un tassello fondamentale per la riconoscibilità del marchio. La sezione ‘uomo’ sull'e-shop di Liu Jo è partita il 14 marzo su 7 Paesi del Vecchio Continente (Italia, Spagna, Francia, Germania, Belgio, Olanda e Austria), prevedendo la graduale apertura di ulteriori 9 mercati a partire dell'autunno/inverno 2019 (UK, Russia, Svezia, Danimarca, Polonia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca e Svizzera). L'obiettivo è di generare vendite nette per un valore di circa 750mila euro, mentre a lungo termine puntiamo a renderlo il primo flagship della rete entro il 2022.

A Barcellona è stato aperto il primo monomarca estero a gestione diretta di Liu Jo Uomo
 
FNW: Come si è chiuso l’esercizio 2018 di Liu Jo Uomo e quali sono gli obiettivi per il 2019?

GN: Abbiamo archiviato il 2018 con un fatturato pari a 57 milioni di euro, per il 93% generato dal canale retail, mentre il restante 7% è wholesale. L'incremento rispetto al 2017 è del 6%, ma prevediamo un'ulteriore crescita per i prossimi anni. Ad oggi, l’obiettivo è quello di chiudere il 2019 con un +8% e stimiamo di consolidare le nostre vendite in primis in Italia, Spagna e Russia.

FNW: Ma facciamo un passo indietro. Quando nasce Liu Jo Uomo e qual era l’idea alla base del progetto?

GN: Liu Jo Uomo nasce nel 2012 da un rapporto di solida amicizia e ventennale collaborazione. Io e Marco Marchi, presidente e head of style di Liu Jo SpA, abbiamo stretto un accordo di licenza per la produzione e distribuzione del menswear di Liu Jo, con l’obiettivo di offrire agli uomini capi casual ma allo stesso tempo raffinati, pensati per un uomo metropolitano. La commercializzazione da parte di Co.Ca.Ma. [partner distributivo, tra gli altri, di Guess e Blumarine] è iniziata nel 2013 e il fatturato del primo anno è stato pari a 1,6 milioni di euro.
 
FNW: Co.Ca.Ma. è il vero artefice del successo di Liu Jo Uomo. Come ha contribuito a riposizionarlo nel segmento premium?

GN: Sin dall’acquisizione della licenza, Co.Ca.Ma. si è andata via via strutturando per garantire lo sviluppo dell’insegna, il continuo upgrade stilistico insieme a un importante lavoro volto a definire l’identità del marchio e, quindi, del suo posizionamento nel mercato dell’abbigliamento. Il progetto, partito nel 2013 con una proposta contemporanea riconducibile a una fascia entry level del segmento premium dell’abbigliamento, oggi evolve nel riposizionamento di Liu Jo Uomo come marchio premium smart urbanwear con un’identità più fashion. La brand strategy ha coinvolto tutti gli asset del marchio, dalla comunicazione al prodotto, fino alla rivisitazione dell’intero contenitore retail.

Un look Liu Jo Uomo esposto nella vetrina del nuovo store a Barcellona
 
FNW: Venendo alle collezioni. Dove nascono e quali sono le fonti d’ispirazione?

GN: L’attenta analisi del mercato e l’esplorazione delle nuove tendenze di settore sono i punti di partenza da cui prendono vita le collezioni proposte dall’ufficio stile di Liu Jo Uomo. Nello specifico, la PE 2019 si compone di 631 referenze, con un prezzo medio di 72 euro. Una proposta moda dedicata a un uomo dai 25 ai 45 anni e suddivisa in 7 pacchetti che raccontano mood ispirazionali ben distinti, tra l’athleisure e il sartoriale. Le collezioni premium vengono affidate a partner specializzati, che utilizzano lavorazioni manuali e artigianali Made in Italy, mentre i capi con elevata rotazione sul punto vendita vengono realizzati da partner che utilizzano processi ad alta industrializzazione.

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